Il guerriero non è taoista, buddista, confuciano, cristiano, induista o può essere tutte queste cose. Il guerriero segue il principio del corso naturale delle cose, quei principi universali che si trovano in ogni cultura e in ogni tempo.




giovedì 19 agosto 2010

Perchè ognuno è libero di andare.....

..coi piedi penzoloni

Mi sono seduto sul bordo della vita e con i piedi a penzoloni ho guardato l'infinito respirando il suo profumo...(F.Volo)
Nella vita ci sono momenti difficili ma c'è sempre la possibilità di sedersi sul bordo della vita e respirare la meraviglia......

mercoledì 14 luglio 2010

Maestro nell'arte di vivere...

Chi è maestro nell'arte di vivere distingue poco tra il suo lavoro e il suo tempo libero, tra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cosa è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell'eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

venerdì 9 luglio 2010

Enso

Il cerchio rappresenta, nella sua vuotezza, l'assoluta pienezza, semplicità, completezza, infinità, perfezione dell'armonia. Il cerchio sumi dipinto a inchiostro, o Enso, è un simbolo spirituale dal profondo significato per molti religiosi, particolarmente per i buddisti Zen.

Il cerchio, come sappiamo dalla conoscenza comune della tradizione Zen, è una rappresentazione del nostro vero essere. Viene dipinto / scritto in calligrafia cinese o giapponese in una forma matematicamente imperfetta.

L'Enso è disegnato da una mano umana, con un pennello, e quindi è perfetto per quello che è. Guidati nel momento dello stato mentale del pittore - è possibile tracciare un poderoso e ben bilanciato Ensosoltanto se si ha la mente chiara e libera da pensieri ed intenzioni. È il vero momento della vuotaggine con pienezza. È il riflesso del proprio stato interno di armonia.

Una caratteristica significativa del cerchio dell'Enso è che non si tratta mai di un cerchio chiuso. C'è sempre una leggera apertura da qualche parte, che indica che non è qualcosa contenuta in se stessa, bensì si apre allo spazio, all'infinito. È un cerchio che incorpora la completa armonia.


martedì 6 luglio 2010

venerdì 2 luglio 2010

I veri guerrieri

L'amarezza è quella di incontrare durante la via falsi guerrieri......a chi di voi non è capitato di incontrare ad esempio gente che si spaccia per maestro?......li incontri durante la via e poi ti rendi conto che del guerriero si danno solo le arie...il coraggio, l'autenticità e il rispetto...questo contraddistingue un vero guerriero...la via mi ha insegnato ancora una volta e le ferite sanguinanti sono servite a farmi capire come sia raro incontrare quegli occhi autentici....

giovedì 1 luglio 2010

Punti di vista...

....quelli che danzavano venivano ritenuti pazzi da coloro che non potevano sentire la musica.

martedì 22 giugno 2010

Porta al Dao

"Incarna lo Yin e lo Yang
Realizza movimento e immobilità
Sii cosciente dello scorrere con il flusso e andare contro flusso
Comprendi vuoto e sostanziale
Segui le leggi della Natura.
Questa è la porta al Dao!"

(Liu Yunqiao, grande maestro di Baguazhang, allievo di Gong Bao tian)

sabato 17 aprile 2010

I post dei guerrieri: Wu Wei

Wu Wei 無 為, il non agire, è uno dei principi più importanti e meno compresi del taoismo: solitamente Wu Wei è inteso come una sorta di passiva rassegnazione, un lasciar perdere; tutt’altro il non agire descrive il movimento del Tao ed è il mezzo per vivere in armonia con l’ordine naturale. E' il fatto che gran parte del mondo non osserva il Wu Wei a originare tutte le sciagure dell’esistenza umana. Wu Wei è quindi quell’azione priva di ogni intervento innaturale ed egoistico. Non agire non significa ignoranza o rinuncia al coinvolgimento restando inattivi, Wu Wei indica il vivere secondo il Tao, la volontà del Cielo; in tal modo ogni nostra azione sarà spontaneamente corretta.
Fonte: http://albypingitore.blogspot.com/search?updated-max=2009-06-09T12%3A06%3A00%2B02%3A00&max-results=5

Lo stile degli otto trigrammi

Lo stile degli Otto Trigrammi trae la sua origine dal Libro dei Mutamenti. Tutte le idee ed i principi del libro sono serviti come pilastro per realizzare l'architettura di questo stile, a cui si somma la conoscenza acquisita in centinaia di anni di storia ed evoluzione nel campo delle arti marziali. Grazie alla selezione ed al raffinamento della moltitudine delle tecniche ad opera del fondatore Dong Hai Chuan, si è ottenuto il miglior concentrato possibile, che, opportunamente adeguato a concezioni del tutto nuove e mai conosciute prima, ha dato origine a questo grande stile, chiamato Baguazhang.
Con riguardo alle profonde basi teoriche che animano questa disciplina affascinante, preme rammentare che il Libro dei Mutamenti è un testo risalente a più di 4000 anni fa, che ha influenzato le idee e la cultura cinese, a tutti i livelli,per migliaia di anni. La sua origine è attribuita a quattro saggi: Fu Xi, il re Wen, suo figlio il duca di Zhou e Confucio. Ciascuno di loro, nei vari secoli, ha contribuito alla stesura del testo finale che è giunto fino a noi. E’ un opera che appartiene alla cultura mondiale e dalla quale non si può prescindere poiché racchiude in sé la saggezza di uomini di immensa spiritualità e capacità intellettuale, in grado di decifrare le leggi cosmiche e proporle utilizzando un linguaggio ad architettura aperta che lascia spazio all’interpretazione ed alla ricerca personale. Esso rappresenta un messaggio di grande insegnamento per le generazioni future, affinché possano condurre una vita in armonia con la natura ed il suo fluire.
Si dice che il Libro dei Mutamenti sia così vasto che la sua sapienza racchiuda la norma di Cielo e Terra. Per questo, tutto ciò che da esso origina e che segue correttamente i suoi principi, partecipa a questo stato di grandezza, sintonizzandosi per così dire, sulla stessa frequenza del fluire cosmico.
Questo è il motivo per cui il Maestro Zhang Du Gan ribadisce spesso ai suoi studenti l’idea che il Baguazhang sia uno “stile Grande”, essendo profondamente legato alle leggi universali della natura. Molti studenti pensano, invece, che l’aggettivo “Grande” si riferisca semplicemente al numero di praticanti di Baguazhang nel mondo, o alla sua fama negli ambienti delle arti marziali cinesi.
Ma quali sono le corrispondenze del Libro dei Mutamenti con i movimenti e le posture del corpo nel Baguazhang?
Nel Dazhuan, che costituisce un famoso commentario dell’I Ching (Yijing ), è scritto:”il cielo è alto la terra bassa”. Le disquisizioni su cosa implichi questa affermazione sono così numerose che non basterebbe un testo di commento per esaurirle tutte. Da essa origina la distinzione tra alto e basso nella struttura dello spazio, fino a sviluppare ed applicare lo stesso concetto alla comprensione delle priorità nella vita, alle classi sociali, alla politica ed ai rapporti lavorativi.
Anche il nostro corpo è un piccolo universo e, come tale, contiene in sé queste distinzioni. Nell’eseguire un movimento, ad esempio, ci sono parti del corpo che hanno la precedenza su altre o che hanno un ruolo più rilevante rispetto ad altre. Il nostro pensiero (Yi) diventa quindi la guida, l’imperatore, che invia un segnale al comandante, la vita – ossia i fianchi – che, a sua volta, smista i compiti ai sudditi, costituiti da braccia e gambe. Dall’intenzione quindi arriveremo al movimento di tutte le articolazioni del corpo, anche le più piccole, con la vita che ne dirige e guida i movimenti.
Così come certi esagrammi la cui immagine rappresenta un processo di avanzamento iniziano il loro mutamento dalla prima linea in basso, proseguendo fino all’ultima linea in alto, l’avanzamento del corpo inizia dalla spinta dei piedi ( che stanno in basso ). La spinta viene poi trasmessa alla vita attraverso le articolazioni delle gambe, e da questa distribuita alle estremità del corpo nella direzione del bersaglio da colpire. Alla fine i piedi seguiranno il corpo, chiudendo l’azione all’unisono con le mani. In altri termini, quando gli occhi vedono l’opportunità dell’azione, l’intenzione (Yi) comunica alla vita la direzione, la vita allinea le braccia verso il punto prestabilito. Poi Yi trasmette ai piedi l’impulso, i piedi forniscono la spinta necessaria a far muovere ancora la vita e tirare avanti il passo. Per effetto di tale spinta, le braccia si muoveranno rapidamente per colpire il bersaglio con velocità e potenza, giungendo all’impatto quasi contemporaneamente alla cadenza del passo. Va osservato come l’avanzamento inizi dai piedi, la radice, e si concluda ancora nei piedi. Un antica canzone tradizionale recita:”Quando la mano arriva, il passo deve seguire. Se la mano arriva, ma il passo tarda, la potenza (del colpo n.d.r.) sarà debole”.
Questa è una delle ragioni per la quale si afferma che nel Baguazhang camminare sia la pratica principale. Quanto illustrato descrive il metodo corretto per muovere il corpo in linea con il principio di distinzione tra Cielo e Terra, alto e basso, padre e figlio, sovrano e suddito, radice ed estremità, come è ampiamente spiegato nell’I Ching. Se analizziamo questo principio da un punto di vista meccanico, è interessante notare come ciò che precede abbia maggiore potenza, rispetto a ciò che segue: pertanto si deve muovere per prima la parte del corpo che consente di trasferire tutta la potenza all’articolazione successiva fino all’estremità, producendo così un impatto più intenso. Secondo un ulteriore tra le molte possibili letture, il Cielo è alto la terra bassa significa pure che nell’universo tutto ciò che ha un peso tende a scendere verso il basso, mentre ciò che è leggero tende a salire in alto. Attenendoci a questa legge, nel Baguazhang bisogna lasciar cadere verso il basso ciò che è pesante, ciò, a livello corporeo, si ottiene applicando alle articolazioni una forza costante e fluida verso il terreno, con il contemporaneo svuotamento del torace ed il riempimento del basso addome (QiChen Dan Tian).
Al contrario, il bacino, la nuca e la colonna vertebrale tendono a tirare leggermente verso l’alto: il risultato è un corpo ben radicato in basso, solido e ben connesso verso l’alto, nel rispetto del principio di congiunzione bilanciata tra i due opposti Yin e Yang. Esistono innumerevoli corrispondenze, alcune evidenti, altre molto meno, che gli studenti apprendono migliorando nel loro livello di pratica. Ad esempio, le otto posizioni eseguite camminando su un cerchio di otto passi corrispondono agli otto trigrammi, così come le sessantaquattro forme corrispondono ai sessantaquattro esagrammi; mentre la forma chiamata “You Shen LianHuan Zhang” è composta da 384 movimenti, come il numero dei segni che combinano i 64 esagrammi, e di qui attraverso ulteriori combinazioni che divengono infinite.
Queste sono solo alcune corrispondenze evidenti, ma ciò che gli studenti devono cercare di approfondire sono i principi interni che regolano i movimenti, e che originano dal Libro dei Mutamenti, di cui abbiamo offerto qualche breve cenno in questo articolo.
Fonte:http://www.facebook.com/topic.php?uid=312923945436&topic=12457

sabato 3 aprile 2010

Dal complesso al semplice dal semplice al complesso...

...da quando pratico Baguazhang (pochissimo tempo), è come se mi avessero dato la chiave per capire tutte le altre arti marziali, mi rendo sempre più conto dell'importanza di certi principi che non vengono applicati solo a tutte le arti marziali ma a tutti gli sport, a tutti i movimenti, a tutti i fenomeni della natura, forse dell'esistenza...tutto questo è straordinario. Nel momento in cui prendi dimestichezza con questi principi tutto diventa facile, il complesso semplice....waw!!!

Forma Madre


Xiao Hu non riusciva più a trattenersi. Era troppo che aspettava di sapere qual'era il segreto ultimo del Cerchio. Ogni volta che aveva cercato di andare oltre, aveva avuto risposte secche e per nulla chiare. Spesso gli veniva risposto: "taci e cammina", altre volte "capirai più avanti", ma lui non capiva.

Lao Shi era arrivato, si era seduto e lo guardava con aria divertita. "Vuoi sapere qual è il segreto ultimo del Cerchio? Ne sei sicuro? E se non capissi?" Xiao Hu guardò il Maestro con grande rispetto ma anche con una grande aspettativa. "Voglio provare!", disse, e restò in silenzio.

"Il Cerchio è la Grande Forma Madre. Quando non sai una cosa, la chiedi alla madre, e lei te lo spiega. Ma questo funziona fino a quando hai una certa età. Dopo le risposte che avrai non sono più giuste, perchè sono le risposte di tua madre, non le tue. Quando pratichi Baguazhang, sai che il Cerchio ha tutte le risposte, ma chi deve trovarle sei tu".

Lo sguardo di Xiao Hu era ancora teso all'ascolto, cercava di capire. "Non basta copiare il movimento, anzi è la cosa più sbagliata. Occorre capire il senso di ciò che avviene, e questo lo puoi trovare solo nella pratica a due. Tu sai che tutti i cerchi sono già nel Cerchio, devi solo avere pazienza e continuare a cercare fino a quando i cerchi si riveleranno".

"Ma allora - sbottò Xiao Hu - le Forme non hanno senso!" "Sbagliato! Le Forme sono lo Yin della pratica a due, che è lo Yang. Senza le Forme il combattimento non ha struttura e non ha dove crescere, resta limitato. Senza il Combattimento, la forma è un mero copiare e ripetere movimenti che non hanno spessore, densità, direzione e senso. Non hanno lo Yang del Principio Attivatore".

"La Forma delle forme è il Cerchio. Ti voglio aiutare. Ogni Cerchio contiene tutte le dimensioni dell'Uomo. Quante sono? Altezza, larghezza, profondità, ma poi c'è il tempo e lo spirito. Tutto avviene dentro queste dimensioni. Le dimensioni cambiano secondo il tempo e lo spirito. Il Cerchio di trasforma di continuo. Se quando pratichi ritrovi questo, il tuo Baguazhang diventerà vero molto presto".

Xiao Hu guardò Lao Shi con perplessità. Da un lato sapeva che questo era vero, dall'altro non sapeva come arrivarci. Come se gli leggesse nel pensiero, Lao Shi concluse: "La fretta è cattiva consigliera. Abbi pazienza. Se vuoi Forme, puoi trovarle dovunque, corri e ne avrai quante ne vuoi. Ben più difficile è capire quei principi che le legano tutte insieme. Se cogli quei principi, ogni Forma diventerà chiara, e saprai distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è, chi è capace da chi no, e a che livello è ognuno. Ma adesso non lo sai. Decidi tu, i miei insegnamenti vanno ad una sola forma: Il Cerchio".

Detto ciò, Lao Shi si alzò e scomparve, lasciando Xiao Hu silenzioso nella notte.

giovedì 1 aprile 2010

La mia via...


Camminare in cerchio è estremamente importante.

Si deve contrarre prima di rilasciare.
Si deve lasciare prima di ritornare.
I cambi e i giri sono vuoti e pieni,
Questi concetti costituiscono il metodo per camminare.

Quando cammini, cammina come il vento.
Quando sei fermo, sii inchiodato al terreno.
Bai bu, kou bu, gira e cambia continuamente,
Questi passi devono essere chiari e differenziati

Il bacino è la fonte della potenza.
Il qi è l'origine dalla quale tutti i movimenti derivano.

Gli occhi sono la strada della percezione.
Gli occhi devono percepire e comprendere le sei armonie.
Le sei combinazioni esterne sono la spalla e l'anca,
il gomito e il ginocchio,
e la mano e il piede.
Le sei combinazioni interne sono il cuore e l'intenzione,
l'intenzione e il qi,
e il qi e la forza.
Collega tutte queste con il movimento del corpo.
Questa è la cosa più importante.

Cammina come un drago,
Siedi come una tigre.
Scorri come un fiume.
Sii quieto come una montagna.

Mani yin-yang si muovono su e giù secondo la volontà.
Braccia e spalle devono essere basse e rilassate.
Fai scendere il qi nel dantien.

Lo spirito deve abbracciare anch'esso le sei armonie.
Tieni chiara la mente.
Sii focalizzato e non ti distrarre.
Il qi scorre naturalmente in tutto il corpo.
Bai bu, kou bu, usali con attenzione e sii consapevole di ogni dettaglio.

Girare, cambiare, passo avanti, passo indietro,
tutti sono guidati dal bacino.

Le mani colpiscono tre, camminare sette.

Braccia e gambe devono essere unite nel movimento e scorrere insieme.
Non esitare o ritardare, questo causerà danno.
Il movimento deve essere naturale e senza esitazioni.

Non andare troppo in alto per afferrare o bloccare l'avversario,
Questo ti esporrà al pericolo.
Se il nemico ti colpisce basso,
Non ti sporgere per bloccarlo.
Lavora dai tuoi punti di forza,
Usa la tua intelligenza ogni volta.

Prima di colpirlo,
La tua mente l'ha già colpito.

Dai il benvenuto al vento, lascia andare il vento

sabato 27 marzo 2010

Essere consapevoli di quello che ci circonda

I bambini trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto.

mercoledì 10 marzo 2010

Chiacchiere tra guerrieri: cammina come un drago, siedi come una tigre.....

Per i Taoisti cinesi Lo Yin simboleggiato dalla Tigre rappresenta l’archetipo del femminile interiore, aspetto della psiche passivo e ricettivo, mentre lo Yang che ha come simbolo il Drago è archetipo del pricipio maschile attivo e proiettivo.L’equilibrio tra i due principi è la condizione primaria per un’armoniosa interazione fra i diversi aspetti dell’esistenza…

mercoledì 3 marzo 2010

I post dei guerrieri: dove sta il tuttto

"Non c'è niente da fare: per me imparare a combattere è la stessa cosa che imparare a vivere.
Non riesco più a distinguere una Verità di un contesto senza vederne le mille implicazioni in tutto il resto della Vita.
Platone diceva che solo chi ha capito che il Tutto sta nel Tutto è un filosofo."
Fonte: http://lzanini.blogspot.com/

giovedì 25 febbraio 2010

lunedì 22 febbraio 2010

Chiacchiere tra guerrieri: più uomini e meno guerrieri

Copio un mio commento al Biondo perchè potrebbe essere spunto di riflessione per chi come me si sente meno guerriero e più uomo di ieri:

c'è un' evoluzione nelle nostre riflessioni da guerrieri e oggi questa parola "guerriero" la sento meno tagliata su misura...proprio perchè questa evoluzione ti fa rivalutare il concetto di Via, di guerriero, di maestro e oggi appare tutto più naturale e semplice....quindi sono tanti i concetti da rivalutare, mi tengo quello della consapevolezza, quindi mi piace l'immagine del viaggiatore in ogni luogo e momento della vita, ma rivisito il concetto di Via e sono d'accordissimo con te che ognuno ha la sua strada e respiro un senso di libertà e di responsabilità rispetto a una saggezza che va ritrovata nella nostra esperienza e non così passivamente nella figura del maestro....anche questo concetto non è assoluto nel senso che potrei nella mia vita fare esperienza di conoscere un buon maestro e ascoltarlo...forse è il concetto di affidare la mia vita nelle mani di un altro che ad oggi un pò mi stride......

lunedì 15 febbraio 2010

Forza e coraggio


(...scusate il ritardo di qualche giorno) buon anno della tigre, e con mia grande gioia, buona primavera : )

Secondo la leggenda il Buddha nel presentimento della sua fine terrena, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, ma di questi solo 12 andarono ad offrire il loro saluto. Come premio dunque per la loro fedeltà il Buddha decise di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo. Il diligente bue arrivò secondo, seguito dall'intrepida tigre e dal pacifico coniglio. Il drago arrivò quinto seguito subito dal suo fratello minore, ovvero il serpente. L'atletico cavallo fu settimo e l'elegante pecora ottava, subito dopo arrivò l'astuta scimmia, e poi ancora il coloratissimo gallo, il fedele cane per poi finire con il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch'egli il Buddha.
Sempre la leggenda spiega come mai il piccolo e furbo topo riuscì a battere il grande e onesto bue, arrampicandosi sul suo dorso evitò di percorrere la strada per arrivare all'Illuminato e giunto sul luogo saltò il bue e salutò il Buddha.
Fonte: http://www.kensan.it/articoli/Anno_nuovo.php

sabato 6 febbraio 2010

Le emozioni dei guerrieri


I guerrieri vivono emozioni autentiche e la musica può dare solo un 'idea di quello che sentono nel proprio cuore....


martedì 2 febbraio 2010

I post dei guerrieri: coltivare l'attesa




..In inverno cresce la radice, mentre il fusto si riposa. Poi in primavera la radice si fermerà e crescerà il fusto, i rami e le foglie...l'inverno ci insegna a coltivare la pazienza e l'attesa.
Fonte: http://lzanini.blogspot.com/

domenica 31 gennaio 2010

Avatar

Hanno realizzato un film su noi guerrieri e non lo sapevamo?.......credo che ogni guerriero abbia respirato un 'aria familiare vedendo il film....sciamanesimo..culture..coppe vuote..energia...respiro..armonia con la natura....saggezza pellerossa...terra madre...yin e yang...mi piacerebbe conoscere tutto quello che i guerrieri hanno visto nel film..aspetto i vostri commenti....





sabato 2 gennaio 2010

Prendere contatto con la realtà


Vivere in maniera consapevole credo sia una delle cose difficili a questo mondo....conosco una persona che dice spesso che nella vita si deve sognare...il mio errore è stato quello di scambiare la vita per sogno...quello che voglio dire è che ho la sensazione che spesso la gente non vede le cose realmente, che quello che vede è filtrato dai propri sogni.....a me è capitato di sognare che camminavo accanto ad una persona ma poi mi sono svegliata da sola ed è stato amaro rendermi conto che non avevo visto la realtà per quella che era...non mi ero accorta che dormivo..eppure sembrava così reale come se fosse vero...a questo punto non sò se ha più senso vivere una vita sognando ma senza una reale consapevolezza di ciò che ci circonda o prendere atto di quello che sta davanti ai nostri occhi depurandolo dalla magia che gli abbiamo appiccicato addosso...questo anno della tigre è arrivato portando tanto disorientamento e mettendo in discussione ogni certezza.....

martedì 22 dicembre 2009

Lettere dalla vacuità

Anche se non riceviamo vere e proprie comunicazioni scritte dal mondo della vacuità,
ci arrivano comunque accenni o allusioni a ciò che accade in quel mondo;
potremmo dire che quella è l'illuminazione.
Quando vedi i fiori del pruno o senti il suono di un sassolino che colpisce la canna di bambù,
ecco
quella è una lettera che arriva dal mondo della vacuità.

Tendere al vuoto

Difficile trasmettervi questa sensazione, ci provo; un pò per la crisi economica, un pò perchè non ti entra niente nell'armadio, cominci a svuotare la tua vita del superfluo e cominci ad eliminare anziché aggiungere e questo ti provoca una sensazione straordinaria di leggerezza e senti che la tua vita si arricchisce di cose vere e piene....quest'anno mi sono svuotata dalle spese superflue e dai regali di natale, ma anche dagli auguri di natale.... il pensiero di non dover inviare centinaia di sms mi fa sentire leggera...non è cinismo non confondetevi è un ritorno al contattare la vera vita e non seguire delle regole che ci fanno muovere come automi e che non ci fanno stare in contatto con noi stessi e con ciò che ci circonda. Provate a svuotare le vostre vite e poi mi direte.... ; )

mercoledì 16 dicembre 2009

Affacciarsi a nuovi mondi.....

Domani giornata importante. Incrociamo le dita ; )

martedì 15 dicembre 2009

Affacciarsi a nuovi mondi: l'arte dei mutamenti


Il miglior Baguazhang è Taijiquan in un cerchio.
Questo è in realtà Baguazhang.
Tutto il resto del Baguazhang è Lohan Shaolin in un cerchio.

domenica 13 dicembre 2009

La via della conoscenza dell'essere


Lo Iaidō (居合道), è un’arte marziale giapponese, influenzata dalla dottrina Zen, che trae le sue radici dalle antiche scuole di Iaijutsu frequentate dai samurai e che hanno avuto il loro massimo splendore intorno al XVI sec.Lo Iai è l’arte dell’estrazione della spada (ma l’ideogramma giapponese Iai ha anche il significato di “conoscenza dell’essere” mentre Do significa “Via”).Al giorno d’oggi, in cui la guerra utilizza ben altre tecnologie, lo studio del katana ha acquisito valore come mezzo di indagine del profondo alla scoperta dell’essere.Il principio fondamentale dello Iai è il “Saya no Uchi”, “vincere senza sfoderare”, cioè dimostrare una tale superiorità nei confronti dell’avversario da indurlo ad abbandonare la contesa ancora prima di averla iniziata.


sabato 12 dicembre 2009

Mi è passata la voglia di sognare

Mi chiedevo cosa dovrei festeggiare quest'anno?
Il fatto che bambini vengono abusati da preti?
Il fatto che non si possa stare tranquilli neanche nelle proprie case, visto che i mariti danno a fuoco alle proprie mogli?
O del fatto che sembra che siamo stati governati dalla mafia stessa?
O magari potrei festeggiare per il mondo che stiamo distruggendo momento per momento?
Quello che chiedo a Babbo Natale è un briciolo di sensibilità e di coscienza morale, sociale ed ecologica.....ma so bene che Babbo Natale non esiste!!!
Ormai ci hanno tolto anche la voglia di sognare!

martedì 1 dicembre 2009

Pura saggezza

"Avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito. Non e' piu' un posto in cui si possa stare con orgoglio. Per questo il mio consiglio e' che tu,
finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero", scrive, in una lettera aperta pubblicata oggi da Repubblica, Celli.

Secondo Celli, valori come "il senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per rendersi credibili e affidabili" hanno sempre meno valore "in una società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili, di carriere feroci fatte su meriti inesistenti". "A meno che - aggiunge - non sia un merito l'affiliazione politica, di clan, familistica".

L'Italia, prosegue Celli citando casi come quello dei manager delle aziende, della ristrutturazione di Alitalia ma anche il mondo delle veline e dei tronisti, "e' un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorra' tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico".

lunedì 30 novembre 2009

Alla Madre terra chi ci sta pensando?



Il Dalai Lama ha chiesto oggi ai leader mondiali di fare della lotta al riscaldamento terrestre una priorita' del loro programma di governo. Il leader spirituale buddista, che si e' detto fiducioso sul buon esito del prossimo summit sul clima a Copenaghen, ha spiegato che tutti i leader politici dovrebbero impiegare le proprie energie nel tentativo di trovare una soluzione contro il riscaldamento terrestre. "Spesso le loro priorita' sono gli interessi nazionali, gli interessi economici nazionali. Solo dopo arriva il riscaldamento globale", ha detto a Sydney dove si trova per una serie di incontri. "Io penso che questo dovrebbe cambiare. Le questioni di interesse globale dovrebbero essere al primo posto", ha aggiunto.

Fonte :http://www.rainews24.rai.it/it/

giovedì 26 novembre 2009

I post dei guerrieri: i fiori dentro di noi

Questo post è dedicato a delle persone che mi hanno accompagnata per quattro anni della mia vita rendendoli degli anni indimenticabili. La gioia di avervi incontrato supera il dolore nel salutarvi ;)

Fonte: http://mushin.it/blog/

Poi ho scoperto che l’amore non è il fiore: il fiore è solo il suo frutto. L’amore è il campo, è la terra che custodisce quel nulla per la vista che racchiude già un miracolo di fragilità e profumata bellezza pronto a inondare di colore il mondo: il seme. L’amore è immortale come la terra, il modo in cui si manifesta è caduco come un fiore. Se la manifestazione dell’amore è così fragile e mortale che nonostante richieda infinite cure ed attenzioni, muore comunque come un fiore, ha senso cercare e vivere l’amore? Perché dargli importanza? Se è una sofferenza così inevitabile, per quale perverso motivo dovremmo gioire se sappiamo che che la nostra gioia di oggi sarà il dolore di domani?

L’amore è. Non si può impedire all’amore di manifestarsi, così come non si può impedire ad un campo di far germogliare i fiori. Il dolore e la paura che viviamo sono solo il nostro attaccamento alla manifestazione dell’amore: persone, luoghi, esperienze. Fermare la naturale morte delle esperienze è come cercare di far cambiare il corso di un fiume chiedendogli di scorrere al contrario, oppure piangere perché non siamo riusciti ad impedire al sole di tramontare.

Ma i fiori poi muoiono davvero? Ogni petalo perso così come ogni lacrima pianta, ogni fiore appassito così come ogni persona che è uscita dalla nostra vita, ha lasciato un segno. Invisibile ma solido. Ogni fiore che muore così come ogni fallimento che viviamo fertilizza il terreno del nostro amore rendendolo più ricettivo, meno sterile. I fiori di domani vivono dei loro fratelli appassiti così come le esperienze che viviamo oggi sono condizionate da quello che abbiamo già vissuto. L’unico modo per imparare ad amare è amare incondizionatamente. Non è stupendo? Quello che rende immortale l’amore non è una persona che ti sta sempre accanto, ma la tua capacità di non identificare in lei il tuo amore. Non significa che il tuo amore sia per tutti come ogni campo cresce fiori differenti. Né che il tuo amore si possa dare a tutti, perché un campo per mantenere un fiore si impegna, lavora, e crescere un fiore bellissimo spesso significa dedicarsi solo a quello. Se hai amato non hai sbagliato. Se hai fallito hai solo imparato a crescere meglio un fiore. Se ti senti in colpa è solo perché non hai accettato che i fiori non muoiono e non nascono: si trasformano.

Quindi se di recente hai perso un fiore ci sono due cose che ti consiglio di fare: la prima è non rimuoverne i resti dal tuo campo, al contrario devi farli abbracciare alla terra, il più in fondo possibile affinché diventando per sempre parte di te quel dolore possa fertilizzarti. La seconda cosa che ti consiglio è di avere pazienza e sorridere: è il modo migliore per aspettare la prossima primavera. Il miglior modo di superare una sofferenza non è quello di evitarla o resistergli, ma di abbracciarla stretta correndole incontro. Prima il fiore morto è abbracciato dalla terra, prima la fertilizza aiutandola a crescerne uno nuovo e più bello.


mercoledì 25 novembre 2009

Oltre l'amnesia


Cercherò in pochi giorni di farti ricordare quello che già sai......devi risvegliare il tuo essere e vedere quella luce interna che si è sopita.....mentre sei venuto qui, ti sei posto alcune domande e in questo modo hai cominciato a confrontarti con te stesso....solo chi sa ascoltare può procedere verso il compimento della propria opera. ...sei cieco di fronte ai messaggi che la natura ti manda attraverso la luce, le forme e i colori, perchè hai dimenticato il linguaggio della terra. Tu non hai voluto nè vedere nè ascoltare, perchè vivi nella città, dove si agitano moltitudini di uomini che pensano e non comprendono, dove la ragione ha ucciso l'intuito ("Negli occhi dello sciamano", Hermàn Hurache Mamani).

martedì 24 novembre 2009

Riprendere contatto con la nostra vera natura



Di me avevano fatto un uomo civilizzato,
strappandomi alle mie origini,
tentando di tagliare le mie radici che mi univano al passato e, con esse,
il rispetto e l'armonia che ogni uomo deve avere per se stesso e per la natura.


("Negli occhi dello sciamano", Hermàn Hurache Mamani, foto di Michele Falzone)

martedì 10 novembre 2009

Le cose che adoro....

Il fare le cose semplici della vita è una cosa che adoro, come guardare una pianta mentre faccio merenda in una pausa dal lavoro. Anche il lavoro adoro, quel piacere immenso che si prova nel fare le cose, quasi una meditazione, quando sei totalmente assorto nel momento presente, nell'azione che compi. Tutto ciò lo adoro. E' una gioia piena che sento nella vita di tutti i giorni. Quando ci riempiamo la vita delle nostre cose, delle cose che adoriamo, è facile sentire e provare certe sensazioni.

venerdì 25 settembre 2009

Voglio essere libera di prendermi cura di me stessa!

La vita è un dono che va tenuto con cura e attenzione! Possiamo decidere di prenderci cura di noi stessi con piccoli e grandi gesti quotidiani o lasciarci andare e vivere con inerzia! Possiamo fare molte più scelte di quanto crediamo, possiamo aprire molte più porte di quelle che immaginiamo!

martedì 22 settembre 2009

Mi tolgo l'armatura



Non sò se desiderare una vita normale..una famiglia, dei figli, delle risate, degli amici, una vita colorata abbia a che fare con i guerrieri.....sono stanca d'avventura e di lottare...non voglio essere più una guerriera ma solo vivere la mia vita così come la sogno. Sembra che la normalità sia diventata un lusso...

domenica 20 settembre 2009

Si riprende la Via ;)

Shih Ho: Il Morso che Spezza (fuoco sopra, tuono sotto)

In questa fase il giusto modo per affrontare la situazione è quello di intervenire in maniera decisa. Non è più il momento di eludere il problema o di evitarlo. Per riequilibrare il tutto occorre ristabilire la giustizia, utilizza ogni mezzo lecito a tua disposizione: la perseveranza ti premierà.

giovedì 17 settembre 2009

Da non dimenticare...


Desidera, mantieni viva la tua anima!

lunedì 20 luglio 2009

Da un'immagine alla realtà


Tempo fa immaginavo una casa del tè e dei guerrieri...ieri ero con quei guerrieri e la tazza di tè non era immaginata ma reale; abbiamo semplicemente realizzato quello che per tanto tempo era stato solo un immagine, un desiderio. Tutto è possibile, basta fare un passo in direzione dei nostri sogni. Grazie amici :)

domenica 12 luglio 2009

I post dei guerrieri: sentirsi a casa

Da Mushin:
E scopro la profonda validità di un luogo comune legato al viaggio:
sei a casa dove ti senti a casa.
E questo dipende sempre dalle persone.

lunedì 6 luglio 2009

Nei momenti di decentratura mi piace leggere della Via...

La cosa più naturale sembra irreale.
Chi cerca l'erudizione ogni giorno aggiunge qualcosa,
chi cerca il Tao ogni giorno perde qualcosa.
Il morbido vince il duro,
il debole vince il forte.
Sii vuoto e sarai riempito.
(Tratto liberamente dal Tao Te Ching - Lao Tze)

lunedì 29 giugno 2009

lunedì 22 giugno 2009

Che ne pensate?.....sono un pò dubbiosa..

Pensando alle distese africane, immaginare di vedere spuntare 5000 antenne di telefonia mobile magari ci può abbagliare per un secondo. L’attimo dopo è speranza. Appeso ad un network di telefonia mobile è il futuro di decine di migliaia di persone, le popolazioni africane che sono le più drammaticamente colpite dai cambiamenti climatici. L’Africa Sub Sahariana da sola ha un quarto delle 300mila vittime che ogni anno muoiono per colpa del climate change.Le tempeste mietono circa 5000 vite all’anno solo sul Lago Vittoria. E da qui parte il progetto di Global Humanitarian Forum con Ericsson ed operatori mobili locali come Zain: si tratta di prevenire le catastrofi ambientali e sviluppare un sistema di risposta adeguata. Attorno a questa regione del Kenya saranno istallate le prime 19 stazioni automatiche di rilevamento meteorologico, che raddoppieranno la capacità di monitoraggio sul lago Vittoria, la tecnologia sarà estesa anche a Tanzania e Uganda.Con meno di 300 stazioni meterologiche l’Africa attualmente è coperta da un network 8 volte inferiore agli standard del WMO, partner del progetto. Nei prossimi anni su tutto il continente africano sorgeranno 5000 stazioni automatiche di rilevamento meterologico che si appoggeranno a siti di telefonia mobile, nuovi ed esistenti.Attraverso il suo Mobile Innovation Centre in Africa la Ericsson svilupperà applicazioni per celulari che dovrebbero facilitare la comunicazione via cellulare dei dati elaborati dai servizi meterologici e idrologici (NMHSs) africani. Gli operatori di telefonia mobile, anche locali, gestiranno le nuove stazioni di rilevamento trasmettendo ai servizi nazionali informazioni metereologiche utili a salvare vite umane. I dati potranno essere sfruttati da scienziati, enti che gesticono le risorse idriche ed energetiche, compagnie di trasporto.“Siamo il principale gestore dele telecomunicazioni in Africa da 100 anni e questa iniziativa è un’opportunità unica per mitigare l’impatto del climate change e al tempo stesso rafforzare i network meteorologici nel continente – ha detto Carl-Henric Svanberg presidente di Ericson, che ha invitato nel progette gli altri operatori locali.Le prime centrali si appoggeranno proprio alla Zain: “Le comunità africane potranno disporre più facilmente delle informazioni meterologiche, la telefonia potrà davvero milgliorare la qualità di vita e la sicurezza di persone nelle aree più remote del mondo” ha commentato per parte sua Saad Al Barrak CEO della compagnia di telecomunicazioni africana.Per farsi un’idea circa il 70% degli africani dipendono da agricoltura e pastorizia, i contadini africani ancora applicano metodi agricoli risalenti alla loro tradizione centenaria, e le loro osservazioni empiriche del tempo sono state ora stravolte dai cambiamenti climatici. Un rapporto di Global Humanitarian Forum stima che da qui al 2020 i raccolti saranno decimati del 50%, mettendo in pericolo 700 milioni di persone. “ Non siamo mai stati capaci di istituire un monitoraggio meterologico di queste dimensioni prima d’ora, unire le competenze specifiche di diversi attori privati e pubblici contribuirà a salvare vite mane e a migliorare la qualità di vita delle comunità africane, che sono in prima linea di fronte al climate change” ha detto Kofi Annan, presidente del Forum .Una comunicazione migliore consentirà di sviluppare nuovi servizi come il “microinsurance” basati su indici meterologici della pioggia ad esempio.Un partner del progetto è il Centro per gli Studi sulla Terra della Colombia University che assisterà l’istallazione di queste stazioni meteorologiche nei “Villaggi del Millennio” un progetto di sviluppo rurale esteso in 10 paesi in via di svilupppo con l’obiettivo di raggiungere gli Obiettivi del Millennio nella lotta alla povertà.

lunedì 15 giugno 2009

2048

Non riesci ad immaginare un mondo senza pesci? Scoprirai presto di cosa stiamo parlando, e per la precisione entro il 2048. Se si continuerà a pescare in modo insostenibile, così come si sta facendo adesso, i nostri mari saranno abitati da meduse, alghe e vermi, nulla di più. Non è una previsione allarmistica e senza fondamento, ma una scomoda verità che porta a galla il documentario inglese uscito il 12 giugno. "Se non cambiamo il nostro atteggiamento il mare morirà" ci racconta Charles Clover, autore dell'omonimo libro "The End of the Line" (tradotto in Italia Allarme pesce) da cui è stato tratto il documentario. "Non ci saranno più pesci. E la differenza fra questo ed altri problemi ambientali è che questo è relativamente facile da risolvere. Quando i vostri figli vi chiederanno "Dov'è finito il pesce? La risposta sarà molto semplice: Lo abbiamo mangiato". La soluzione è alla portata di tutti. Consiste nel controllare sempre la provenienza del pesce che si intende acquistare, evitare determinati tipi di pesce in estinzione, come il tonno pinna blu. Spargere la voce, twittare, diventare degli attivisti e non ultimo, provare a portare questo documentario in Italia."Purtroppo non siamo ancora stati contattati da nessuna casa di distribuzione italiana, al momento il film uscirà in Inghilterra, in America e probabilmente in Giappone", ci ha spiegato Christopher Hird, produttore del film. Il documentario, presentato in anteprima in alcune sale l'8 giugno, in occasione della giornata mondiale degli oceani è stato premiato al Sundance Film Festival e da oggi sarà distribuito in molte sale inglesi."Il problema non è la pesca in generale, ma quella eccessiva e che non lascia il tempo necessario ai pesci per riprodursi", spiega Rubert Murray, regista del film, "Secondo gli scienziati il numero di pesci grandi in tutti i mari si è ridotto del 70-90% circa. Sono spariti, perché li abbiamo mangiati. La pesca è diventata un enorme business. I pescherecci industriali hanno a bordo tecnologie avanzatissime, inclusi gli ultrasuoni. La più grande rete a strascico del mondo potrebbe contenere ben tre 747. Abbiamo un grande potere nelle nostre mani e non siamo più capaci di controllarci. Secondo la CNN il 50% del pesce pescato nel mondo è catturato soltanto dall'1% dei pescherecci". Il tonno pinna blu per esempio si sta estinguendo. La popolazione dell'Atlantico si è decimata dagli anni '70 del 90%. È il sushi più costoso che si possa comprare. Ci sono dei limiti imposti dai governi dei vari paesi, che comunque sono fin troppo alti e permessivi e che non consentono al pesce di riprodursi. Inoltre, soltanto il Giappone negli ultimi 20 anni ha comprato 2 miliardi di dollari di tonno pinna blu illegale. E nonostante tutto continuano ad essere molti i ristoranti in cui è possibile acquistarlo (come il celebre Nobu di Londra). L'unico modo per fermare questo business è smettere di comprare. Scendendo la domanda, inevitabilmente crollerebbe l'offerta. Ma la buona notizia è che possiamo davvero fare qualcosa per fermare questo massacro. E non significa smettere di mangiare pesce. Molti sono prodotti in modo sostenibile, occorre soltanto comprare in modo responsabile. Probabilmente avrai già sentito parlare del problema della pesca insostenibile, e vedere il documentario ti aiuterebbe a capire che cosa sta succedendo e come bisogna agire. Perché siamo certi che, come noi, non ti sarai reso conto che l'overfishing porterà inevitabilmente ad uno mondo senza pesci. Per poter diffondere il documentario a livello globale internet può essere vitale. E se al momento non è ancora prevista la possibilità di vedere l'intero doc online, la casa di produzione The Fish Film Company ha stretto una partnership con Babelgum, la prima Tv online indipendente, che da oggi trasmetterà una serie originale divisa in 6 episodi in cui il regista Rubert Murray porta gli spettatori nel backstage nel più grande documentario sull'ambiente del 2009.
Speriamo davvero che anche con il vostro aiuto qualcuno decida di distribuirlo in Italia, nel frattempo vi invitiamo a seguire la serie su Babelgum, a sensibilizzare amici e familiari ad un acquisto responsabile del pesce e a documentarsi sul problema della pesca insostenibile, leggendo il libro di Clover o tramite internet.
Domani tuo figlio potrebbe chiederti come mai non hai fatto nulla per evitare questo disastro ecologico. E non potrai rispondere che non ne avevi avuto la possibilità.
Fonte:

martedì 9 giugno 2009

Passo d'elefante


Invece di galoppare in giro camminiamo lentamente,

come una mucca o un elefante.

Sei già un buono studente zen

se sai camminare lentamente,

senza l'idea di ottenere qualcosa.

lunedì 8 giugno 2009

CambioStagione

Da oggi cambio vita!....si da oggi cambio vita, cambio atteggiamenti mentali e comportamenti....è un esperimento vediamo cosa accade. Una vera e propria operazione di potatura da tutti quei meccanismi che ci fanno stare male...e un pò di fertilizzante; cioè amare, amare quando cucino, amare chi è importante per me, amare il mio corpo (riprendere la pratica, respirare....), leggere con amore, stare nel momento presente....La sensazione è quella di svuotare un armadio e tenere solo le cose vere importanti ed eliminare tutto il superfluo che ci appesantisce la vita ogni giorno...

domenica 31 maggio 2009

I post dei guerrieri: come foresta di bambù

Dal blog di Mushin
http://mushin.it/blog/me/seduto-sul-limite-il-vuoto-mi-mostra-il-pieno/


Come ho detto più e più volte, una cosa che mi piace al punto che ne farei un archetipo o un topos letterario, è la foresta di bambù. Il bambù è una delle piante più semplici e lineari esistenti, eppure tanti fusti di bambù riescono a fare una foresta intricata. Mi piace proprio questo suo potere immaginifico: quale migliore metafora per spiegare la grande capacità dell’uomo di costruire problemi complessi a partire da elementi semplici?
L’armonia non è una questione di quantità, ma di rapporto, come tutti gli equilibri.
Ora mi lascia sempre una strana sensazione vedere come tutti noi essere umani abbiamo in comune il desiderio di essere felici. Eppure questa cosa comune ci divide anziché unirci perché nella nostra personale ricerca della felicità facciamo degli altri un ostacolo. Non ci curiamo di cercare una soluzione comune, né di identificarci nel desiderio dell’altro, che seppure è contrapposto a noi, in realtà chiede la stessa cosa.
E così in questo mondo sub-ottimale il conflitto è la norma, e ci sentiamo bene quando riusciamo a costruire delle isole di fiducia con persone speciali, con le quali riusciamo a condividere uno sforzo comune che faccia di ciascuno contemporaneamente veicolo e fine della nostra ricerca di appagamento.
Sono momenti magici e persone speciali, ma sono rese tali proprio dall’estrema contingenza degli eventi che le legano a noi, diamo loro estremo valore proprio in relazione al fatto che sappiamo che quella situazione/rapporto è costantemente minacciato dalle cose della vita.
Non comprendo ancora bene perché, ma è sull’orlo del precipizio che fa da limite al tuo mondo che riesci ad avere uno sguardo d’insieme su questa realtà che ti contiene. Il limite non è sostenibile. Eppure è la che si trova sé stessi, punto di partenza di ogni felicità.

Un passo oltre...

Si dice che
la parte più lunga del viaggio sia
l'attraversamento della porta.
Marco Terenzio Varrone
Ogni volta che facciamo una scelta, ogni volta che cominciamo a realizzare i nostri sogni, i nostri desideri attraversiamo una porta....auguro a tutti voi guerrieri di non restare davanti l'uscio a pensare a quanto può essere bello e nel contempo rischioso quello che c'è oltre la porta ma di fare un passo oltre e vedere nuovi paesaggi. La vita, quella piena, reale non è fatta per essere fantasticata ma per essere vissuta.

mercoledì 20 maggio 2009

Agire

Qualsiasi cosa voi pensiate o crediate di poter fare,
cominciatela.
L'azione ha in sè
la magia,
la grazia e
il potere.
(Goethe)

martedì 19 maggio 2009

In via di estinzione...

In Italia uomini che fanno e sanno riflettere sulla politica (e non spettacolo) sono ormai in via d'estinzione; questo articolo mi sembra scritto da uno degli ultimi esemplari italiani che ancora pensa...
"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..." (di Giacomo Di Girolamo, redattore del Giornale di Sicilia)Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta delpremier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, delpopolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo delpozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni voltala Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia delnostro Paese.E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?Il tempo deldolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma delponte.Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti delterremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquilain realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti delgiorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso delcanone per quella bestialità che avevano detto.Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
Giacomo Di Girolamo

sabato 16 maggio 2009

Stavolta vi offro un tè pregiato...

Il Libro del Tao e della virtù (Tao Tê Ching), considerato come una delle vette del pensiero cinese è opera di Lao-tse (o Lao-tzu), nato intorno al 570 a. C. Ogni capitolo comincia di solito con qualche paradosso e lo sviluppa con rilievi paralleli, introdotti dalla parola " perciò" . Una parola che, comunque, non è da intendere in senso causale: difatti, a differenza della logica occidentale, la logica cinese prevede che la causa possa essere un effetto e un effetto possa essere una parte della causa: per i cinesi, ha scritto lo studioso Lyn Yutang, "causa ed effetto non sono aspetti successivi, ma solo aspetti simultanei della stessa verità".

I - DELINEA IL TAO
Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao, il nome che può essere nominato non è l'eterno nome. Senza nome è il principiodel Cielo e della Terra, quando ha nome è la madre delle diecimila creature. Perciò chi non ha mai desideri ne contempla l'arcano,chi sempre desidera ne contempla il termine. Quei due hanno la stessa estrazione anche se diverso nome ed insieme sono detti mistero, mistero del mistero, porta di tutti gli arcani.
Vediamo che ve ne sembra di questa idea? Ogni tanto pubblico un capitolo e chi sa tradurlo lascia un suo contributo...