Il guerriero non è taoista, buddista, confuciano, cristiano, induista o può essere tutte queste cose. Il guerriero segue il principio del corso naturale delle cose, quei principi universali che si trovano in ogni cultura e in ogni tempo.




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mercoledì 19 ottobre 2011

Casa del guerriero divino


Bujinkan (武神館), "casa del guerriero divino" è un'organizzazione di arti marziali, il cui Soke (Gran Maestro) è Masaaki Hatsumi (初見良昭 Hatsumi Masaaki). L'Hombu Dōjō della Bujinkan si trova a Noda appena fuori Tokio.

L'Arte Marziale della Bujinkan Dōjō si chiama Budō Taijutsu (武道体術), lo studio di nove scuole di arti marziali conosciuta come ryūha. L'arte era precedentemente chiamata Bujinkan Ninpō Taijutsu e prima ancora era conosciuta con il nome generico ninjutsu.

L'addestramento è comunemente denominato taijutsu e si compone di tecniche "a mani nude" o per l'uso delle armi. Gran parte del taijutsu di base insegnato ai principianti viene da sei delle nove scuole comprese nel Budō Taijutsu, vale a dire Kotō-ryū, Gyokko-ryū, Shinden Fudō-ryū, Takagi Yōshin-ryū, Kuki Shinden-ryū e Togakure-ryū.

Tra le armi utilizzate la spada (tra le quali Ninjato 忍者刀, Katana 刀, Wakizashi 脇差 ed il Tanto 短刀, Shinai 竹刀 di bambù, Bokken 木剣 di legno, Iaitō 居合刀 la replica della Katana senza filo per la pratica del Iaijutsu 居合術, o altro materiale morbido, di una spada), bastoni di varie lunghezze (bō 棒, jō) 杖, bastoni corti (Hanbō 半棒, Tanbō 短棒, Shihshinbō), Nawa 縄 (corda), Kusari-fundo 鎖分銅 (catena con pesi), Kusarigama 鎖鎌 (falce con catena), Yari鑓 (Lancia), Kamayari 鎌鑓 (lancia con falce), Bisento 眉尖刀 (alabarda da battaglia), Kyoketsu shoge 距践渉毛, Jutte 十手, Tessen 鉄扇 (ventaglio in ferro), Naginata 薙刀, Kunai 苦無, Shuriken 手裏剣 di varie forme compreso Bo-shuriken 棒手裏剣 e Senban Shuriken 千万手裏剣.

Tutte le armi appartengono a categoria:

  • bastoni;
  • spade;
  • flessibili;
  • proiettili.

Keikogi (稽古着 or 稽古衣), Shinobi o Gi è l'uniforme da allenamento usata nel Bujinkan. Il nome deriva da keiko, che vuol dire "pratica", e gi, che vuol dire abito o indumento. Il colore utilizzato è il nero, ma le donne possono portare anche il colore lilla. Normalmente sotto al Keikogi si indossa una maglietta dello stesso colore, in modo da tenere il corpo più caldo e comodo durante l'allenamento.

Durante gli allenamenti al chiuso si usano delle particolari calzature giapponesi chiamate Tabi(足袋), mentre per allenamenti all'aperto si utilizzano particolari Tabi con suola, chiamati Jika Tabi. Per raccogliere i pantaloni, e come copri-Tabi, si utilizzano i Kyahan, una sorta di ghette che si avvolgono attorno alla gamba. Per chiudere la parte superiore della giacca, si usa l'Obi (帯 : おび, cintura), che può essere di colore rosso (per le donne) verde (per i maschi)o nero a seconda del grado del praticante.

Sulla giacca all'altezza del cuore viene posto il Patch, toppa scudo, caratteristico della Bujinkan, in cui sono ricamati i kanji di Bujin. I Patch hanno variazioni di colore dipendenti dal grado dell'apprendista.

Si utilizzano i gradi (Kyū e Dan) per designare il livello del praticante nel vasto programma di studi che comprende il Budo Taijutsu Bujinkan, come abitualmente si fa anche in altre arti marziali.

Il Bujinkan Dōjō stabilisce una serie di nove kyū sotto il grado di cintura nera. Il principiante comincia da mukyu (nessun grado/cintura bianca) e procede poi da kukyu (9° kyu) a ikkyu (1° Kyū). Solitamente gli allievi indossano una cintura verde (per gli uomini) o rossa (per le donne), che li accompagna dal 9° al 1° Kyū.

Codice:

        1. Sapere che il cammino dell'Uomo viene dalla giustizia.
        2. Rinunciare all'avarizia, indolenza e ostinazione.
        3. Riconoscere la tristezza e le preoccupazioni come naturali, e cercare il cuore irremovibile.
        4. Non allontanarsi dal cammino di lealtà e amore fraterno e scavare sempre più profondamente nel cuore del Budo.
    • Il seguente codice è parte delle regole del Dojo.
      • Meiji 23 (1890) Primavera, Toda Shinryuken Masamitsu
      • Showa 33 (1958) Marzo, Takamatsu Toshitsugu Uou - Hatsumi Masaaki Byakuryu
L'allenamento iniziale comincia con il Taijutsu:
  • Livello Kyu: principianti
  • Dal primo al quinto Dan: Ten (cielo)
  • Dal quinto al decimo Dan: Chi (terra)
  • Dal decimo al quindicesimo Dan: Jin (uomo).

Dall'undicesimo al quindicesimo sono suddivisi in Chi (terra), Sui (acqua), Ka (fuoco), Fu (vento), Ku (il vuoto); Happo Hiken verrá insegnato a questi livelli. L'esame di quinto Dan (Sakki test) verrá amministrato esclusivamente dal Soke. Solo ai veri Shihan può essere dato il quindicesimo Dan.

I praticanti di Bujinkan Budō Taijutsu non partecipano a concorsi o competizioni.

Le nove scuole

"La scuola della porta nascosta" - I tre segreti di questa scuola erano Seban Shuriken (stelle a 4 punte esclusive di questo ryu), Shuko (artigli in ferro collocati in mani e piedi per scalare ed a volte per contrastare attacchi di spada) e Shindake (tubo in bambù utilizzato per respirare sotto l'acqua e come cerbottana). Anticamente i ninja venivano addestrati nei seguenti 18 metodi: 1.Taijutsu (combattimento a mani nude) 2.Kenjutsu (arte della spada) 3.Bojutsu (tecniche con il bastone) 4.Shurikenjutsu (lancio di lame) 5.Kusarigama (falce con catena) 6.Yari (lancia) 7.Naginata (alabarda giapponese) 8.Bajutsu (equitazione) 9.Suirenjutsu (tecniche acquatiche) 10.Kayakujutsu (tecniche con il fuoco) 11.Boryaku (strategia) 12.Choho Jutsu (tecniche psichiche) 13.Shinobi Iri Jutsu (strategie di spionaggio) 14.Intonjutsu (recitazione) 15.Hensojutsu (arte del travestimento) 16.Tenmon Jutsu (meteorologia) 17.Chimon Jutsu (studio dell'ambiente) 18.Seshin Teki Kyoyo (raffinamento spirituale).

"La scuola della tigre diamantata" - La specialità di questa scuola è il Kosshijutsu: i colpi sono diretti nei punti deboli del corpo (Kyusho): plessi nervosi, organi interni, muscoli, tendini. Si utilizza la torsione della colonna vertebrale per dare potenza al colpo che viene sovente portato con il pollice (Shitoken). Inoltre poderose parate, lunghe distanze in combattimento, tecniche con molto movimento ed uso di proiezioni e lussazioni combinavano un micidiale metodo di combattimento. A questa scuola appartengono il Sanshin no Kata (forma dei 3 cuori o dei 5 elementi) ed il Kihon Happo (8 metodi di base) che costituiscono i fondamenti del Ninjutsu.

"La scuola delle tradizioni dei nove demoni" - Il Kukishinden Ryu fornisce le basi di molte delle armi studiate nella Bujinkan. Il Bikenjutsu è formato da Kenjutsu, Kodachi e Jutte. Il Juttejutsu è una delle parti più importanti, comprende anche lo studio del Tessen (ventaglio da guerra) e richiede un buon Taijutsu per poter essere padroneggiato. Il Kukishinden Ryu eccelle inoltre nell’uso della spada. Nella scuola si studia anche il Yoroi Kumi Uchi, il combattimento con l'armatura giapponese.

"La scuola della tigre caduta" - Le distanze corte, la rapidità negli attacchi e lo sguardo all'avversario lasciando il bianco degli occhi per non far percepire le intenzioni erano i punti salienti di questo Ryu. Gli spostamenti incrociando le gambe ed i colpi con le dita in forma energetica erano le referenze principali.

"La scuola del cuore invariabile" - E' uno stile estremamente naturale. Gli elementi della natura (come alberi, canne di bambù, etc.) vengono utilizzati nell'allenamento delle tecniche. Inoltre l'unica posizione difensiva è la posizione naturale (Shizen no Kamae). La scuola è specializzata nel Dakentaijutsu (abilità nel colpire con le armi del corpo), nel Jujutsu e nello Iai (estrazione della spada). Tra le armi studiate abbiamo: il Daisho (coppia di spade), la Daikatana (spada di dimensioni più grandi), le Ono (asce da guerra), l'O-Tsuchi (grande martello da guerra), la Naginata (alalbarda), lo Yari (lancia). Un'altra specialità è l'Hojojutsu, l'uso della corda per legare l'avversario.

"La scuola dell'alto albero con profonde radici nel cuore" - Le tecniche della scuola venivano utilizzate in ambienti interni e sono quindi a corta distanza. La scuola si è sviluppata infatti nell'ambito delle guardie del corpo: non potendo utilizzare armi all'interno dei palazzi, queste dovevano avere una grande abilità nel Jutaijutsu. Si eseguono proiezioni, lussazioni e strangolamenti in corta distanza di combattimento evitando che l'avversario possa ruotare e scappare. Fondamentali sono le immobilizzazioni che vengono effettuate controllando simultaneamente tre o quattro punti diversi.

"La scuola di verità, lealtà e giustizia" - Possiede calci speciali, attacchi di pugno e proiezioni. Si caratterizza per il movimento dei piedi dinamico.

"La scuola del cuore immutabile" - Le proiezioni erano le predilette anche se l'aspetto fondamentale erano gli aspetti strategici e tattici del Ninpo.

"La scuola nascosta nelle nuvole" - Il Taijutsu è molto simile a quello praticato dai guerrieri della Togakure Ryu. Le armi caratteristiche di questo Ryu sono il Ippon sugi noburi (una corda usata per legare l’avversario o immobilizzarlo) e il Kamayari (picca con arpione). I loro guerrieri utilizzavano una maschera di demonio ed in combattimento saltavano spesso e portavano sia attacchi che parate doppie. Usavano delle protezioni nelle braccia per questo colpivano e si proteggevano spesso con gli avambracci.

Tema dell'anno

Dal 1988 l'insegnamento del Soke Masaaki Hatsumi si è focalizzato su un particolare tema dell'anno. Questo può significare in genere che si studi un ryu specifico, arma o concetto specifico. Hatsumi annuncia il tema dell'anno ogni anno durante il Daikomyosai:

  • Tema del 2011 - Kihon Happou
  • Tema del 2010 - Rokkon Shoujou
  • Tema del 2009 - Sainou-Tamashii-Utsuwa
  • Tema del 2008 - Togakure-ryū Ninpō Taijutsu
  • Tema del 2007 - Kukishin Ryu
  • Tema del 2006 - Shinden Fudo Ryu
  • Tema del 2005 - Gyokko-ryū Kosshijutsu (Bo e Tachi)
  • Tema del 2004 - Daishou Juutaijutsu (Roppo-Kuji-no Biken)
  • Tema del 2003 - Juppo Sessho
  • Tema del 2002 - Jutaijutsu (Takagi Yoshin Ryu)
  • Tema del 2001 - Kosshijutsu (Gyokko Ryu)
  • Tema del 2000 - Koppojutsu (Koto Ryu)
  • Tema del 1999 - Kukishinden Ryu
  • Tema del 1998 - Shinden Fudo Ryu
  • Tema del 1997 - Jojutsu
  • Tema del 1996 - Bokken
  • Tema del 1995 - Naginata
  • Tema del 1994 - Yari
  • Tema del 1993 - Rokushakubojutsu
  • Tema del 1992 - Taijutsu
  • Tema del 1991 - Katana e Jutte
  • Tema del 1990 - Hanbo
  • Tema del 1989 - Taijutsu e Armi
  • Tema del 1988 - Taijutsu

domenica 12 giugno 2011

domenica 28 novembre 2010

Le vie della VIA...

E' vero le vie della VIA sono tortuose e in alcuni momenti incomprensibili, ci sono momenti in cui tutto ti sembra perduto, in cui consideri i tuoi sogni solo sogni e senti che la tua vita sia un Tao che non gira più...c'è stato un tempo in cui ho pensato che il Maestro come l'avevo io in testa non potesse esistere, che fosse solo un sogno, poi c'è stato un tempo in cui pensavo di aver chiuso con le arti marzali definitivamente, non trovavo più un mio luogo, una mia arte, un mio Maestro...poi con un tentativo a cui non credevo neanche io ricominciai per l'ultima volta a cercare e pian piano ho trovato quello che mai avrei potuto immaginare, un kung fu come non l'avevo mai fatto ma solo sognato, un ambiente e un metodo didattico oltre le mie aspettative e un Maestro che oggi ho visto muoversi come Acqua....non avevo mai visto nulla di simile in vita mia, avevo solo letto e immaginato certi movimenti ma oggi sono rimasta incantata senza poter staccare gli occhi dal quel meraviglioso spettacolo di saggezza ed eleganza....forse i sogni esistono ma solo per chi è disposto a non arrendersi, solo per chi fa ogni giorno senza mai stancarsi il vero kung fu.....

Il fiore perfetto è una cosa rara.
Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata.

giovedì 11 novembre 2010

Il mio lavoro duro...



Sii forte...la tua concentrazione deve essere più concentrata.....LA VITA PUO' MANDARCI AL TAPPETO MA NOI CI RIALZIAMO....ricorda sempre forte!

martedì 28 settembre 2010

Direzione e mutamento


Il Tao è la via, la direzione....non è un modo di dire, ma l'iconografia tao (che non è il diffusissimo simbolo bianco e nero ma invece un cerchio) significa direzione...ogni qual volta cominciamo qualcosa, andiamo verso una direzione quello è il tao, mentre ogni volta che cambiamo direzione, ogni volta che c'è un cambiamento quello è il bagua...quindi ognuno di noi, qualunque arte marziale pratichi trova nella sua pratica il tai chi e il bagua, ogni volta che va verso una direzione e poi fa un cambio della stessa.

sabato 11 settembre 2010

Camminare in cerchio

ll baguazhang è una delle arti marziali cinesi più famose e rispettate nella stessa Cina e, nonostante sia l’ultimo nato tra i grandi stili tradizionali, la sua fama si è presto diffusa in ogni angolo del Celeste Impero. A questa notorietà non corrisponde, tuttavia, un’effettiva comprensione dei principi fondanti lo stile, per cui s’immagina spesso che le abilità per cui il metodo va famoso siano perdute nella notte dei tempi, quando non addirittura frutto di leggenda. Nell’immaginario collettivo, infatti, il baguazhang è distinguibile dalle altre arti di combattimento cinesi per la caratteristica maniera di camminare in cerchio, oltre che per le imprevedibili e devastanti tecniche di palmo. Si pensa comunemente che lo studio di questo esercizio misterioso migliorerebbe enormemente la salute e trasmetterebbe effettive abilità nel combattimento. Come simili traguardi siano possibili, però, pare cosa sconosciuta ai più. Infatti, se chiedessimo alla stragrande maggioranza dei praticanti di arti marziali, anche interne, di spiegarci perché si debba camminare in cerchio e come questa pratica possa rapportarsi alla salute e al combattimento, le risposte sarebbero quasi sicuramente confuse ed evasive e finirebbero sempre per coinvolgere poteri sovrannaturali che verrebbero acquisiti come per magia, dopo anni di pratica silenziosa.

La realtà è ben diversa: camminare in cerchio, o zou zhang, come si scrive nella traslitterazione dal mandarino, è davvero una peculiarità dello stile che lo distingue fortemente da tutti gli altri, ma la sua efficacia nel forgiare il combattente bagua come nel conferire salute al praticante è dovuta ad un attenta applicazione e ad una profonda comprensione di chiari principi posturali, di fisica meccanica e di movimento. Secondo il Maestro Zhang Dugan, uno dei più profondi conoscitori dello Stile degli Otto Trigrammi, zou zhang serve a costruire il corpo. Ogni metodo, infatti, segue proprie regole e distinti principi di movimento che, una volta legati alle tecniche ed alle strategie, costituiscono il fulcro di un’arte marziale e consentono di trarre l’efficacia marziale dalla corretta applicazione dei principi. Quindi, quanto più questi principi sono sofisticati, tanto più lo stile sarà efficace a livello di difesa personale.

Se il corpo, inoltre, non viene forgiato secondo quelle precise regole, lo stile viene svuotato di tutta la sua essenza. Ogni metodo marziale cinese, dunque, predispone per il praticante degli esercizi specifici idonei a costruire le connessioni articolari, l’adeguata muscolatura e la capacità di esercitare ed orientare la forza, caratteristiche che poi, a loro volta, devono essere applicate in combattimento, concorrendo tutte insieme al risultato finale. Nel baguazhang, scopo di zou zhang è proprio l’assimilazione delle regole che strutturano il corpo ed il suo movimento e che rendono unico lo stile.

Per impadronirsi di questa struttura è necessaria un’elevata concentrazione mentale (yi), posto che essa comanda il corpo e lo piega ai suoi voleri come un cavaliere fa con un cavallo imbizzarrito, dando origine al processo di mutamento che permette di interiorizzare progressivamente l’arte fino a farla divenire parte di sé. Si tratta cioè di un percorso che ci riporta ad un livello di maggior naturalezza sia fisica che psichica. Senza la corretta indicazione delle regole e dei principi, l’adepto corre il rischio di camminare anche per anni imitando la pratica dei maestri senza comprendere l’essenza dell’esercizio praticato. Così facendo non otterrà dal suo corpo alcun miglioramento, se non i benefici derivanti da una semplice passeggiata. Camminare in cerchio tenendo impegnati mente e corpo, viceversa, crea quelle torsioni, quelle tensioni, quei bilanciamenti e quelle spinte che permettono l’acquisizione di una forza tenace, fluida, sottile ed elastica insieme, che infine viene convogliata in una molteplicità di direzioni, in modo assai penetrante. Per raggiungere questi traguardi, il Maestro Zhang Dugan insegna che nessuna regola deve essere mai dimenticata. L’intenzione deve sempre pervadere il corpo e domarlo, poiché in qualsiasi momento questo può imbizzarrirsi, proprio come un cavallo selvatico, e condurre il suo cavaliere lontano dal cammino.

Questo percorso non è affatto misterioso; né comporta decenni di duro lavoro, ma consente in un lasso di tempo ragionevole, variabile secondo l’abilità e l’esperienza del praticante, di trovare una postura più corretta, di sviluppare forza senza tensione e fluidità senza mollezza, consentendoci di raggiungere, inoltre, maggior comprensione di se stessi e calma interiore. A livelli superiori di pratica di zou zhang, la sensibilità dell’allievo si acuisce a tal punto da percepire un universo interiore di tale portata che la ricerca di miglioramenti diviene un percorso infinito che ci accompagna per tutta la vita. E ciò costituisce il regalo più prezioso che il Bagua ci offre, permettendoci di essere attirati dalla pratica nella consapevolezza di poter ritrarre sempre qualcosa di nuovo e di utile ad una comprensione più profonda di se e della natura che ci circonda.

Camminare in cerchio, conoscendo le chiavi di lettura dell’esercizio, porta reali e ineludibili miglioramenti per le capacità marziali, oltre ad essere fonte di lunga vita. In base al principio secondo cui nulla nel baguazhang è mai lasciato al caso e tutto ha un significato applicativo e salutare, cosicché ogni movimento è interpretabile secondo i fini del combattimento reale. Camminando in cerchio vengono allenate la struttura corporea, la precisione, che nel baguazhang è elemento fondamentale, la concentrazione, le giuste tecniche di passo per cui il metodo va famoso, la volontà e la resistenza. Ma soprattutto nello zou zhang viene coltivata e migliorata la forza tipica dello stile che è fluida, continua e penetrante.

La locuzione ‘arte marziale’ in cinese si traduce wu shu, laddove per traslato wu ha il significato di preparazione, allenamento alla forza e shu di tecnica. Se l’altro pilastro fondamentale del baguazhang, il chuan zhang, allena la tecnica, zou zhang costruisce la forza marziale che supporta l’abilità tecnica.
Secondo Wang Zhuangfei, probabilmente il massimo esperto in quest’arte del xx secolo, esistono quattro massime che riassumono e spiegano zou zhang:

1. si deve tenere una posizione e con essa controllare sia il cerchio intorno a sé che il centro;

2. mentre si cammina è necessario immaginare che sotto i pedi crescano delle radici che rendono saldo il praticante;

3. camminando si aumenta la potenza e si genera forza verso ogni direzione;

4. girando in cerchio si acquista armonia, si allontana la malattia e si ottiene lunga vita.

Si dovrebbe meditare molto sul significato di queste massime che condensano in sé l’essenza di tale pilastro del baguazhang e inducono ad orientarsi verso una pratica costante di quell’esercizio infinito e splendido che è camminare in cerchio.
Fonte: Massimo Tucci

mercoledì 8 settembre 2010

Yang puro


Nel Baguazhang di Sun Lutang gli Otto Animali rappresentano otto palmi, ma anche otto modalità, otto tecniche, otto intenzioni e otto spiriti. Ogni singolo palmo va analizzato e lavorato a lungo e da solo, prima di essere realmente efficace.....il primo animale di Sun, il Leone....., che esprime lo Yang puro, quindi l'aggressività, l'attacco, la volontà, ed è la base di tutti gli altri animali del sistema. Come dice Sun, il Leone è all'inizio delle diecimila tecniche del Baguazhang. A partire dal Leone gioca con la Palla, il Leone verrà declinato secondo gli Otto Metodi (Ban, Lan, Jie, Kou, Tui, Tuo, Dai, Ling) e applicato secondo le tre linee Yang che compongono il trigramma, quindi nei tre livelli fisici. Questi sono i primi 8 dei 64 palmi "post-natali". Useremo quindi tutte le parti del corpo per manifestare il Leone, braccia - gambe - torso, quindi insisteremo sul Lianhuan del Leone e infine entreremo nello spirito dell'animale cominciando a far vivere lo Youshen del Leone, entrando in una modalità del tutto nuova, in completa sintonia con l'animale.

Fonte: http://lzanini.blogspot.com/

sabato 17 aprile 2010

Lo stile degli otto trigrammi

Lo stile degli Otto Trigrammi trae la sua origine dal Libro dei Mutamenti. Tutte le idee ed i principi del libro sono serviti come pilastro per realizzare l'architettura di questo stile, a cui si somma la conoscenza acquisita in centinaia di anni di storia ed evoluzione nel campo delle arti marziali. Grazie alla selezione ed al raffinamento della moltitudine delle tecniche ad opera del fondatore Dong Hai Chuan, si è ottenuto il miglior concentrato possibile, che, opportunamente adeguato a concezioni del tutto nuove e mai conosciute prima, ha dato origine a questo grande stile, chiamato Baguazhang.
Con riguardo alle profonde basi teoriche che animano questa disciplina affascinante, preme rammentare che il Libro dei Mutamenti è un testo risalente a più di 4000 anni fa, che ha influenzato le idee e la cultura cinese, a tutti i livelli,per migliaia di anni. La sua origine è attribuita a quattro saggi: Fu Xi, il re Wen, suo figlio il duca di Zhou e Confucio. Ciascuno di loro, nei vari secoli, ha contribuito alla stesura del testo finale che è giunto fino a noi. E’ un opera che appartiene alla cultura mondiale e dalla quale non si può prescindere poiché racchiude in sé la saggezza di uomini di immensa spiritualità e capacità intellettuale, in grado di decifrare le leggi cosmiche e proporle utilizzando un linguaggio ad architettura aperta che lascia spazio all’interpretazione ed alla ricerca personale. Esso rappresenta un messaggio di grande insegnamento per le generazioni future, affinché possano condurre una vita in armonia con la natura ed il suo fluire.
Si dice che il Libro dei Mutamenti sia così vasto che la sua sapienza racchiuda la norma di Cielo e Terra. Per questo, tutto ciò che da esso origina e che segue correttamente i suoi principi, partecipa a questo stato di grandezza, sintonizzandosi per così dire, sulla stessa frequenza del fluire cosmico.
Questo è il motivo per cui il Maestro Zhang Du Gan ribadisce spesso ai suoi studenti l’idea che il Baguazhang sia uno “stile Grande”, essendo profondamente legato alle leggi universali della natura. Molti studenti pensano, invece, che l’aggettivo “Grande” si riferisca semplicemente al numero di praticanti di Baguazhang nel mondo, o alla sua fama negli ambienti delle arti marziali cinesi.
Ma quali sono le corrispondenze del Libro dei Mutamenti con i movimenti e le posture del corpo nel Baguazhang?
Nel Dazhuan, che costituisce un famoso commentario dell’I Ching (Yijing ), è scritto:”il cielo è alto la terra bassa”. Le disquisizioni su cosa implichi questa affermazione sono così numerose che non basterebbe un testo di commento per esaurirle tutte. Da essa origina la distinzione tra alto e basso nella struttura dello spazio, fino a sviluppare ed applicare lo stesso concetto alla comprensione delle priorità nella vita, alle classi sociali, alla politica ed ai rapporti lavorativi.
Anche il nostro corpo è un piccolo universo e, come tale, contiene in sé queste distinzioni. Nell’eseguire un movimento, ad esempio, ci sono parti del corpo che hanno la precedenza su altre o che hanno un ruolo più rilevante rispetto ad altre. Il nostro pensiero (Yi) diventa quindi la guida, l’imperatore, che invia un segnale al comandante, la vita – ossia i fianchi – che, a sua volta, smista i compiti ai sudditi, costituiti da braccia e gambe. Dall’intenzione quindi arriveremo al movimento di tutte le articolazioni del corpo, anche le più piccole, con la vita che ne dirige e guida i movimenti.
Così come certi esagrammi la cui immagine rappresenta un processo di avanzamento iniziano il loro mutamento dalla prima linea in basso, proseguendo fino all’ultima linea in alto, l’avanzamento del corpo inizia dalla spinta dei piedi ( che stanno in basso ). La spinta viene poi trasmessa alla vita attraverso le articolazioni delle gambe, e da questa distribuita alle estremità del corpo nella direzione del bersaglio da colpire. Alla fine i piedi seguiranno il corpo, chiudendo l’azione all’unisono con le mani. In altri termini, quando gli occhi vedono l’opportunità dell’azione, l’intenzione (Yi) comunica alla vita la direzione, la vita allinea le braccia verso il punto prestabilito. Poi Yi trasmette ai piedi l’impulso, i piedi forniscono la spinta necessaria a far muovere ancora la vita e tirare avanti il passo. Per effetto di tale spinta, le braccia si muoveranno rapidamente per colpire il bersaglio con velocità e potenza, giungendo all’impatto quasi contemporaneamente alla cadenza del passo. Va osservato come l’avanzamento inizi dai piedi, la radice, e si concluda ancora nei piedi. Un antica canzone tradizionale recita:”Quando la mano arriva, il passo deve seguire. Se la mano arriva, ma il passo tarda, la potenza (del colpo n.d.r.) sarà debole”.
Questa è una delle ragioni per la quale si afferma che nel Baguazhang camminare sia la pratica principale. Quanto illustrato descrive il metodo corretto per muovere il corpo in linea con il principio di distinzione tra Cielo e Terra, alto e basso, padre e figlio, sovrano e suddito, radice ed estremità, come è ampiamente spiegato nell’I Ching. Se analizziamo questo principio da un punto di vista meccanico, è interessante notare come ciò che precede abbia maggiore potenza, rispetto a ciò che segue: pertanto si deve muovere per prima la parte del corpo che consente di trasferire tutta la potenza all’articolazione successiva fino all’estremità, producendo così un impatto più intenso. Secondo un ulteriore tra le molte possibili letture, il Cielo è alto la terra bassa significa pure che nell’universo tutto ciò che ha un peso tende a scendere verso il basso, mentre ciò che è leggero tende a salire in alto. Attenendoci a questa legge, nel Baguazhang bisogna lasciar cadere verso il basso ciò che è pesante, ciò, a livello corporeo, si ottiene applicando alle articolazioni una forza costante e fluida verso il terreno, con il contemporaneo svuotamento del torace ed il riempimento del basso addome (QiChen Dan Tian).
Al contrario, il bacino, la nuca e la colonna vertebrale tendono a tirare leggermente verso l’alto: il risultato è un corpo ben radicato in basso, solido e ben connesso verso l’alto, nel rispetto del principio di congiunzione bilanciata tra i due opposti Yin e Yang. Esistono innumerevoli corrispondenze, alcune evidenti, altre molto meno, che gli studenti apprendono migliorando nel loro livello di pratica. Ad esempio, le otto posizioni eseguite camminando su un cerchio di otto passi corrispondono agli otto trigrammi, così come le sessantaquattro forme corrispondono ai sessantaquattro esagrammi; mentre la forma chiamata “You Shen LianHuan Zhang” è composta da 384 movimenti, come il numero dei segni che combinano i 64 esagrammi, e di qui attraverso ulteriori combinazioni che divengono infinite.
Queste sono solo alcune corrispondenze evidenti, ma ciò che gli studenti devono cercare di approfondire sono i principi interni che regolano i movimenti, e che originano dal Libro dei Mutamenti, di cui abbiamo offerto qualche breve cenno in questo articolo.
Fonte:http://www.facebook.com/topic.php?uid=312923945436&topic=12457

giovedì 1 aprile 2010

La mia via...


Camminare in cerchio è estremamente importante.

Si deve contrarre prima di rilasciare.
Si deve lasciare prima di ritornare.
I cambi e i giri sono vuoti e pieni,
Questi concetti costituiscono il metodo per camminare.

Quando cammini, cammina come il vento.
Quando sei fermo, sii inchiodato al terreno.
Bai bu, kou bu, gira e cambia continuamente,
Questi passi devono essere chiari e differenziati

Il bacino è la fonte della potenza.
Il qi è l'origine dalla quale tutti i movimenti derivano.

Gli occhi sono la strada della percezione.
Gli occhi devono percepire e comprendere le sei armonie.
Le sei combinazioni esterne sono la spalla e l'anca,
il gomito e il ginocchio,
e la mano e il piede.
Le sei combinazioni interne sono il cuore e l'intenzione,
l'intenzione e il qi,
e il qi e la forza.
Collega tutte queste con il movimento del corpo.
Questa è la cosa più importante.

Cammina come un drago,
Siedi come una tigre.
Scorri come un fiume.
Sii quieto come una montagna.

Mani yin-yang si muovono su e giù secondo la volontà.
Braccia e spalle devono essere basse e rilassate.
Fai scendere il qi nel dantien.

Lo spirito deve abbracciare anch'esso le sei armonie.
Tieni chiara la mente.
Sii focalizzato e non ti distrarre.
Il qi scorre naturalmente in tutto il corpo.
Bai bu, kou bu, usali con attenzione e sii consapevole di ogni dettaglio.

Girare, cambiare, passo avanti, passo indietro,
tutti sono guidati dal bacino.

Le mani colpiscono tre, camminare sette.

Braccia e gambe devono essere unite nel movimento e scorrere insieme.
Non esitare o ritardare, questo causerà danno.
Il movimento deve essere naturale e senza esitazioni.

Non andare troppo in alto per afferrare o bloccare l'avversario,
Questo ti esporrà al pericolo.
Se il nemico ti colpisce basso,
Non ti sporgere per bloccarlo.
Lavora dai tuoi punti di forza,
Usa la tua intelligenza ogni volta.

Prima di colpirlo,
La tua mente l'ha già colpito.

Dai il benvenuto al vento, lascia andare il vento

martedì 15 dicembre 2009

Affacciarsi a nuovi mondi: l'arte dei mutamenti


Il miglior Baguazhang è Taijiquan in un cerchio.
Questo è in realtà Baguazhang.
Tutto il resto del Baguazhang è Lohan Shaolin in un cerchio.

domenica 13 dicembre 2009

La via della conoscenza dell'essere


Lo Iaidō (居合道), è un’arte marziale giapponese, influenzata dalla dottrina Zen, che trae le sue radici dalle antiche scuole di Iaijutsu frequentate dai samurai e che hanno avuto il loro massimo splendore intorno al XVI sec.Lo Iai è l’arte dell’estrazione della spada (ma l’ideogramma giapponese Iai ha anche il significato di “conoscenza dell’essere” mentre Do significa “Via”).Al giorno d’oggi, in cui la guerra utilizza ben altre tecnologie, lo studio del katana ha acquisito valore come mezzo di indagine del profondo alla scoperta dell’essere.Il principio fondamentale dello Iai è il “Saya no Uchi”, “vincere senza sfoderare”, cioè dimostrare una tale superiorità nei confronti dell’avversario da indurlo ad abbandonare la contesa ancora prima di averla iniziata.


mercoledì 1 aprile 2009

La potenza delle cose semplici


Sono stata abituata a faticare tantissimo nelle mie pratiche marziali ed oggi che mi trovo a praticare chen mi sorprendo della totale assenza di fatica (almeno per ora è così)...mi sorprende come una cosa così lenta, nasconde un'essenza potentissima, cosa che scorgi appena cominci a capire un pò i principi del tai chi. Assenza di fatica non significa facile: ci sono cose che non so davvero come fare, come stare totalmente rilassata, lascire che il mio busto non contrasti la forza di gravità ma senza che le gambe si affatichino per sostenere il peso del busto, come far partire il movimento da un piede e poi come una spirale che attraversa tutto il corpo fare uscire la forza (espellerla fuori senza bloccarla) dalle mani....la sensazione è quella di avere davanti una montagna insormontabile...ma un passo dopo l'altro...

mercoledì 18 marzo 2009

Chen

"Ci sono mille tecniche, ma un unico principio"


Ishin da ieri torna a praticare Kung-fu, la sua vera passione. Ho cominciato per caso con l'Aikido, per passare al Wing-Chun e adesso il Taiji Quan stile Chen. Mi sento rinata, le sensazioni che ho provato ieri in palestra sono meravigliose, vedere come il Maestro usa la forza mi ha emozionato in maniera inaspettata. La sensazione mentre praticavo di serenità e vuoto mentale.
QUINDI DA OGGI CARI GUERRIERI AVRO' DA RACCONTARVI...


mercoledì 11 marzo 2009

Bachi da seta


Chan Ssu Jin


Si tratta di un modo particolare di utilizzare la forza, con movimenti a spirale eseguiti in senso orario o antiorario.

Per definire questa forza, i maestri della scuola Chen usano l'espressione

'Forza avvolta come un filo di seta',

per il suo somigliare a un filo di seta che si dipana dal bozzolo disegnando spirali che si muovono nello spazio.

sabato 28 febbraio 2009

Wang Xiang Zhai

Muovendoti secondo le onde dell'energia, sei un drago.
Inspirando ed espirando naturalmente quieto entri nella legge di ogni moto.
Pratica in armonia con l'ora e la stagione e la tua propria abiltà, la tua propria, verrà in piena luce.
Mentre muovendoti avrai il balzo della tigre, quieto in te riposerà il drago.

mercoledì 25 febbraio 2009

sabato 21 febbraio 2009

Seqenze celesti

Il bagua 八卦 o pakua è un simbolo i cui significati si riscontrano in vari campi della millenaria cultura cinese: dal Taoismo, alle tecniche Feng shui, alle arti marziali. Ba significa otto, gua significa trigrammi. Il significato di bagua (ba gua) è dunque otto trigrammi. È generalmente rappresentato con un Taijitu centrale, contornato da otto trigrammi dell'I Ching, allineati ciascuno ad un punto cardinale, formando un perfetto ottagono. Le linee che costituiscono i trigrammi sono distinguibili in due tipi:
Linee intere: rappresentanti la polarità positiva, Yang.
Linee spezzate: rappresentanti la polarità negativa, Yin.
I trigrammi sono costituiti ognuno da tre di queste linee, assemblate in otto diverse combinazioni. Ciascun trigramma può essere inoltre combinato con ognuno degli altri, dando origine a sessantaquattro gruppi da sei linee, i sessantaquattro esagrammi. Questi sessantaquattro esagrammi costituiscono le basi del libro cinese dell'oracolo: rappresentano infatti tutte le possibili condizioni della vita umana. Una leggenda afferma che il sistema di trigrammi ed esagrammi fu sviluppato da Zhou Gong, il consigliere e parente del primo imperatore della dinastia Zhou.
Del bagua esistono due versioni, che differiscono essenzialmente per la disposizione dei trigrammi, e quindi delle varie zone di influenza. Queste due versioni si chiamano Prima sequenza celeste e Seconda sequenza celeste.

Fonte: Wikipedia.

mercoledì 11 febbraio 2009

I post dei guerrieri: tante strade ma un' unica Via

La risposta di Biondo mi sembra un'ottima sintesi:
"Tante lingue, tanti suoni, tanti movimenti ma un unica Via!Ci sono un sacco di modi per esprimersi sia con la voce che col corpo ma in fondo, tante razze e colori della pelle, tante culture e credenze, ma un solo essere che noi chiamiamo Uomo e una sola ricerca, quella della verità dentro ognuno di noi!Possiamo allora partire dal cuore per conoscere la terra e il cielo, oppure dal cielo e perfino dalla terra, ma la ricerca andrà sempre verso quell'unico punto luminoso... e che tu lo chiami Yoga o lo chiami Kung Fu, o Tai ji, o Cucina, o Pittura...sempre sarà la ricerca attraverso i Principii della Via!"

mercoledì 15 ottobre 2008

Lo Iaidō

Tradizionalmente legata al Kendō è la pratica dello Iaidō, la fulminea estrazione della spada per prevenire un attacco improvviso.
Il suo studio procede attraverso la pratica dei kata (forme preordinate) dove l'avversario non è fisico bensì immaginario e, in ultima istanza, non è altri che il nostro "Sé".
Per essere equilibrata, l'azione dello Iaidō-ka (praticante di Iai), deve scaturire da una precisa di­sposizione della coscienza.
Per questo motivo nello Iaidō, paralle­lamente all'apprendimento della tecnica, è richiesto un paziente lavoro interiore teso alla realizza­zione del corretto stato mentale che per­mette la simultaneità dell'atto e dell'in­tenzione (coordinazione mente - corpo).