Il guerriero non è taoista, buddista, confuciano, cristiano, induista o può essere tutte queste cose. Il guerriero segue il principio del corso naturale delle cose, quei principi universali che si trovano in ogni cultura e in ogni tempo.




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mercoledì 19 ottobre 2011

Casa del guerriero divino


Bujinkan (武神館), "casa del guerriero divino" è un'organizzazione di arti marziali, il cui Soke (Gran Maestro) è Masaaki Hatsumi (初見良昭 Hatsumi Masaaki). L'Hombu Dōjō della Bujinkan si trova a Noda appena fuori Tokio.

L'Arte Marziale della Bujinkan Dōjō si chiama Budō Taijutsu (武道体術), lo studio di nove scuole di arti marziali conosciuta come ryūha. L'arte era precedentemente chiamata Bujinkan Ninpō Taijutsu e prima ancora era conosciuta con il nome generico ninjutsu.

L'addestramento è comunemente denominato taijutsu e si compone di tecniche "a mani nude" o per l'uso delle armi. Gran parte del taijutsu di base insegnato ai principianti viene da sei delle nove scuole comprese nel Budō Taijutsu, vale a dire Kotō-ryū, Gyokko-ryū, Shinden Fudō-ryū, Takagi Yōshin-ryū, Kuki Shinden-ryū e Togakure-ryū.

Tra le armi utilizzate la spada (tra le quali Ninjato 忍者刀, Katana 刀, Wakizashi 脇差 ed il Tanto 短刀, Shinai 竹刀 di bambù, Bokken 木剣 di legno, Iaitō 居合刀 la replica della Katana senza filo per la pratica del Iaijutsu 居合術, o altro materiale morbido, di una spada), bastoni di varie lunghezze (bō 棒, jō) 杖, bastoni corti (Hanbō 半棒, Tanbō 短棒, Shihshinbō), Nawa 縄 (corda), Kusari-fundo 鎖分銅 (catena con pesi), Kusarigama 鎖鎌 (falce con catena), Yari鑓 (Lancia), Kamayari 鎌鑓 (lancia con falce), Bisento 眉尖刀 (alabarda da battaglia), Kyoketsu shoge 距践渉毛, Jutte 十手, Tessen 鉄扇 (ventaglio in ferro), Naginata 薙刀, Kunai 苦無, Shuriken 手裏剣 di varie forme compreso Bo-shuriken 棒手裏剣 e Senban Shuriken 千万手裏剣.

Tutte le armi appartengono a categoria:

  • bastoni;
  • spade;
  • flessibili;
  • proiettili.

Keikogi (稽古着 or 稽古衣), Shinobi o Gi è l'uniforme da allenamento usata nel Bujinkan. Il nome deriva da keiko, che vuol dire "pratica", e gi, che vuol dire abito o indumento. Il colore utilizzato è il nero, ma le donne possono portare anche il colore lilla. Normalmente sotto al Keikogi si indossa una maglietta dello stesso colore, in modo da tenere il corpo più caldo e comodo durante l'allenamento.

Durante gli allenamenti al chiuso si usano delle particolari calzature giapponesi chiamate Tabi(足袋), mentre per allenamenti all'aperto si utilizzano particolari Tabi con suola, chiamati Jika Tabi. Per raccogliere i pantaloni, e come copri-Tabi, si utilizzano i Kyahan, una sorta di ghette che si avvolgono attorno alla gamba. Per chiudere la parte superiore della giacca, si usa l'Obi (帯 : おび, cintura), che può essere di colore rosso (per le donne) verde (per i maschi)o nero a seconda del grado del praticante.

Sulla giacca all'altezza del cuore viene posto il Patch, toppa scudo, caratteristico della Bujinkan, in cui sono ricamati i kanji di Bujin. I Patch hanno variazioni di colore dipendenti dal grado dell'apprendista.

Si utilizzano i gradi (Kyū e Dan) per designare il livello del praticante nel vasto programma di studi che comprende il Budo Taijutsu Bujinkan, come abitualmente si fa anche in altre arti marziali.

Il Bujinkan Dōjō stabilisce una serie di nove kyū sotto il grado di cintura nera. Il principiante comincia da mukyu (nessun grado/cintura bianca) e procede poi da kukyu (9° kyu) a ikkyu (1° Kyū). Solitamente gli allievi indossano una cintura verde (per gli uomini) o rossa (per le donne), che li accompagna dal 9° al 1° Kyū.

Codice:

        1. Sapere che il cammino dell'Uomo viene dalla giustizia.
        2. Rinunciare all'avarizia, indolenza e ostinazione.
        3. Riconoscere la tristezza e le preoccupazioni come naturali, e cercare il cuore irremovibile.
        4. Non allontanarsi dal cammino di lealtà e amore fraterno e scavare sempre più profondamente nel cuore del Budo.
    • Il seguente codice è parte delle regole del Dojo.
      • Meiji 23 (1890) Primavera, Toda Shinryuken Masamitsu
      • Showa 33 (1958) Marzo, Takamatsu Toshitsugu Uou - Hatsumi Masaaki Byakuryu
L'allenamento iniziale comincia con il Taijutsu:
  • Livello Kyu: principianti
  • Dal primo al quinto Dan: Ten (cielo)
  • Dal quinto al decimo Dan: Chi (terra)
  • Dal decimo al quindicesimo Dan: Jin (uomo).

Dall'undicesimo al quindicesimo sono suddivisi in Chi (terra), Sui (acqua), Ka (fuoco), Fu (vento), Ku (il vuoto); Happo Hiken verrá insegnato a questi livelli. L'esame di quinto Dan (Sakki test) verrá amministrato esclusivamente dal Soke. Solo ai veri Shihan può essere dato il quindicesimo Dan.

I praticanti di Bujinkan Budō Taijutsu non partecipano a concorsi o competizioni.

Le nove scuole

"La scuola della porta nascosta" - I tre segreti di questa scuola erano Seban Shuriken (stelle a 4 punte esclusive di questo ryu), Shuko (artigli in ferro collocati in mani e piedi per scalare ed a volte per contrastare attacchi di spada) e Shindake (tubo in bambù utilizzato per respirare sotto l'acqua e come cerbottana). Anticamente i ninja venivano addestrati nei seguenti 18 metodi: 1.Taijutsu (combattimento a mani nude) 2.Kenjutsu (arte della spada) 3.Bojutsu (tecniche con il bastone) 4.Shurikenjutsu (lancio di lame) 5.Kusarigama (falce con catena) 6.Yari (lancia) 7.Naginata (alabarda giapponese) 8.Bajutsu (equitazione) 9.Suirenjutsu (tecniche acquatiche) 10.Kayakujutsu (tecniche con il fuoco) 11.Boryaku (strategia) 12.Choho Jutsu (tecniche psichiche) 13.Shinobi Iri Jutsu (strategie di spionaggio) 14.Intonjutsu (recitazione) 15.Hensojutsu (arte del travestimento) 16.Tenmon Jutsu (meteorologia) 17.Chimon Jutsu (studio dell'ambiente) 18.Seshin Teki Kyoyo (raffinamento spirituale).

"La scuola della tigre diamantata" - La specialità di questa scuola è il Kosshijutsu: i colpi sono diretti nei punti deboli del corpo (Kyusho): plessi nervosi, organi interni, muscoli, tendini. Si utilizza la torsione della colonna vertebrale per dare potenza al colpo che viene sovente portato con il pollice (Shitoken). Inoltre poderose parate, lunghe distanze in combattimento, tecniche con molto movimento ed uso di proiezioni e lussazioni combinavano un micidiale metodo di combattimento. A questa scuola appartengono il Sanshin no Kata (forma dei 3 cuori o dei 5 elementi) ed il Kihon Happo (8 metodi di base) che costituiscono i fondamenti del Ninjutsu.

"La scuola delle tradizioni dei nove demoni" - Il Kukishinden Ryu fornisce le basi di molte delle armi studiate nella Bujinkan. Il Bikenjutsu è formato da Kenjutsu, Kodachi e Jutte. Il Juttejutsu è una delle parti più importanti, comprende anche lo studio del Tessen (ventaglio da guerra) e richiede un buon Taijutsu per poter essere padroneggiato. Il Kukishinden Ryu eccelle inoltre nell’uso della spada. Nella scuola si studia anche il Yoroi Kumi Uchi, il combattimento con l'armatura giapponese.

"La scuola della tigre caduta" - Le distanze corte, la rapidità negli attacchi e lo sguardo all'avversario lasciando il bianco degli occhi per non far percepire le intenzioni erano i punti salienti di questo Ryu. Gli spostamenti incrociando le gambe ed i colpi con le dita in forma energetica erano le referenze principali.

"La scuola del cuore invariabile" - E' uno stile estremamente naturale. Gli elementi della natura (come alberi, canne di bambù, etc.) vengono utilizzati nell'allenamento delle tecniche. Inoltre l'unica posizione difensiva è la posizione naturale (Shizen no Kamae). La scuola è specializzata nel Dakentaijutsu (abilità nel colpire con le armi del corpo), nel Jujutsu e nello Iai (estrazione della spada). Tra le armi studiate abbiamo: il Daisho (coppia di spade), la Daikatana (spada di dimensioni più grandi), le Ono (asce da guerra), l'O-Tsuchi (grande martello da guerra), la Naginata (alalbarda), lo Yari (lancia). Un'altra specialità è l'Hojojutsu, l'uso della corda per legare l'avversario.

"La scuola dell'alto albero con profonde radici nel cuore" - Le tecniche della scuola venivano utilizzate in ambienti interni e sono quindi a corta distanza. La scuola si è sviluppata infatti nell'ambito delle guardie del corpo: non potendo utilizzare armi all'interno dei palazzi, queste dovevano avere una grande abilità nel Jutaijutsu. Si eseguono proiezioni, lussazioni e strangolamenti in corta distanza di combattimento evitando che l'avversario possa ruotare e scappare. Fondamentali sono le immobilizzazioni che vengono effettuate controllando simultaneamente tre o quattro punti diversi.

"La scuola di verità, lealtà e giustizia" - Possiede calci speciali, attacchi di pugno e proiezioni. Si caratterizza per il movimento dei piedi dinamico.

"La scuola del cuore immutabile" - Le proiezioni erano le predilette anche se l'aspetto fondamentale erano gli aspetti strategici e tattici del Ninpo.

"La scuola nascosta nelle nuvole" - Il Taijutsu è molto simile a quello praticato dai guerrieri della Togakure Ryu. Le armi caratteristiche di questo Ryu sono il Ippon sugi noburi (una corda usata per legare l’avversario o immobilizzarlo) e il Kamayari (picca con arpione). I loro guerrieri utilizzavano una maschera di demonio ed in combattimento saltavano spesso e portavano sia attacchi che parate doppie. Usavano delle protezioni nelle braccia per questo colpivano e si proteggevano spesso con gli avambracci.

Tema dell'anno

Dal 1988 l'insegnamento del Soke Masaaki Hatsumi si è focalizzato su un particolare tema dell'anno. Questo può significare in genere che si studi un ryu specifico, arma o concetto specifico. Hatsumi annuncia il tema dell'anno ogni anno durante il Daikomyosai:

  • Tema del 2011 - Kihon Happou
  • Tema del 2010 - Rokkon Shoujou
  • Tema del 2009 - Sainou-Tamashii-Utsuwa
  • Tema del 2008 - Togakure-ryū Ninpō Taijutsu
  • Tema del 2007 - Kukishin Ryu
  • Tema del 2006 - Shinden Fudo Ryu
  • Tema del 2005 - Gyokko-ryū Kosshijutsu (Bo e Tachi)
  • Tema del 2004 - Daishou Juutaijutsu (Roppo-Kuji-no Biken)
  • Tema del 2003 - Juppo Sessho
  • Tema del 2002 - Jutaijutsu (Takagi Yoshin Ryu)
  • Tema del 2001 - Kosshijutsu (Gyokko Ryu)
  • Tema del 2000 - Koppojutsu (Koto Ryu)
  • Tema del 1999 - Kukishinden Ryu
  • Tema del 1998 - Shinden Fudo Ryu
  • Tema del 1997 - Jojutsu
  • Tema del 1996 - Bokken
  • Tema del 1995 - Naginata
  • Tema del 1994 - Yari
  • Tema del 1993 - Rokushakubojutsu
  • Tema del 1992 - Taijutsu
  • Tema del 1991 - Katana e Jutte
  • Tema del 1990 - Hanbo
  • Tema del 1989 - Taijutsu e Armi
  • Tema del 1988 - Taijutsu

mercoledì 5 gennaio 2011

Chiacchiere tra guerrieri: calma zen

Calma, stabile, centrata, piena, flessibile.....non è un tendere a.... ma stavolta è un sentire, non è un leggere di queste sensazioni ma essere queste sensazioni...sentirsi stabile come una montagna, sentire gli annaspati movimenti degli altri come un venticello di primavera che accarezza le pendici senza creare nessun effetto, nessuna instabilità..sentire che tutto resta fuori, sentirsi chiusa come in un cerchio sigillato dai mudra.....sentirsi bambù, morbido che non si spezza, che non si irrigidisce ma si piega, sentirsi un tao che segue i movimenti, che non crea rotture, armonico...cari guerrieri per il nuovo anno vi auguro di provare tutto questo sulla vostra pelle.....

venerdì 19 novembre 2010

I post dei guerrieri: "MIZU NO KOKORO"

"MIZU NO KOKORO", letteralmente lo spirito come l'acqua, questo modo di dire giapponese è spesso utilizzato nella pratica delle Arti Marziali proprio per indicare l'adattabilità alle diverse situazioni. In particolare rende molto bene questa idea, uno scritto che vi riporto tratto da "I 10 principi di saggezza":

principio nr.2
Colui che è saggio vive con la semplicità dell' acqua. Questa non si inchina a nessuno, oppure permane immutabile ed eterna. Si adegua ad ogni recipiente senza sminuirsi di valore, con il freddo si indurisce come il diamante. E' fragile ed impetuosa, utile ed armoniosa. Porta con se la linfa vitale del divenire, senza superbia nè vanità.
Fonte
http://samurai73.blogspot.com/

domenica 10 ottobre 2010

I post dei guerrieri: il distacco

Scritto da Mushin il 10.10.2010

C’é una lezione molto fraintesa dello Zen e di molti modi simili di affrontare la vita come lo Stoicismo o il Buddhismo. Questa lezione è la lezione del distacco. Secondo questo fondamento di molte dottrine, la libertà sta nel non essere legati al mutare della realtà.

Ti succede qualcosa di brutto, o perdi qualcosa di buono. Ma non devi preoccuparti: perché qualcos’altro di buono arriverà prima o poi. Arriva sempre.

Questo modo di pensare può essere giusto. Ma non sempre sano. Perché l’aspetto negativo del distacco è solo la superficie del concetto. Se ci si ferma alla superficie si resta intrappolati in un inferno dove niente ha valore! Non vale la pena di sbattersi per difendere alcunché! Perché faticare se tanto tutto è caduco e tutto perisce?

Un insegnamento buddhista vede la vita come un ponte e chiama stolto chi vi costruisce la casa. Ma ciò che non dice è che parimenti stolto è chi attraversa questo ponte di fretta. Senza essere presente.

La teoria del distacco è proprio questo: essere eternamente presenti. Dove eterno non vuol dire ‘per sempre’ ma ‘in ogni attimo’. Significa godersi le cose belle e soffrire per le brutte, senza preferire le une alle altre. Significa viverle davvero perché liberi dalla paura che cambiando possano morire.

Secondo il distacco se hai una cosa bella non è niente per cui affliggersi nel caso in cui non ci sia più. Ma non vuol dire che non abbia valore! Bensì che in questo modo sei totalmente libero di decidere cosa abbia valore e cosa no. Senza la paura di sbagliare o di perdere.

Le cose belle sono uniche: preservale. Anche se ne dovessi vivere un milione. Le cose brutte sono uniche: vivile ad occhi aperti e impara. Ma non programmare di causarti le une o le altre con leggerezza. Perché la preferenza è il primo, tenero germoglio dell’attaccamento.

mercoledì 14 luglio 2010

Maestro nell'arte di vivere...

Chi è maestro nell'arte di vivere distingue poco tra il suo lavoro e il suo tempo libero, tra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cosa è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell'eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

venerdì 9 luglio 2010

Enso

Il cerchio rappresenta, nella sua vuotezza, l'assoluta pienezza, semplicità, completezza, infinità, perfezione dell'armonia. Il cerchio sumi dipinto a inchiostro, o Enso, è un simbolo spirituale dal profondo significato per molti religiosi, particolarmente per i buddisti Zen.

Il cerchio, come sappiamo dalla conoscenza comune della tradizione Zen, è una rappresentazione del nostro vero essere. Viene dipinto / scritto in calligrafia cinese o giapponese in una forma matematicamente imperfetta.

L'Enso è disegnato da una mano umana, con un pennello, e quindi è perfetto per quello che è. Guidati nel momento dello stato mentale del pittore - è possibile tracciare un poderoso e ben bilanciato Ensosoltanto se si ha la mente chiara e libera da pensieri ed intenzioni. È il vero momento della vuotaggine con pienezza. È il riflesso del proprio stato interno di armonia.

Una caratteristica significativa del cerchio dell'Enso è che non si tratta mai di un cerchio chiuso. C'è sempre una leggera apertura da qualche parte, che indica che non è qualcosa contenuta in se stessa, bensì si apre allo spazio, all'infinito. È un cerchio che incorpora la completa armonia.


martedì 22 dicembre 2009

Lettere dalla vacuità

Anche se non riceviamo vere e proprie comunicazioni scritte dal mondo della vacuità,
ci arrivano comunque accenni o allusioni a ciò che accade in quel mondo;
potremmo dire che quella è l'illuminazione.
Quando vedi i fiori del pruno o senti il suono di un sassolino che colpisce la canna di bambù,
ecco
quella è una lettera che arriva dal mondo della vacuità.

Tendere al vuoto

Difficile trasmettervi questa sensazione, ci provo; un pò per la crisi economica, un pò perchè non ti entra niente nell'armadio, cominci a svuotare la tua vita del superfluo e cominci ad eliminare anziché aggiungere e questo ti provoca una sensazione straordinaria di leggerezza e senti che la tua vita si arricchisce di cose vere e piene....quest'anno mi sono svuotata dalle spese superflue e dai regali di natale, ma anche dagli auguri di natale.... il pensiero di non dover inviare centinaia di sms mi fa sentire leggera...non è cinismo non confondetevi è un ritorno al contattare la vera vita e non seguire delle regole che ci fanno muovere come automi e che non ci fanno stare in contatto con noi stessi e con ciò che ci circonda. Provate a svuotare le vostre vite e poi mi direte.... ; )

domenica 13 dicembre 2009

La via della conoscenza dell'essere


Lo Iaidō (居合道), è un’arte marziale giapponese, influenzata dalla dottrina Zen, che trae le sue radici dalle antiche scuole di Iaijutsu frequentate dai samurai e che hanno avuto il loro massimo splendore intorno al XVI sec.Lo Iai è l’arte dell’estrazione della spada (ma l’ideogramma giapponese Iai ha anche il significato di “conoscenza dell’essere” mentre Do significa “Via”).Al giorno d’oggi, in cui la guerra utilizza ben altre tecnologie, lo studio del katana ha acquisito valore come mezzo di indagine del profondo alla scoperta dell’essere.Il principio fondamentale dello Iai è il “Saya no Uchi”, “vincere senza sfoderare”, cioè dimostrare una tale superiorità nei confronti dell’avversario da indurlo ad abbandonare la contesa ancora prima di averla iniziata.


martedì 9 giugno 2009

Passo d'elefante


Invece di galoppare in giro camminiamo lentamente,

come una mucca o un elefante.

Sei già un buono studente zen

se sai camminare lentamente,

senza l'idea di ottenere qualcosa.

giovedì 7 maggio 2009

La Via in 5 anelli



Testo suggerto da Suppaman:


Il libro dei cinque anelli e' composto da cinque libri, il libro della terra, dell'acqua, del fuoco, dell'aria e l'ultimo, il piu' breve, ma anche piu' significativo, del vuoto.


....tutti e cinque libri parlano in sostanza della via di Haiho, l'arte, la via del guerriero. Un praticante di tale via era un esperto di armi e tecniche di combattimento, ma la sua vera forza, non era nella spada e nella destrezza manuale con cui sapeva maneggiarla, ma nella fermezza interiore e nel distacco.


Un samurai era tale solo agli occhi altrui, non ai suoi, non ne aveva, era gia' morto. Per un samurai non c'era un domani, non c'era un ieri, non c'era nemmeno il presente, c'era solo il qui e ora, era il qui e ora, era il Ku. Il Ku era tutta la sua vita, tutta la sua esistenza, tutti i suoi ieri, oggi, domani.
"Un colpo, una vita" una massima tratta dal celeberrimo libro "Lo zen ed il tiro con l'arco". Un colpo, una vita; tutta la vita, tutta l'esistenza in un solo colpo, qui e ora. Questo era il senso, il significato, non c'e' il combattente, non c'e' il combattuto, non c'e' il combattimento, c'e' solo il qui e ora, un colpo, un colpo solo che e' tutta la vita, tutta l'esistenza del combattente, del combattuto, del combattimento.

Non provava avversione ne' timore per l'avversario, cosi' come non provava attaccamento per la sua o altrui vita. Un samurai non aveva una vita, perche' non c'era nessuno a possederla. Il samurai agli occhi altrui era il peggior nemico che si potesse incontrare, non aveva niente da perdere, a cominciare dalla cosa piu' preziosa, la sua stessa vita.

La via di Heido era una via del distacco, una via di centratura interiore, una via del qui e ora, una via quindi realizzativa. Non a caso Zen e samurai vissero profonde correlazioni.

La spada, le tecniche, i combattimenti, divenivano solo aspetto esteriore, manifesto, fenomenico, di una fermezza, di una costante, di un distacco che era tutto interiore.


...






martedì 11 novembre 2008

Tè offerto da nubi e acqua

Questa è una bibliografia dei testi in lingua italiana dedicati allo zen.

Aitken Robert, La pratica della perfezione. La paramita da una prospettiva zen, Astrolabio Ubaldini
Anderson Reb, Meditazione zen: la via del Bodhisattva, La Parola
Aoyama S., La voce del fiume. Parabole e aforismi di saggezza zen, San Paolo
Arena L.V. (cur.), Diario zen, Rizzoli
Arena L.V. (cur.), Il libro della tranquillità – Cento koan del buddhismo Ch’an, Mondadori
Arena L.V. (cur.), La barriera senza porta, Mondadori
Arena L.V. (cur.), Shobogenzo. I discorsi del maestro Dogen, Mondadori
Arena Leonardo Vittorio, Storia del buddhismo Ch'an. Lo zen cinese, Mondadori
Associazione Italiana Zen Soto (cur.), Guida allo zen, De Vecchi
Bayda Ezra, Essere zen. Portare la meditazione nella vita, Astrolabio Ubaldini
Bayda Ezra, Star bene in acque torbide. Una guida per trovare la pace nel caos quotidiano, Astrolabio Ubaldini
Bigliani G., Pittura zen. Lo zen e la via del pennello in ottanta capolavori dei maestri giapponesi e in venti dipinti ch’an, Nuovi Equilibri
Blofeld J. (cur.), L'insegnamento zen di Hui Hai sull'illuminazione improvvisa, Astrolabio Ubaldini
Blofeld J. (cur.), La dottrina Zen di Huang Po sulla trasmissione della mente, Astrolabio Ubaldini
Brosse J., I maestri zen, Borla
Brosse J., Satori, Studio Tesi
Brosse Jacques, Zen e Occidente, Pisani
Carmesini M., Il Buddismo Zen presentato all’Occidente da D. T. Suzuki. Euristica missiologica del dialogo interreligioso, Urbania University Press
Chadwick David, Cetriolo storto. La vita e l'insegnamento zen di Shunryu Suzuki-roshi, Astrolabio Ubaldini
Chiales Federico; Viretti Marco, Fai di te stesso il cammino. Le dieci immagini del toro zen, Psiche
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. I, Astrolabio
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. II, Astrolabio
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. III, Astrolabio
Cleary T. (cur.), Coltivare la mente. Un corso base di meditazione chan, Astrolabio
Cleary Thomas (cur.), Kensho. Il cuore dello zen, Mediterranee
Cleary Thomas (cur.), L'istante Zen. Insegnamenti del Maestro Foyan, Mondadori
Cleary Thomas (cur.), Wumenguan. I precetti segreti dei koan zen, Mondadori
Cleary Thomas, Centoquattro scherzi zen, Mondadori
Cook Francis Dojun, Come allevare un bue. La pratica dello zen com'è insegnata nello Shobogenzo del maestro Dogen, Astrolabio Ubaldini
Daishi, Il canto dell’immediato satori. Poema zen, Mondadori
Del Monte A. P. (cur.), Aforismi ch’an e zen, SEAR
Deshimaru T., Il sutra della grande saggezza, SE
Deshimaru T., La pratica della concentrazione, Astrolabio
Deshimaru T., La voce della valle. L’insegnamento di un maestro zen, Astrolabio
Deshimaru Taïsen, Autobiografia di un monaco zen, SE
Deshimaru Taïsen, Domande a un maestro zen, Astrolabio Ubaldini
Deshimaru Taïsen, Il vero zen, SE
Deshimaru Taïsen, La tazza e il bastone. Storie Zen, SE
Deshimaru Taïsen, L'anello della via. Parole di un monaco zen, Magnanelli
Deshimaru Taïsen, Lo zen passo per passo. La pratica dello zen. Testi sacri dello zen, Astrolabio Ubaldini
Deshimaru Taïsen, Zen e arti marziali, Il Cerchio
Dogen, Il cammino religioso (Bendowa), Marietti
Dogen Zenji, Breviario di soto zen, Astrolabio Ubaldini
Dogen Zenji, Shobogenzo. L'occhio e il tesoro della vera legge, Pisani
Dogen Zenji; Uchiyama Roshi Kosho, Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero come ottenere l'illuminazione in cucina, Astrolabio Ubaldini
Dürckheim Karlfried, Hara. Centro vitale dell'uomo secondo lo zen, Mediterranee
Dürckheim Karlfried, Lo zen e noi, Mediterranee
Enomiya Lassalle Hugo, Zen. Via verso la luce, Appunti di Viaggio
Forkas M. (cur.), L’occhio zen, Newton & Compton
Fromm Erich, Psicoanalisi e buddhismo zen, Mondadori
Fuller S. R. (cur.), La raccolta di Lin-chi, Astrolabio
Glassman Bernie, Cerchio infinito - La via buddhista all'illuminazione, Mondadori
Glassman Bernie, Testimoniare. Lezioni di un maestro zen per costruire la pace, Astrolabio Ubaldini
Guareschi T. F., Il pensiero religioso di Taisen Deshimaru Roshi, maestro zen del XXI secolo, Il Cerchio
Hakuin Ekaku Zenji, Veleno per il cuore. Commento zen al Sutra del cuore, Astrolabio Ubaldini
Hakuin Ekaku Zenji, Yasenkanna. Trattato zen sulla salute, SE
Harding Douglas E., La via senza testa. Lo zen e la riscoperta dell'ovvio, Astrolabio Ubaldini
Herrigel Eugen, La via dello zen, Mediterranee
Herrigel Eugen, Lo zen e il tiro con l'arco, Adelphi
Herrigel Gusty, Lo zen e l'arte di disporre i fiori, SE
Hirai T., Meditazione zen come terapia, Red Edizioni
Hirai T., Curarsi con la meditazione zen, Red Edizioni
Hisamatsu H. S., Una religione senza Dio. Satori e ateismo, Il Nuovo Melangolo
Hisamatsu Hoseki Schinichi, La pienezza del nulla. Sull'essenza del buddismo zen, Il Nuovo Melangolo
Hoffmann Yoel (cur.), Zen radicale. I detti del maestro Joshu, Astrolabio Ubaldini
Hoover Thomas, La cultura Zen, Mondadori
Huber Cheri, In te non c'è nulla di sbagliato, Mondadori
Huber Cheri, Non avere paura, Mondadori
Huber Cheri, Il dono della depressione, Mondadori
Humphreys C. (cur.), Il sutra di Hui Neng. La scrittura fondamentale del buddhismo zen, Astrolabio Ubaldini
Humphreys C., Lo zen, Astrolabio
Humphreys Christmas, Una via occidentale allo zen, Astrolabio Ubaldini
Iarocci I. (cur.)., Cento haiku, Longanesi
Ikemoto T. – Stryk L. (curr.), Poesie zen, Newton & Compton
Izutsu T., La filosofia del buddismo zen, Astrolabio
Jiso Forzani Giuseppe, Eihei Doghen. Il profeta dello zen,, EDB
Joko Beck Charlotte, Niente di speciale. Vivere lo zen, Astrolabio Ubaldini
Joko Beck Charlotte, Zen quotidiano. Amore e lavoro, Astrolabio Ubaldini
Kapleau P., La nascita dello zen in Occidente, Astrolabio
Kapleau Philip, I tre pilastri dello zen. Insegnamento, pratica e illuminazione, Astrolabio Ubaldini
Katagiri Dainin, Devi dire qualcosa. Manifestare l'intuizione zen, Astrolabio Ubaldini
Katagiri Dainin, Ritorno al silenzio. La pratica dello zen nella vita quotidiana, Astrolabio Ubaldini
Keizan, Lo zen nell'arte dell'illuminazione. La trasmissione della luce, Astrolabio Ubaldini
Kengaku Pinciara R. e Uggé M. G. (curr.), Gemme di saggezza zen, Magnanelli
King Winston L., Lo zen e la via della spada. La formazione psicologica del samurai, Astrolabio Ubaldini
Kokushi Muso, Buddismo e zen. I valori fondamentali della vita nelle riflessioni di un grande maestro giapponese, Armenia
Lagazzi P. (a cura di), La saggezza dei maestri Zen nell'opera di Sengai, Corbaccio
Lamparelli Claudio (cur.), Il libro delle 399 meditazioni zen, Mondadori
Leggett Trevor, Il vecchio maestro Zen. Idee per un risveglio consapevole, Luni
Leggett Trevor, Lo zen dei samurai. I koan dei guerrieri, Astrolabio Ubaldini
Lu K'uan yû, Ch'an e zen, Mediterranee
Luk Charles (cur.), Vimalakirti Nirdesa Sutra, Astrolabio Ubaldini
Luk Charles (Lu K'uan Yu), Buddhismo pratico, Mediterranee
Luk Charles (Lu K'uan Yu), La trasmissione della mente separata dalla dottrina, Ubaldini
Maezumi Taizan; Glassman Bernie, Corpo, respiro e mente nella pratica zen, Astrolabio Ubaldini
Maggio Luigi (cur.), Alla ricerca del toro - Un antico testo illustrato della tradizione buddista, Il Melangolo
Marassi Y. Mauricio, La via maestra. La trasmissione di una tradizione autentica nel paradigma del buddismo zen, Marietti
Marassi Y. Mauricio, Piccola guida al buddismo zen nelle terre del tramonto, Marietti
Marassi Y. Mauricio; Forzani Jisò, E se un dio non ci venisse a salvare? Il buddismo zen in sei conversazioni, Marietti
Merton Thomas, Lo zen e gli uccelli rapaci, Garzanti
Merton Thomas, Mistici e maestri zen, Garzanti
Merzel Genpo Dennis Se l'occhio non dorme. Centrare il cuore dello zen, Astrolabio Ubaldini
Moon Susan Ichi Su, La vita e le lettere di Tofu Roshi, Ubaldini
Morinaga Roshi Soko, Indicazioni per l'intuizione. Vita di un monaco Zen, Magnanelli
Mumon, La porta senza porta, Adelphi
Mumonkan. La porta senza porta. Testo originale e commento del maestro Zenkei Shibayama, Astrolabio
Myodo Satomi, Lo specchio d'argilla. Vita di una monaca zen, Xenia
Nhat Hanh Thich, Introduzione allo zen, Sonzogno
Nhat Hanh Thich, Una chiave per lo zen, Ubaldini
Nishitani Keiji, La relazione io-tu nel buddhismo zen e altri saggi, L'Epos
O'Halloran Maura, Cuore puro, mente illuminata. Diario di una monaca zen, Il Punto d'Incontro
Pasqualotto Giangiorgio, Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d'Oriente, Marsilio
Pine Red (cur.), L'insegnamento zen di Bodhidharma, Astrolabio Ubaldini
Ponzetta Fabrizio, Storia e storie di un'eresia chiamata zen, Jubal
Rech Roland, Monaco zen in Occidente. Colloqui con Romana e Bruno Solt, Magnanelli
Rech Roland, Noi siamo dei Buddha, Mondadori
Rech Roland, Zen, il risveglio del quotidiano, Le Lettere
Reps Paul; Senzaki Nyogen (curr.), Centouno storie zen, Adelphi
Richie Donald (cur.), La natura dei pesci e altri racconti Zen, Boroli Editore
Rizzetto Diane E., Svegliati a ciò che fai! Una pratica zen per incontrare ogni situazione con intelligenza e compassione, Astrolabio Ubaldini
Ryokan Daigu, Poesie di Ryokan. Monaco dello zen, La Vita Felice
Schiller David (cur.), Piccolo breviario zen, Fabbri
Schloegl Irmgard, Lo zen: via di trasformazione, Magnanelli
Schuhmacher Stephan, Iniziazione allo zen, Mediterranee
Scott D. – Doubleday T., Lo zen, Xenia
Sekida Katsuki, La pratica dello zen. Metodi e filosofia, Ubaldini
Senzaki Nyogen, McCandless, R. Strout (curr.), Cento koan zen. Il flauto di ferro, Il Punto d'Incontro
Sheng-Yen (cur.), La poesia dell’illuminazione, Astrolabio
Sheng-Yen, Credere nella mente, Una guida alla pratica Ch'an, Astrolabio
Sheng-Yen, Un Sapere sottile – Introduzione al Buddhismo Ch’an, Mondadori
Shibayama Zenkei, Un fiore non parla, Mondadori
Smith J., 365 Zen: l’arte dell’Oriente nelle parole dei più grandi maestri, Sonzogno
Sôhô Takuan, La mente immutabile. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada, Luni
Sôhô Takuan, La saggezza immutabile. La via della spada secondo lo zen, Il Cerchio
Sôhô Takuan, Sogni. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada, Luni
Soko Morinaga Roshi, Da studente a maestro. Una lezione sulla mia immensa stupidità, Ubaldini
Sono F. G. P., Vita Kodo Sawaki, monaco zen, La Spiga-Meravigli
Sono Fazion G. Pietro, Lo zen di Kodo Sawaki, Ubaldini
Sono Fazion G. Pietro, Lo zen e la luna, Appunti di Viaggio
Sono Fazion G. Pietro, Viaggio nel buddhismo zen, Cittadella
Stevens John, Lo zen e la spada, Luni
Strumia Daido, Presenza Consapevole, Ed. Psiche
Surangama Sutra, Pisani
Suzuki D. T., La formazione del monaco buddista zen, Libreria Editrice Fiorentina
Suzuki Daisetz Taitaro, Discorsi sullo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Il risveglio dello zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Introduzione al buddhismo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, La dottrina zen del vuoto mentale, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Manuale di buddhismo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo Zen. Vol. 1: Una spiegazione chiara e precisa dello zen, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo zen. Vol. 2: La pratica del koan, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo zen. Vol. 3: La trasformazione del buddhismo e l'Influenza dello zen sulla cultura giapponese, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Vivere zen, Mediterranee
Suzuki Shunryu, Lettere dalla vacuità. Lo zen e l'arte di vivere, Mondadori
Suzuki Shunryu, Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen, Ubaldini
Suzuki Shunryu, Rami d'acqua scorrono nell'ombra. Commento zen al Sandokai, Ubaldini
Taino E., L’illuminazione nella vita quotidiana. Il koan della vita, Mediterranee
Tanahashi K. - Shneider T.D. (curr.), L’essenza dello zen, Newton & Compton
Tien-An Thich, Teoria e pratica dello Zen, Ubaldini
Timothy Freke (cur.), La saggezza zen. Perle di riflessione e pensieri ispirati dai grandi maestri zen, Edicart
Tollini Aldo (cur.), Buddha e natura di Buddha nello Shobogenzo. Testi scelti di Eihei Dogen Zenji, Ubaldini
Tollini Aldo (cur.), Pratica e illuminazione nello Shobogenzo, Ubaldini
Tsai Chih Chung, Dice lo zen, Feltrinelli
Uchiyama R. K., La realtà della vita. Zazen in pratica, EDB
Uchiyama R. K., La realtà dello zazen. Il cammino verso se stessi, Ubaldini
Uchiyama Roshi Kosho, Aprire la mano del pensiero. I fondamenti della pratica zen, Ubaldini
Ueda Shizuteru, Zen e filosofia, L'Epos
Van de Wetering Janwillem, Lo specchio vuoto. Lo zen e l'arte di essere occidentali, Neri Pozza
Verenne J., Lo zen, SugarCo
Watts Alan W., Beat Zen & altri saggi, Arcana
Watts Alan W., La via dello zen, Feltrinelli
Watts Alan W., Lo zen. Un modo di vita, lavoro e arte in Estremo Oriente, Bompiani
Watts Alan W., Parlando di zen, Astrolabio Ubaldini
Wong Kiew Kit, Il grande libro dello zen, Mondadori
Xu Yun, Nuvola Vuota, Autobiografia di una maestro Ch'an, Astrolabio


http://www.lameditazionecomevia.it/

mercoledì 22 ottobre 2008

La Via del Guerriero

Il Bushidō (giapp. 武士道, la via del guerriero) è un codice di condotta e un modo di vita, analogo al concetto europeo di Cavalleria, adottato dai guerrieri giapponesi. In esso sono raccolte le norme di disciplina, militari e morali che presero forma in Giappone durante gli shogunati di Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573), e che furono formalmente definite ed applicate nel periodo Tokugawa (1603 - 1867).
Ispirato ai principi del buddhismo e del confucianesimo adattati alla casta dei guerrieri, il Bushidō esigeva il rispetto dei valori di onestà, lealtà, giustizia, pietà, dovere e onore che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Il venir meno a questi principi causava il disonore del guerriero, che espiava commettendo il seppuku, il suicidio rituale.
Successivamente alla Restaurazione Meiji (1866), il Bushidō ebbe come punto fondante il rispetto assoluto dell'autorità dell'imperatore e divenne uno dei capisaldi del nazionalismo giapponese. Uno dei principi del Bushidō, l'assoluto disprezzo per il nemico che si arrende, fu la causa dei trattamenti brutali e denigranti a cui i giapponesi sottoposero i prigionieri nel corso della seconda guerra mondiale, mentre la ricerca della morte onorevole in battaglia, fu la molla che spinse molti kamikaze al sacrificio.
I 7 principi del Bushido

義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
仁, Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.
礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.
誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.
[fonte Wikipedia]

domenica 28 settembre 2008

La via della spada

Secondo la definizione data della Federazione Giapponese, lo scopo del Kendō è:
"disciplinare il carattere umano, attraverso l'applicazione dei valori della spada giapponese"
Questa breve, ma efficace, definizione racchiude in sé tutta la secolare evoluzione che ha portato la scherma giapponese da tecnica di combattimento (Ken-jūstū) a "Via della spada" (Ken-dō), intesa come percorso di crescita personale che utilizza come mezzo lo studio e la pratica della scherma.
Tra le discipline giapponesi, sia marziali sia civili, esiste, infatti, una distinzione tra Jūtsū, la tecnica in senso stretto, e Dō il percorso interiore che a quella particolare tecnica fa riferimento.
Questa trasformazione nel Kendō ha inizio intorno al XVII secolo ed è dovuta alla concomitanza di due cause. La prima è che dalla fine del '600 il Giappone godrà, dopo secoli di sanguinose guerre intestine, di un lungo periodo di pace che arriverà fino agli inizi del '900, l'altra fu l'introduzione delle armi da fuoco (che furono determinanti nelle ultime grandi battaglie campali del '600), che confinarono l'uso della spada alla sola classe samurai. Questi due fattori spinsero il guerriero giapponese a ricercare nello studio dell'arma che era il simbolo della sua casta, qualcosa di diverso dalla mera efficacia tecnica, elaborando, nel contempo, un codice etico.
La trasformazione da Ken-jūtsū a Ken-dō si verificò anche grazie all'influsso di molte scuole di pensiero e religiose. Oggi si tende a riconoscere una grande importanza solo all'influenza dello Zen giapponese, ma Taoismo, Confucianesimo e Shintoismo hanno tutti contribuito a questo cambiamento, facendo divenire il Kendō un valido e completo sistema educativo. Anche da un punto di vista strettamente tecnico, il Kendō ha subito nel corso dei secoli una grande evoluzione. Nel Kenjūtsū lo studio era affidato primariamente alla ripetizione di sequenze prestabilite (kumitachi, kata), utilizzando spade in acciaio non affilate o spade in legno, ma già nel XVIII secolo vennero create delle protezioni e studiata una spada costruita in bambù che permettavano di ampliare le possibilità di allena-mento a una forma di combattimento quasi realistica.Quelle protezioni e quel tipo di spada (shinai) sono giunte praticamente immutate fino a noi, rendendo la pratica del Kendō sicura e permettendo al Kendō-ka (praticante di Kendō) di concentrarsi sugli aspetti interiori della disciplina. Inizialmente riservato alla sola classe guerriera, alla fine del XIX secolo, a seguito delle grandi trasformazioni sociali verificatesi, la pratica di questa disciplina venne aperta a tutti, divenedo con il Jūdō materia obbligatoria nella scuola giapponese.Dagli anni '70, il Kendō è anche proposto come sport competitivo, mantenendo però salde le proprie origini tradizionali.

mercoledì 23 luglio 2008

I post dei guerrieri: appena sfornato da FUOCHI NELLA NOTTE di CRAMPO

http://fuochinellanotte.blogspot.com/

“Se potessi vivere di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita, sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Perché se non lo sapete di questo è fatta la vita, di momenti. Non perdere l'adesso. Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello ed un paracadute: se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo dall'inizio della Primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'Autunno. Farei più giri in calesse, guarderei più albe, e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. Ma, vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.”
[Yorge Luis Borges]

sabato 19 luglio 2008

I post dei guerrieri: esperienze dalla Cina


Post del Biondo (http://apprendistaviaggiatore.blogspot.com/) dalla Cina:
"Il maestro Xue Bin oltre ad essere un mostro nella pratica del Tai Ji è pure una persona speciale, un individuo che cerca veramente l'armonia, in primis all'interno del suo essere per poi poterla espandere all'esterno, tra lui e gli altri tra lui e la natura... Bene, un altro bel segnale lungo la strada, un invito a una percezione particolare del mondo, non soltanto dal punto di vista teorico verbale ma soprattutto nella pratica quotidiana!Oltre al Tai Ji ieri abbiamo fatto la prima lezione di calligrafia e oggi la seconda.. è come il tai ji, un'arte che si pratica con tutto il corpo, seguendo il respiro, meditando in ogni gesto... forse non è proprio l'arte adatta alla mia espressione.. ehehehe ho fatto degli arrosticini!!Comunque sia è veramente affascinante.. oggi pomeriggio facciamo la prima lezione di Go (scacchi cinesi) che si dice siano anche questi un'arte, tanto che ci sono le cinture come nelle arti marziali.. "

"Man mano che percorri la VIA ti chini e raccogli qualcosa. Oggi raccolgo questo NUOVO MODO DI PERCEPIRE (questo concetto ha cominciato a svilupparsi da quando ho letto il libro dell'indiano), di ascoltare quello che mi circonda. Un pò ha a che fare con il SILENZIO di cui parlava VIVI l'altro giorno in un commento al mio post e con la MENTE VUOTA. Siamo troppo pieni per sentire, vedere, ascoltare.
Sapevo che la VIA si può percorrere in diversi modi (PERCHE' QUELLO CHE E' IMPORTANTE NON E' LA META MA IL VIAGGIO) e quindi non c'è differenza tra una forma di arti marziali, tirare una freccia con l'arco, giocare a scacchi o scrivere, ma leggere le tue parole ("la... calligrafia..... è come il tai ji, un'arte che si pratica con tutto il corpo, seguendo il respiro, meditando in ogni gesto...) mi fa comprendere ancora meglio come si può essere guerrieri anche servendo un tè. " (Ishin)

domenica 1 giugno 2008

Chan, son, zen.


Lo zen è una scuola buddista originatasi in Cina dove era conosciuta sotto il nome di chan, termine che traduce il sanscrito dhyana, meditazione.....L'insegnamento del chan...fu trasmesso in Corea dove prese il nome di son, e in Giappone dove assunze la denominazione di zen ed elaborò caratteri peculiari.
Fonte: "Zen" Rossella Marangoni

mercoledì 14 maggio 2008

L'arte

Ho cercato la scena in cui prendono il tè (perchè è troppo bella!) ma non sono riuscita a trovarla, ma non importa, non c'è molta differenza tra una tazza di tè, una spada, un arco e una freccia, un foglio e un pennello, una danza o un combattimento. Chi si nutre di essenza e non di apparenza sa a cosa mi riferisco.

lunedì 12 maggio 2008

C'è chi beve tè e chi zen...

"Domenica 18 maggio 2008
presso il monastero Zen Il Cerchio,avra' luogo

Una Tazza di Zen
Gli incontri sono aperti a tutti i praticanti del Cerchio ed a tutte le persone che vogliono avvicinarsi allameditazione per la prima volta
un appuntamento mensile nel quale le personeche vogliono incontrare la Via dello Zen,si incontrano per praticare insieme.Gli incontri sono a cadenza mensile e tenuti dai praticanti; ogni incontro prendera' in considerazione un aspetto legato alla meditazione. I partecipanti potranno fare esperienza diretta dello Zazen.
Un occasione per conoscere e sperimentare un percorso millenario,ma piu' che mai attuale e bere insieme una Tazza di Zen.L'incontro avra' inizio alle ore 15,30 e terminera' alle 17,00 circa; si prega di arrivare tra le 15 e le 15,20.Si consiglia di indossare abiti comodi adatti a sedersi a terra (e' possibile cambiarsi in appositi spazi all'interno del monastero).
Monastero Zen Il CerchioVia dei crollalanza 9 Milano02/8323652 - 02/58112232 www.monasterozen.it"

hei ma ci copiano?
...non so di cosa si tratti, ma se fossi stata di quelle parti una sbirciatina sarei andata a dargliela.