
martedì 10 novembre 2009
Le cose che adoro....

mercoledì 30 settembre 2009
venerdì 25 settembre 2009
Voglio essere libera di prendermi cura di me stessa!
giovedì 24 settembre 2009
Nuovi movimenti: le tre divinità
Fuk Luk e Sau sono tre divinità cinesi che rappresentano la prosperità, la salute e la longevità. Un bel punto di partenza per un innovativo concetto di fitness.
Presentato in anteprima al festival del Fitness, si tratta di un nuovo concept diwellbeing che potrebbe rivoluzionare non solo gli spazi palestra ma tutto il nostro modo di essere e di vivere. Gli ideatori, italianissimi, di questo nuovo modo di stare bene hanno colto dall’invasione gialla un aspetto particolare tipico dell’Estremo Oriente che coniuga successo con longevità e potenza. FUK è la divinità della ricchezza e della prosperità, LUK simboleggia la longevità e SAU simboleggia il potere e l’autorità.
Insieme per raggiungere il massimo degli obiettivi con il minimo dello sforzo. In tempi record e su misura.
Insomma, non più immense palestre dove fare di tutto e di più ma spazi minimi, a misura di persona, per allenamenti one-to-one che uniscono sinergicamente fitness, beauty e terapia.
Tante e specifiche le tecniche utilizzate: Power Plate, Gliding, Dual Cable Cross Free Motion, esercizi funzionali a corpo libero con piccoli attrezzi, massaggi, stretching, attività massoterapiche di ultima generazione. Insieme. Per potenziare tono muscolare e flessibilità, migliorare equilibrio e postura, stimolare il microcircolo.
I primi due centri hanno aperto ad Ancona ed Arezzo. Presto in tutta Italia.
fonte:http://www.bizywoman.com/it/bizywoman/wellness/fitness/sport/la-palestra-diventa-fuk-luk-sau/1607-6370-145399.asp
martedì 22 settembre 2009
Mi tolgo l'armatura
Non sò se desiderare una vita normale..una famiglia, dei figli, delle risate, degli amici, una vita colorata abbia a che fare con i guerrieri.....sono stanca d'avventura e di lottare...non voglio essere più una guerriera ma solo vivere la mia vita così come la sogno. Sembra che la normalità sia diventata un lusso...
domenica 20 settembre 2009
Si riprende la Via ;)
giovedì 17 settembre 2009
lunedì 20 luglio 2009
Da un'immagine alla realtà

domenica 12 luglio 2009
I post dei guerrieri: sentirsi a casa
lunedì 6 luglio 2009
Nei momenti di decentratura mi piace leggere della Via...
lunedì 29 giugno 2009
lunedì 22 giugno 2009
Che ne pensate?.....sono un pò dubbiosa..
Pensando alle distese africane, immaginare di vedere spuntare 5000 antenne di telefonia mobile magari ci può abbagliare per un secondo. L’attimo dopo è speranza. Appeso ad un network di telefonia mobile è il futuro di decine di migliaia di persone, le popolazioni africane che sono le più drammaticamente colpite dai cambiamenti climatici. L’Africa Sub Sahariana da sola ha un quarto delle 300mila vittime che ogni anno muoiono per colpa del climate change.Le tempeste mietono circa 5000 vite all’anno solo sul Lago Vittoria. E da qui parte il progetto di Global Humanitarian Forum con Ericsson ed operatori mobili locali come Zain: si tratta di prevenire le catastrofi ambientali e sviluppare un sistema di risposta adeguata. Attorno a questa regione del Kenya saranno istallate le prime 19 stazioni automatiche di rilevamento meteorologico, che raddoppieranno la capacità di monitoraggio sul lago Vittoria, la tecnologia sarà estesa anche a Tanzania e Uganda.Con meno di 300 stazioni meterologiche l’Africa attualmente è coperta da un network 8 volte inferiore agli standard del WMO, partner del progetto. Nei prossimi anni su tutto il continente africano sorgeranno 5000 stazioni automatiche di rilevamento meterologico che si appoggeranno a siti di telefonia mobile, nuovi ed esistenti.Attraverso il suo Mobile Innovation Centre in Africa la Ericsson svilupperà applicazioni per celulari che dovrebbero facilitare la comunicazione via cellulare dei dati elaborati dai servizi meterologici e idrologici (NMHSs) africani. Gli operatori di telefonia mobile, anche locali, gestiranno le nuove stazioni di rilevamento trasmettendo ai servizi nazionali informazioni metereologiche utili a salvare vite umane. I dati potranno essere sfruttati da scienziati, enti che gesticono le risorse idriche ed energetiche, compagnie di trasporto.“Siamo il principale gestore dele telecomunicazioni in Africa da 100 anni e questa iniziativa è un’opportunità unica per mitigare l’impatto del climate change e al tempo stesso rafforzare i network meteorologici nel continente – ha detto Carl-Henric Svanberg presidente di Ericson, che ha invitato nel progette gli altri operatori locali.Le prime centrali si appoggeranno proprio alla Zain: “Le comunità africane potranno disporre più facilmente delle informazioni meterologiche, la telefonia potrà davvero milgliorare la qualità di vita e la sicurezza di persone nelle aree più remote del mondo” ha commentato per parte sua Saad Al Barrak CEO della compagnia di telecomunicazioni africana.Per farsi un’idea circa il 70% degli africani dipendono da agricoltura e pastorizia, i contadini africani ancora applicano metodi agricoli risalenti alla loro tradizione centenaria, e le loro osservazioni empiriche del tempo sono state ora stravolte dai cambiamenti climatici. Un rapporto di Global Humanitarian Forum stima che da qui al 2020 i raccolti saranno decimati del 50%, mettendo in pericolo 700 milioni di persone. “ Non siamo mai stati capaci di istituire un monitoraggio meterologico di queste dimensioni prima d’ora, unire le competenze specifiche di diversi attori privati e pubblici contribuirà a salvare vite mane e a migliorare la qualità di vita delle comunità africane, che sono in prima linea di fronte al climate change” ha detto Kofi Annan, presidente del Forum .Una comunicazione migliore consentirà di sviluppare nuovi servizi come il “microinsurance” basati su indici meterologici della pioggia ad esempio.Un partner del progetto è il Centro per gli Studi sulla Terra della Colombia University che assisterà l’istallazione di queste stazioni meteorologiche nei “Villaggi del Millennio” un progetto di sviluppo rurale esteso in 10 paesi in via di svilupppo con l’obiettivo di raggiungere gli Obiettivi del Millennio nella lotta alla povertà.lunedì 15 giugno 2009
2048
Speriamo davvero che anche con il vostro aiuto qualcuno decida di distribuirlo in Italia, nel frattempo vi invitiamo a seguire la serie su Babelgum, a sensibilizzare amici e familiari ad un acquisto responsabile del pesce e a documentarsi sul problema della pesca insostenibile, leggendo il libro di Clover o tramite internet.
Domani tuo figlio potrebbe chiederti come mai non hai fatto nulla per evitare questo disastro ecologico. E non potrai rispondere che non ne avevi avuto la possibilità.
martedì 9 giugno 2009
Passo d'elefante
lunedì 8 giugno 2009
CambioStagione
domenica 31 maggio 2009
I post dei guerrieri: come foresta di bambù
Dal blog di Mushinhttp://mushin.it/blog/me/seduto-sul-limite-il-vuoto-mi-mostra-il-pieno/
Come ho detto più e più volte, una cosa che mi piace al punto che ne farei un archetipo o un topos letterario, è la foresta di bambù. Il bambù è una delle piante più semplici e lineari esistenti, eppure tanti fusti di bambù riescono a fare una foresta intricata. Mi piace proprio questo suo potere immaginifico: quale migliore metafora per spiegare la grande capacità dell’uomo di costruire problemi complessi a partire da elementi semplici?
L’armonia non è una questione di quantità, ma di rapporto, come tutti gli equilibri.
Ora mi lascia sempre una strana sensazione vedere come tutti noi essere umani abbiamo in comune il desiderio di essere felici. Eppure questa cosa comune ci divide anziché unirci perché nella nostra personale ricerca della felicità facciamo degli altri un ostacolo. Non ci curiamo di cercare una soluzione comune, né di identificarci nel desiderio dell’altro, che seppure è contrapposto a noi, in realtà chiede la stessa cosa.
E così in questo mondo sub-ottimale il conflitto è la norma, e ci sentiamo bene quando riusciamo a costruire delle isole di fiducia con persone speciali, con le quali riusciamo a condividere uno sforzo comune che faccia di ciascuno contemporaneamente veicolo e fine della nostra ricerca di appagamento.
Sono momenti magici e persone speciali, ma sono rese tali proprio dall’estrema contingenza degli eventi che le legano a noi, diamo loro estremo valore proprio in relazione al fatto che sappiamo che quella situazione/rapporto è costantemente minacciato dalle cose della vita.
Non comprendo ancora bene perché, ma è sull’orlo del precipizio che fa da limite al tuo mondo che riesci ad avere uno sguardo d’insieme su questa realtà che ti contiene. Il limite non è sostenibile. Eppure è la che si trova sé stessi, punto di partenza di ogni felicità.
Un passo oltre...
mercoledì 20 maggio 2009
Agire
martedì 19 maggio 2009
In via di estinzione...
sabato 16 maggio 2009
Stavolta vi offro un tè pregiato...
I - DELINEA IL TAO
venerdì 15 maggio 2009
giovedì 14 maggio 2009
lunedì 11 maggio 2009
Forza generatrice
Nel nei Jing il maestro Qi Bo cosi’ esprime la teoria dei 5 Elementi:” I 5 Elementi- il Metallo, l’Acqua, il Legno, il Fuoco e la Terra - sono alternativamente, in posizione o di preminenza o di irrilevanza. Questo cambiamento ci fa capire la vita e la morte, la creazione e la decomposizione- e la diversa gravita’ della malattia.”
La teoria dei 5 Elementi non e’ antica quanto il concetto di Yin e Yang, anche se si sa con certezza che esisteva gia’ intorno al 1000 a.C.
Ogni elemento e’ collegato ad una stagione: l’Acqua all’ Inverno, il Legno alla Primavera, il Fuoco all’Estate, la Terra alla tarda Estate, il Metallo all’Autunno.
Ogni Elemento rappresenta un differente stato dell’essere umano, proprio come ogni stagione determina una differente condizione del mondo naturale. In Primavera ( Legno ) e in Estate ( Fuoco ) predomina lo Yang; in Autunno ( Metallo ) e in Inverno ( Acqua )predomina lo Yin.
La cosidetta ” Tarda Estate ” (Terra ) corrisponde ai mesi di Agosto e Settembre, quando il ciclo annuale in equilibrio fra la fase Yang dell’anno, cioe’ quella della crescita e dell’attivita’, e la fase Yin, cioe’ quella del declino e del riposo, fa una pausa.
I 5 Elementi ( a volte chiamati le 5 Fasi) vengono spesso rappresentati come nell’immagine accanto per mostrare la natura delle loro relazioni reciproche.
Ogni elemento generato da un altro, a sua volta genera quello successivo, proprio come la Primavera arriva dopo il periodo di riposo invernale, e con l’esplosione della sua forza generatrice annuncia l’Estate. http://guide.supereva.it/energia_del_respiro/interventi/2008/04/328782.shtml
Siamo nel periodo di esplosione della forza generatrice, quindi liberate il vostro potenziale creativo, dipingete , fate progetti, pensate a cambiamenti di vita...
I cinque elementi
Dall'antica cultura cinese tutto ciò che esiste, che è sensibile e percepibile con i cinque sensi si ritiene possa essere ricondotto a Cinque Elementi.Essi sono: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua e nascono dall'interazione di Yin e Yang.
Legno: è il simbolo della prorompente energia della primavera in cui tutto cresce, che ha grande vigore e si espande in tutte le direzioni.
Fuoco: è la massima energia del ciclo, dove tutto è al suo massimo. Da questo punto inizia il declino.
Terra: è il punto centrale delle cinque energie; si muove in direzione orizzontale e influenza la transizione da una all'altra.
Metallo: è la forza più concentrata in quanto è prodotta dal movimento verso l'interno; ha le caratteristiche di addensarsi e coagularsi.
Acqua: è un'energia che tende verso il basso, verso un punto di massima quiete e concentrazione per predisporre la ripresa, la nuova partenza.
Dalla relazione dei Cinque Elementi nell'equilibrio cosmico e terrestre nasce tutto ciò che esiste: in un concatenamento costruttivo, ma anche in una successione distruttiva.Dal disegno si evince che il concatenamento a stella è distruttivo mentre quello a cerchio è costruttivo.Un Qi positivo si ottiene dall'incontro dei Cinque Elementi nella successione positiva.Inoltre gli Elementi sono in rapporto con ogni organo e percezione sensoriale dell'uomo.Dal rapporto organi-elementi e dalle valutazioni sulla persona un Maestro Feng Shui è in grado di stabilire cosa è meglio per lei nella sua casa e negli ambienti dove rimane più a lungo.
Tomaso Scotti
Oltre il tempo e le culture

venerdì 8 maggio 2009
I post dei guerrieri: essere guerrieri è anche questo
Sacrificarsi per il guerriero è mettere in gioco se stesso ogni giorno, fin dentro le radici più profonde del proprio essere. Insegnare ai bambini con il proprio esempio, dedicare il tempo a chi ha domande da porre, ascoltarsi ed ascoltare il prossimo.. come diceva uno dei più grandi guerrieri della storia dell'umanità:"Ama il prossimo tuo come te stesso", ama te stesso e rispettati, così sarai in grado di amare ciò che è intorno a te, sia esso essere umano, animale, pianta...
giovedì 7 maggio 2009
La Via in 5 anelli

"Un colpo, una vita" una massima tratta dal celeberrimo libro "Lo zen ed il tiro con l'arco". Un colpo, una vita; tutta la vita, tutta l'esistenza in un solo colpo, qui e ora. Questo era il senso, il significato, non c'e' il combattente, non c'e' il combattuto, non c'e' il combattimento, c'e' solo il qui e ora, un colpo, un colpo solo che e' tutta la vita, tutta l'esistenza del combattente, del combattuto, del combattimento.
Non provava avversione ne' timore per l'avversario, cosi' come non provava attaccamento per la sua o altrui vita. Un samurai non aveva una vita, perche' non c'era nessuno a possederla. Il samurai agli occhi altrui era il peggior nemico che si potesse incontrare, non aveva niente da perdere, a cominciare dalla cosa piu' preziosa, la sua stessa vita.
La via di Heido era una via del distacco, una via di centratura interiore, una via del qui e ora, una via quindi realizzativa. Non a caso Zen e samurai vissero profonde correlazioni.
La spada, le tecniche, i combattimenti, divenivano solo aspetto esteriore, manifesto, fenomenico, di una fermezza, di una costante, di un distacco che era tutto interiore.
Cambiare orientamento per avere un nuovo sguardo sulle cose
Cambia orientamento
Simbolicamente è l’espressione di un cambiamento di orientamento, di un “volgersi” verso qualcosa o qualcuno che prima non era visibile. Letteralmente una rotazione è il movimento di un corpo che gira intorno all’asse passante per il baricentro, una torsione è la deformazione di un corpo solido attorno a un asse, nella quale le fibre, inizialmente parallele, diventano elicoidali. In molti asana ritroviamo entrambi questi aspetti. Limitandoci alla colonna vertebrale, abbiamo rotazione nel movimento di ogni vertebra rispetto a quelle adiacenti, e torsione di tutte le strutture muscolari e legamentarie interessate. È chiamata appunto torso la parte del tronco, dalla vita al collo, dove si realizza il movimento.
Come un panno strizzato
Per capire meglio l’utilità e gli effetti delle posizioni di rotazione/torsione, possiamo analizzare cosa accade nella colonna vertebrale. Da un punto di vista analitico, il movimento di una vertebra rispetto all’altra è una rotazione attorno a un asse. Se consideriamo come è costituito un disco intervertebrale (la struttura che unisce ogni vertebra a quella adiacente) possiamo osservare che attorno al nucleo polposo, la parte centrale gelatinosa, abbiamo una successione di strati fibrosi concentrici. In caso di rotazione, data la scarsa elasticità delle fibre, si produce una leggera compressione del disco (avvicinamento delle vertebre), con la conseguente decompressione nel momento di ritorno alla posizione di partenza. Il movimento è simile a quello che si effettua torcendo un panno per strizzarlo: le due estremità tendono ad avvicinarsi. Il disco vertebrale, non essendo vascolarizzato, si nutre per imbibizione (assorbimento): come una spugna che si imbeve di liquidi e sostanze nutritive quando si dilata ed espelle liquidi e sostanze da eliminare quando è compresso. Una mobilizzazione può quindi essere molto salutare, a condizione che si realizzi senza carico eccessivo e nel rispetto della mobilità naturale dell’articolazione.
Azione interna
Si può inoltre ipotizzare un’azione simile sui visceri, principalmente quelli contenuti nella cavità addominale: in caso di torsione del tronco, la pressione interna aumenta (il giro-vita si riduce). Non a caso i testi tradizionali dello Hatha Yoga parlano di azione sul “fuoco gastrico”, nella descrizione di alcune posizioni classiche di torsione come Marichyasana e soprattutto Matsyendrasana. In questi due esempi, l’azione di compressione viscerale è accentuata dalla pressione che la coscia esercita appoggiandosi sulla parete addominale. La colonna vertebrale in una posizione di rotazione è molto particolare: somiglia a una scala a chiocciola molto allungata.
Possiamo facilmente rendercene conto passando la punta di un dito lungo la colonna vertebrale di una persona che realizza la posizione. Questo produce una liberazione delle costole dal lato opposto alla rotazione (quello che viene portato in avanti in una torsione seduta) e una parziale deformazione elastica del diaframma, sicuramente interessanti per un’azione di rieducazione respiratoria. A partire dalle considerazioni precedenti possiamo trarre tre importanti indicazioni per eseguire le torsioni:
Liberi di scegliere
martedì 5 maggio 2009
martedì 28 aprile 2009
Yoga e Tai Ji

25 Aprile

domenica 26 aprile 2009
Occhi che si incontrano
lunedì 20 aprile 2009
Pace

giovedì 16 aprile 2009
mercoledì 1 aprile 2009
La potenza delle cose semplici

mercoledì 18 marzo 2009
"Ci sono mille tecniche, ma un unico principio"

giovedì 12 marzo 2009
mercoledì 11 marzo 2009
Bachi da seta

sabato 28 febbraio 2009
Wang Xiang Zhai
venerdì 27 febbraio 2009
mercoledì 25 febbraio 2009
Complici
sabato 21 febbraio 2009
Seqenze celesti
Il bagua 八卦 o pakua è un simbolo i cui significati si riscontrano in vari campi della millenaria cultura cinese: dal Taoismo, alle tecniche Feng shui, alle arti marziali. Ba significa otto, gua significa trigrammi. Il significato di bagua (ba gua) è dunque otto trigrammi. È generalmente rappresentato con un Taijitu centrale, contornato da otto trigrammi dell'I Ching, allineati ciascuno ad un punto cardinale, formando un perfetto ottagono. Le linee che costituiscono i trigrammi sono distinguibili in due tipi:Linee intere: rappresentanti la polarità positiva, Yang.
Linee spezzate: rappresentanti la polarità negativa, Yin.
I trigrammi sono costituiti ognuno da tre di queste linee, assemblate in otto diverse combinazioni. Ciascun trigramma può essere inoltre combinato con ognuno degli altri, dando origine a sessantaquattro gruppi da sei linee, i sessantaquattro esagrammi. Questi sessantaquattro esagrammi costituiscono le basi del libro cinese dell'oracolo: rappresentano infatti tutte le possibili condizioni della vita umana. Una leggenda afferma che il sistema di trigrammi ed esagrammi fu sviluppato da Zhou Gong, il consigliere e parente del primo imperatore della dinastia Zhou.
Del bagua esistono due versioni, che differiscono essenzialmente per la disposizione dei trigrammi, e quindi delle varie zone di influenza. Queste due versioni si chiamano Prima sequenza celeste e Seconda sequenza celeste.
giovedì 19 febbraio 2009
Stabilità
Non coincide con l'inamovibilità: gli spostamenti ben eseguiti sono espressione del radicamento, tant'è che si può parlare di radicamento in movimento o radicamento dinamico.
Il praticante, in linea di principio, non dovrebbe opporre la sua forza fisica alla spinta di una forza esterna.
Gli esercizi di tenuta e resistenza alle spinte, sono semplicemente propedeutici allo sviluppo del senso di radicamento, percezioni favorite dall'esperienza a coppie. Va da sé che lavorando a coppie il grado di consapevolezza del proprio radicamento viene direttamente sperimentato sul campo.
Il Tan Tien (baricentro energetico) del praticante è in espansione e l'energia si diffonde in tutta la persona. Il praticante percepisce la propria energia e il proprio corpo come una sfera, pronta a roteare sul proprio centro mantenendo la stabilità.
Il praticante percepisce il radicamento alla terra tramite i piedi e le gambe, anch'esse in espansione modulata, vale a dire che, grazie ad una tenuta elastica, si trasformano in vere e proprie molle pronte a restituire la forza ricevuta, in un dialogo continuo e amico con la terra.
La colonna vertebrale viene allineata e posta in allungamento tramite la retroversione del bacino, ottenuta grazie al rilassamento (evitando di spingere meccanicamente il bacino in avanti), la "sospensione" della testa e il rilassamento delle spalle." (http://www.energiaeforma.it/p.php?PAG=il-radicamento-in-movimento-equilibrio-ricerca-interiore&pagina=53&ambito=corso)
I post dei guerrieri: Centrarsi
Muladhara
Cakra Muladhara (radice, Spina dorsale): e' associato alla vitalità ed è il punto dove l'energia è più intensa, quel vigore che permette di generare la vita. Sono in sintonia con questo punto l'intestino, quale parte del corpo che rappresentano l'abbandono del superfluo, le ovaie e i testicoli quali contenitori di nuova vita. Quando l'energia scorre, la persona è capace di dominare la materia e quindi anche il proprio corpo come, ad esempio, la temperatura corporea. È inoltre coraggiosa ed entusiasta della vita. Alterazioni a questo cakra determinano disfunzioni a livello intestinale, coliti che sono principalmente di origine nervosa, artriti e problemi circolatori. E' legato alla sopravvivenza, al corpo materiale, alla sessualità. E' la sede della Kundalini. COLORE: rosso. ELEMENTO: Terra. ANIMALE: elefante o toro. INCENSO: cedro. TIPO DI YOGA: Hatha yoga.mercoledì 11 febbraio 2009
I post dei guerrieri: tante strade ma un' unica Via
martedì 10 febbraio 2009
Chiacchiere tra guerrieri: parallelismi
"Anche dove appare la dualità, la realta è non duale."mercoledì 4 febbraio 2009
Non agire come l'acqua
Non avevo mai fatto caso al fatto che l'acqua segua il principio del wu wei. Ancora una volta la natura ci da un insegnamento. L'acqua come il bambù mostrano cedevolezza, l'una prende le forme, l'altro si piega,non c'è mai rigidità. giovedì 22 gennaio 2009
Energia vitale che riempie l'universo
mercoledì 21 gennaio 2009
Pazza saggezza
Luce interiore
lunedì 19 gennaio 2009
Il mondo come a me piace immaginarlo

giovedì 8 gennaio 2009
Viaggiare per conoscere
giovedì 1 gennaio 2009
1 gennaio 2009
- Possiamo ripulire tutto e farci la nostra casa, naturalmente sarà un segreto e ci verremo a giocare..."
giovedì 25 dicembre 2008
lunedì 15 dicembre 2008
Mondi incantati
[Robert Doisneau]
mercoledì 10 dicembre 2008
domenica 30 novembre 2008
Per adesso il tè lo offre qualcun'altro
mercoledì 26 novembre 2008
Guerrieri o viaggiatori?
Siamo di nuovo in guerra...o ci si arrende o si prosegue, le energie ormai sono agli sgoccioli ma il guerriero va sempre avanti e non si fa domande perchè sa che le risposte arriveranno un giorno e tutto ciò che di incomprensibile e assurdo gli è accaduto avrà un significato chiaro per lui. Spada al fianco, il guerriero riparte dopo un lungo sonno.La sappiamo a memoria questa solfa..ma mi chiedo quanto sono più essere umano e quanto guerriero, quanto realmente in un essere umano ci sia sempre questa forza di rialzarsi e tenere duro. Mi sento quasi incastrata nella Via, non puoi tornare indietro, ma ti chiedi che senso abbia tutto questo continuo combattere, tutte le illusioni sulle capacità del guerriero di non avere attaccamenti, di andare oltre le emozioni, oltre la rabbia, e poi ti ritrovi sempre solo a leccarti le ferite e con la rabbia che ti brucia dentro. Forse non siamo guerrieri, ma semplicemente fra noi ci sono viaggiatori o anime che conservano ancora la capacità di stupirsi, di sentire la magia di quello che ci circonda.
Quello che sognano i guerrieri
mercoledì 19 novembre 2008
I momenti dei guerrieri
lunedì 17 novembre 2008
Dopo un tè allo Zen uno al Tao
Avanzini, F., Confucianesimo e taoismo, Queriniana, Brescia 2000.Cleary, T., L'essenza del tao, Mondadori, Milano 1999.
Daniele, F., Le tre vie del tao, Luni, Milano 2005.
Kirkland, R., Il taoismo. Una tradizione ininterrotta, Astrolabio Ubaldini, Roma 2006.
Lao Tzu, La regola celeste, Giunti Demetra, Milano 2007.
Lao Tzu, Tao Te Ching, Luni, Milano 2006.
Lao Tzu, Il libro della saggezza, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2004.
Lao Tzu; Lieh Tzu; Chuang Tzu, Le opere dei padri del taoismo, Oscar Mondadori, Milano 2001.
Moeller, H.G., La filosofia del Daodejing, Einaudi, Torino 2007.
Robinet, I., Storia del taoismo. Dalle origini al XIV secolo, Astrolabio Ubaldini, Roma 1993.
Tucci, G., Apologia del taoismo, Luni, Milano 2006.
Wong, E., Breviario del tao, Astrolabio Ubaldini, Roma 2002.
mercoledì 12 novembre 2008
Tai Chi stile Chen
Il Taijiquan stile Chen (chen shi taijiquan) è considerato lo stile più antico di quest'arte marziale. La sua origine mitologica è, in generale, più diffusa (ed affascinante) di quella storica. Si narra infatti che il taijiquan sia stato creato dall'immortale taoista Zhang Sanfeng, dopo che aveva osservato la lotta tra una gru ed un serpente: i movimenti sinuosi e circolari di quest'ultimo avrebbero fornito l'ispirazione per codificare le movenze del taijiquan. Benché le origini storiche del taijiquan possano affondare nella filosofia del Buddismo (data la vicinanza geografica e stilistica con il tempio di Shaolin), con il tempo quest'arte ha attinto moltissimi aspetti dal Taoismo. Il nome stesso, taijiquan, richiama il concetto di un principio supremo (taiji) che può essere identificato con il Dao.Un simbolo chiave di quest'arte marziale è infatti il taijitu, famoso diagramma rappresentante un cerchio suddiviso in due forme, simili a pesci, una bianca e l'altra nera. Tali figure simboleggiano lo Yin e lo Yang, le due polarità opposte complementari della cosmogonia taoista. Così tutti i movimenti del taijiquan seguono l'alternarsi degli opposti, e questo modo di agire costituisce anche la base del sistema marziale: non bisogna contrastare il "pieno" di un attacco, ma occorre cedere, utilizzando la forza dell'avversario a nostro vantaggio.Il taijiquan attinge anche dalla sapienza della medicina tradizionale cinese, utilizzando i concetti di "energia vitale" (qi) e di "meridiani". Gli strumenti tradizionali per apprendere il taijiquan stile Chen sono essenzialmente tre: gli esercizi di base, le forme (taolu) e la spinta con le mani (tuishou).Le prime sono sequenze prestabilite di movimenti, con le quali il corpo si abitua a muoversi secondo i canoni di quest'arte marziale, oltre che a rafforzarsi. Si ricordano a riguardo i cinque "chansi jin". Le seconde racchiudono i principi generali in una sequenza ordinata di azioni circolari che consentono all'allievo di prendere confidenza con il proprio corpo, la propria energia e il proprio equilibrio. Per questo l'apprendimento delle forme richiede molti anni di studio ed esercizio. Nello stile Chen si ricordano le due forme principali: Lao Jia (Antica Intelaitura) Yu Lu (primo livello) ed Lao Jia Er Lu(secondo livello). La spinta con le mani è un insieme di esercizi nati come sistema didattico propedeutico al combattimento vero e proprio. L'esecuzione di tali esercizi sviluppa molte qualità, prime fra tutte la morbidezza e la capacità di "cedere", cioè di utilizzare la forsa dell'avversario a nostro vantaggio e senza opporre resistenza. I principi alla base di questa pratica sono: espandere, tirare, soffocare, schiacciare. Come in molte arti marziali cinesi, anche nel taijiquan esistono anche forme con armi. Le armi tradizionali che vengono principalmente utilizzate sono la sciabola, la spada, l'alabarda o guandao, la lancia. 
Meditazione è la scoperta che la meta dell'esistenza è sempre raggiunta nell'istante presente.
martedì 11 novembre 2008
Tè offerto da nubi e acqua
Questa è una bibliografia dei testi in lingua italiana dedicati allo zen.Aitken Robert, La pratica della perfezione. La paramita da una prospettiva zen, Astrolabio Ubaldini
Anderson Reb, Meditazione zen: la via del Bodhisattva, La Parola
Aoyama S., La voce del fiume. Parabole e aforismi di saggezza zen, San Paolo
Arena L.V. (cur.), Diario zen, Rizzoli
Arena L.V. (cur.), Il libro della tranquillità – Cento koan del buddhismo Ch’an, Mondadori
Arena L.V. (cur.), La barriera senza porta, Mondadori
Arena L.V. (cur.), Shobogenzo. I discorsi del maestro Dogen, Mondadori
Arena Leonardo Vittorio, Storia del buddhismo Ch'an. Lo zen cinese, Mondadori
Associazione Italiana Zen Soto (cur.), Guida allo zen, De Vecchi
Bayda Ezra, Essere zen. Portare la meditazione nella vita, Astrolabio Ubaldini
Bayda Ezra, Star bene in acque torbide. Una guida per trovare la pace nel caos quotidiano, Astrolabio Ubaldini
Bigliani G., Pittura zen. Lo zen e la via del pennello in ottanta capolavori dei maestri giapponesi e in venti dipinti ch’an, Nuovi Equilibri
Blofeld J. (cur.), L'insegnamento zen di Hui Hai sull'illuminazione improvvisa, Astrolabio Ubaldini
Blofeld J. (cur.), La dottrina Zen di Huang Po sulla trasmissione della mente, Astrolabio Ubaldini
Brosse J., I maestri zen, Borla
Brosse J., Satori, Studio Tesi
Brosse Jacques, Zen e Occidente, Pisani
Carmesini M., Il Buddismo Zen presentato all’Occidente da D. T. Suzuki. Euristica missiologica del dialogo interreligioso, Urbania University Press
Chadwick David, Cetriolo storto. La vita e l'insegnamento zen di Shunryu Suzuki-roshi, Astrolabio Ubaldini
Chiales Federico; Viretti Marco, Fai di te stesso il cammino. Le dieci immagini del toro zen, Psiche
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. I, Astrolabio
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. II, Astrolabio
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. III, Astrolabio
Cleary T. (cur.), Coltivare la mente. Un corso base di meditazione chan, Astrolabio
Cleary Thomas (cur.), Kensho. Il cuore dello zen, Mediterranee
Cleary Thomas (cur.), L'istante Zen. Insegnamenti del Maestro Foyan, Mondadori
Cleary Thomas (cur.), Wumenguan. I precetti segreti dei koan zen, Mondadori
Cleary Thomas, Centoquattro scherzi zen, Mondadori
Cook Francis Dojun, Come allevare un bue. La pratica dello zen com'è insegnata nello Shobogenzo del maestro Dogen, Astrolabio Ubaldini
Daishi, Il canto dell’immediato satori. Poema zen, Mondadori
Del Monte A. P. (cur.), Aforismi ch’an e zen, SEAR
Deshimaru T., Il sutra della grande saggezza, SE
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Deshimaru Taïsen, Il vero zen, SE
Deshimaru Taïsen, La tazza e il bastone. Storie Zen, SE
Deshimaru Taïsen, L'anello della via. Parole di un monaco zen, Magnanelli
Deshimaru Taïsen, Lo zen passo per passo. La pratica dello zen. Testi sacri dello zen, Astrolabio Ubaldini
Deshimaru Taïsen, Zen e arti marziali, Il Cerchio
Dogen, Il cammino religioso (Bendowa), Marietti
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Dogen Zenji, Shobogenzo. L'occhio e il tesoro della vera legge, Pisani
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Dürckheim Karlfried, Hara. Centro vitale dell'uomo secondo lo zen, Mediterranee
Dürckheim Karlfried, Lo zen e noi, Mediterranee
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Herrigel Eugen, Lo zen e il tiro con l'arco, Adelphi
Herrigel Gusty, Lo zen e l'arte di disporre i fiori, SE
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Hirai T., Curarsi con la meditazione zen, Red Edizioni
Hisamatsu H. S., Una religione senza Dio. Satori e ateismo, Il Nuovo Melangolo
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Huber Cheri, Non avere paura, Mondadori
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Morinaga Roshi Soko, Indicazioni per l'intuizione. Vita di un monaco Zen, Magnanelli
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Mumonkan. La porta senza porta. Testo originale e commento del maestro Zenkei Shibayama, Astrolabio
Myodo Satomi, Lo specchio d'argilla. Vita di una monaca zen, Xenia
Nhat Hanh Thich, Introduzione allo zen, Sonzogno
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Ponzetta Fabrizio, Storia e storie di un'eresia chiamata zen, Jubal
Rech Roland, Monaco zen in Occidente. Colloqui con Romana e Bruno Solt, Magnanelli
Rech Roland, Noi siamo dei Buddha, Mondadori
Rech Roland, Zen, il risveglio del quotidiano, Le Lettere
Reps Paul; Senzaki Nyogen (curr.), Centouno storie zen, Adelphi
Richie Donald (cur.), La natura dei pesci e altri racconti Zen, Boroli Editore
Rizzetto Diane E., Svegliati a ciò che fai! Una pratica zen per incontrare ogni situazione con intelligenza e compassione, Astrolabio Ubaldini
Ryokan Daigu, Poesie di Ryokan. Monaco dello zen, La Vita Felice
Schiller David (cur.), Piccolo breviario zen, Fabbri
Schloegl Irmgard, Lo zen: via di trasformazione, Magnanelli
Schuhmacher Stephan, Iniziazione allo zen, Mediterranee
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Sheng-Yen (cur.), La poesia dell’illuminazione, Astrolabio
Sheng-Yen, Credere nella mente, Una guida alla pratica Ch'an, Astrolabio
Sheng-Yen, Un Sapere sottile – Introduzione al Buddhismo Ch’an, Mondadori
Shibayama Zenkei, Un fiore non parla, Mondadori
Smith J., 365 Zen: l’arte dell’Oriente nelle parole dei più grandi maestri, Sonzogno
Sôhô Takuan, La mente immutabile. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada, Luni
Sôhô Takuan, La saggezza immutabile. La via della spada secondo lo zen, Il Cerchio
Sôhô Takuan, Sogni. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada, Luni
Soko Morinaga Roshi, Da studente a maestro. Una lezione sulla mia immensa stupidità, Ubaldini
Sono F. G. P., Vita Kodo Sawaki, monaco zen, La Spiga-Meravigli
Sono Fazion G. Pietro, Lo zen di Kodo Sawaki, Ubaldini
Sono Fazion G. Pietro, Lo zen e la luna, Appunti di Viaggio
Sono Fazion G. Pietro, Viaggio nel buddhismo zen, Cittadella
Stevens John, Lo zen e la spada, Luni
Strumia Daido, Presenza Consapevole, Ed. Psiche
Surangama Sutra, Pisani
Suzuki D. T., La formazione del monaco buddista zen, Libreria Editrice Fiorentina
Suzuki Daisetz Taitaro, Discorsi sullo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Il risveglio dello zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Introduzione al buddhismo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, La dottrina zen del vuoto mentale, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Manuale di buddhismo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo Zen. Vol. 1: Una spiegazione chiara e precisa dello zen, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo zen. Vol. 2: La pratica del koan, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo zen. Vol. 3: La trasformazione del buddhismo e l'Influenza dello zen sulla cultura giapponese, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Vivere zen, Mediterranee
Suzuki Shunryu, Lettere dalla vacuità. Lo zen e l'arte di vivere, Mondadori
Suzuki Shunryu, Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen, Ubaldini
Suzuki Shunryu, Rami d'acqua scorrono nell'ombra. Commento zen al Sandokai, Ubaldini
Taino E., L’illuminazione nella vita quotidiana. Il koan della vita, Mediterranee
Tanahashi K. - Shneider T.D. (curr.), L’essenza dello zen, Newton & Compton
Tien-An Thich, Teoria e pratica dello Zen, Ubaldini
Timothy Freke (cur.), La saggezza zen. Perle di riflessione e pensieri ispirati dai grandi maestri zen, Edicart
Tollini Aldo (cur.), Buddha e natura di Buddha nello Shobogenzo. Testi scelti di Eihei Dogen Zenji, Ubaldini
Tollini Aldo (cur.), Pratica e illuminazione nello Shobogenzo, Ubaldini
Tsai Chih Chung, Dice lo zen, Feltrinelli
Uchiyama R. K., La realtà della vita. Zazen in pratica, EDB
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Uchiyama Roshi Kosho, Aprire la mano del pensiero. I fondamenti della pratica zen, Ubaldini
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Watts Alan W., La via dello zen, Feltrinelli
Watts Alan W., Lo zen. Un modo di vita, lavoro e arte in Estremo Oriente, Bompiani
Watts Alan W., Parlando di zen, Astrolabio Ubaldini
Wong Kiew Kit, Il grande libro dello zen, Mondadori
Xu Yun, Nuvola Vuota, Autobiografia di una maestro Ch'an, Astrolabio
http://www.lameditazionecomevia.it/
mercoledì 22 ottobre 2008
La Via del Guerriero
Il Bushidō (giapp. 武士道, la via del guerriero) è un codice di condotta e un modo di vita, analogo al concetto europeo di Cavalleria, adottato dai guerrieri giapponesi. In esso sono raccolte le norme di disciplina, militari e morali che presero forma in Giappone durante gli shogunati di Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573), e che furono formalmente definite ed applicate nel periodo Tokugawa (1603 - 1867).Ispirato ai principi del buddhismo e del confucianesimo adattati alla casta dei guerrieri, il Bushidō esigeva il rispetto dei valori di onestà, lealtà, giustizia, pietà, dovere e onore che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Il venir meno a questi principi causava il disonore del guerriero, che espiava commettendo il seppuku, il suicidio rituale.
Successivamente alla Restaurazione Meiji (1866), il Bushidō ebbe come punto fondante il rispetto assoluto dell'autorità dell'imperatore e divenne uno dei capisaldi del nazionalismo giapponese. Uno dei principi del Bushidō, l'assoluto disprezzo per il nemico che si arrende, fu la causa dei trattamenti brutali e denigranti a cui i giapponesi sottoposero i prigionieri nel corso della seconda guerra mondiale, mentre la ricerca della morte onorevole in battaglia, fu la molla che spinse molti kamikaze al sacrificio.
義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
仁, Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.
礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.
誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.
[fonte Wikipedia]
mercoledì 15 ottobre 2008
Lo Iaidō
Tradizionalmente legata al Kendō è la pratica dello Iaidō, la fulminea estrazione della spada per prevenire un attacco improvviso.Il suo studio procede attraverso la pratica dei kata (forme preordinate) dove l'avversario non è fisico bensì immaginario e, in ultima istanza, non è altri che il nostro "Sé".
Per essere equilibrata, l'azione dello Iaidō-ka (praticante di Iai), deve scaturire da una precisa disposizione della coscienza.
Per questo motivo nello Iaidō, parallelamente all'apprendimento della tecnica, è richiesto un paziente lavoro interiore teso alla realizzazione del corretto stato mentale che permette la simultaneità dell'atto e dell'intenzione (coordinazione mente - corpo).
domenica 28 settembre 2008
OLTRE
La via della spada
Secondo la definizione data della Federazione Giapponese, lo scopo del Kendō è:"disciplinare il carattere umano, attraverso l'applicazione dei valori della spada giapponese"
Questa breve, ma efficace, definizione racchiude in sé tutta la secolare evoluzione che ha portato la scherma giapponese da tecnica di combattimento (Ken-jūstū) a "Via della spada" (Ken-dō), intesa come percorso di crescita personale che utilizza come mezzo lo studio e la pratica della scherma.
Tra le discipline giapponesi, sia marziali sia civili, esiste, infatti, una distinzione tra Jūtsū, la tecnica in senso stretto, e Dō il percorso interiore che a quella particolare tecnica fa riferimento.
Questa trasformazione nel Kendō ha inizio intorno al XVII secolo ed è dovuta alla concomitanza di due cause. La prima è che dalla fine del '600 il Giappone godrà, dopo secoli di sanguinose guerre intestine, di un lungo periodo di pace che arriverà fino agli inizi del '900, l'altra fu l'introduzione delle armi da fuoco (che furono determinanti nelle ultime grandi battaglie campali del '600), che confinarono l'uso della spada alla sola classe samurai. Questi due fattori spinsero il guerriero giapponese a ricercare nello studio dell'arma che era il simbolo della sua casta, qualcosa di diverso dalla mera efficacia tecnica, elaborando, nel contempo, un codice etico.
La trasformazione da Ken-jūtsū a Ken-dō si verificò anche grazie all'influsso di molte scuole di pensiero e religiose. Oggi si tende a riconoscere una grande importanza solo all'influenza dello Zen giapponese, ma Taoismo, Confucianesimo e Shintoismo hanno tutti contribuito a questo cambiamento, facendo divenire il Kendō un valido e completo sistema educativo. Anche da un punto di vista strettamente tecnico, il Kendō ha subito nel corso dei secoli una grande evoluzione. Nel Kenjūtsū lo studio era affidato primariamente alla ripetizione di sequenze prestabilite (kumitachi, kata), utilizzando spade in acciaio non affilate o spade in legno, ma già nel XVIII secolo vennero create delle protezioni e studiata una spada costruita in bambù che permettavano di ampliare le possibilità di allena-mento a una forma di combattimento quasi realistica.Quelle protezioni e quel tipo di spada (shinai) sono giunte praticamente immutate fino a noi, rendendo la pratica del Kendō sicura e permettendo al Kendō-ka (praticante di Kendō) di concentrarsi sugli aspetti interiori della disciplina. Inizialmente riservato alla sola classe guerriera, alla fine del XIX secolo, a seguito delle grandi trasformazioni sociali verificatesi, la pratica di questa disciplina venne aperta a tutti, divenedo con il Jūdō materia obbligatoria nella scuola giapponese.Dagli anni '70, il Kendō è anche proposto come sport competitivo, mantenendo però salde le proprie origini tradizionali.
giovedì 25 settembre 2008
Mudra
Mudra in sanscrito significa chiusura, sigillo. Si tratta di posizioni delle dita, del palmo e delle mani che provocano processi vibratori energetici nell’uomo. Sono gesti delle mani le cui origini si perdono nella notte dei tempi, servono per riequilibrare importanti sistemi energetici nel corpo umano oltre che a rafforzare la chiarezza del pensiero.Da sempre le popolazioni della terra hanno utilizzato le posizioni delle dita per scopi diversi : nell'arte della lotta, nelle danze rituali e popolari, per la guarigione, per la meditazione, per l'autoguarigione. Osservando antichi quadri, disegni, sculture, sia orientali che occidentali, si può notare che molto spesso le posizioni delle dita vengono tenute in particolari posture, comuni ad entrambe le tradizioni.
sabato 20 settembre 2008
Il riposo del guerriero
A volte le guerre durano per lunghi anni; guerre fatte da innumerevoli battaglie!...le ho vinte tutte le mie battaglie, una per una, senza fermarmi mai, tenendo duro nei momenti più difficili, alzandomi dopo ogni caduta, anche quando sembrava che le gambe non avessero più la forza per sostenermi. E adesso, oggi, mi ritrovo a godere di questo momento di assoluta pace e serenità. Sento il mio cuore espandersi e assaporare ogni momento. La sensazione è quella di vivere l'ARMONIA, l'EQUILIBRIO! Vivo pienamente queste sensazioni. Ma pronta a ricominciare a lottare quando sarà il momento di tornare a combattere!giovedì 11 settembre 2008
martedì 9 settembre 2008
Sotto un unico cielo
Ha ha ha....adesso prendete il tè pure senza di me?....vi servite da soli, tanto ormai conoscete le dispense dove tengo le foglie di tè per voi......
Ok ci sto! "Sotto un unico cielo".... "come una foresta di alberi, con le radici che affondano per ognuno di noi nel medesimo terreno, da cui possiamo attingere nutrimento ma a cui dobbiamo rendere qualcosa, con i rami tesi verso il cielo che ci da respiro e luce e che noi dobbiamo impegnarci a mantenere ben ossigenato".....cosa vi ricorda?
Proprio perchè ognuno ha il suo percorso e proprio perchè da bravi guerrieri bisogna adattarsi ai mutamenti chiudo la casa del tè e vengo a prepararlo in un altro luogo, nel nostro blog! Chiacchiere tra guerrieri all'ora del tè che nasceva come i shin den shin non so a questo punto come evolverà....vedremo..
venerdì 29 agosto 2008
martedì 26 agosto 2008
La VIA di ognuno di noi...
C'è una frase che i guerrieri conoscono molto bene e proprio perchè ultimamente rifletto sempre più sul fatto che non ci sono verità assolute ma solo punti di vista mi piacerebbe che ognuno di voi esprimesse quello che per voi significa questa frase: Stavolta non per il Tibet ma per i cinesi....
"ATTENZIONE. LE IMMAGINI QUI PUBBLICATE SONO MOLTO FORTI, MA FOTOGRAFANO UNA REALTA' CHE NESSUNO DI NOI DOVREBBE MAI DIMENTICARE.
da "La Re
pubblica"Il Dalai Lama accusa la Cina"Lunedì massacrate 150 persone"PARIGI - Il Dalai Lama accusa l'esercito cinese di aver "sparato sulla folla" il 18 agosto scorso nella regione di Kham, nell'est del Tibet. Secondo il leader spirituale buddista, sarebbero stati uccisi circa 140 tibetani, cifra che "deve essere confermata". Lo ha dichiarato in un'intervista a Le Monde sul numero oggi pomeriggio in edicola. Il leader tibetano si trova a Parigi per una visita e domani dovrebbe incontrare anche membri del governo francese.(21 agosto 2008)
Sempre da "La Repubblica"Si lavora senza nessun tipo di protezione, in capannoni senza riscaldamento a contatto diretto con veleni di ogni tipo per turni di 12-15 ore al giorno
Gli schiavi delle 'Smart' cinesiViaggio nelle fabbriche lager
di VINCENZO BORGOMEO

Il viaggio fra gli schiavi cinesi che costruiscono le copie della Smart supera l'immaginazione: si lavora a temperature vicino agli zero gradi, in capannoni senza riscaldamento, senza guanti, senza mascherina, senza nessun tipo di protezione a contatto diretto con veleni di ogni tipo. I turni sono di 12-15 ore al giorno e non si fanno distinzioni fra giovani, vecchi o donne. Tutti, in ogni caso, dormono ammassati su letti a castello in fabbrica. (...)
da Wikipe
diaLa politica del figlio unicoLa politica del figlio unico è una delle politiche di controllo delle nascite attuata dal governo cinese nell'ambito della Pianificazione Familiare per contrastare il fortissimo incremento demografico del paese. Questa riforma considerata in maniera controversa fuori dalla Cina perché la sua applicazione era spesso causa di abusi dei diritti umani, è stata rivista anche all'interno della Cina dato che nel lungo periodo si è dim ostrata negativa a livello economico e sociale.La prima fase, introdotta in modo organico dopo pochi anni dalla morte di Mao Zedong, dal suo successore Deng Xiao Ping nel 1979 fu attuata con una legge che vietava alle donne di avere più di un figlio, pena la soppressione dei neonati "in sovrannumero". La legge fu poi modificata negli anni novanta con l'introduzione di sole sanzioni pecuniarie.
Questa legge fu considerata dai successori di Mao fondamentale dato che durante l'epoca maoista il paese aveva visto un incremento annuale di quasi 30 milioni di persone. Secondo i dati ufficiali, oggi la Cina è popolata da 1,3 miliardi di persone, ma si stima che almeno un altro mezzo miliardo di persone non siano registrate all'anagrafe.
da "troviamo i bambini
"dulcis in fundo dall'Associazione onlus Troviamo i bambiniUn’altra voce si alza in favore del boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino. Filippo Facci, in una nota in prima pagina de “Il Giornale”, coglie l’occasione di attaccare le Olimpiadi riaprendo la raccapricciante questione dell’utilizzo dei feti umani per la produzione di collagene.L’argomento è stato oggetto nel 2004 di una inchiesta-shock del quotidiano britannico “The Guardian”, in cui oltre al macabro utilizzo dei feti nell’industria cosmetica cinese (in particolare per la produzione di creme antirughe) veniva denunciata anche la pratica di estrarre collagene dalla pelle dei cadaveri dei condannati a morte.
Tale “abitudine”, che i funzionari in Cina considerano “tradizionale”, spiega l’anomalo contenimento del costo del collagene prodotto nella Repubblica “Popolare” (solo il 5% del prezzo di quello estratto in Occidente), nonché la grande quantità di organi umani a disposizione della medicina cinese e del traffico internazionale: dal grembo materno alla tomba - è proprio il caso di dirlo - il corpo dei cittadini cinesi appartiene allo Stato, che ne usufruisce come meglio crede.
Le pratiche disumane derivate dalla politica del “figlio unico” (aborto praticato fino al nono mese, infanticidio, ecc.) e l’altissimo numero di condanne a morte non fanno temere crisi nel settore dell’estetica:
feti e cadaveri provenienti dalla Cina occupano i banconi delle nostre profumerie nell’assoluta ignoranza dei consumatori.
Le autorità cinesi, dal canto loro, raccomandano “riservatezza” ma non condannano.
Ha ragione Facci a scandalizzarsi della condiscendenza italiana verso una Nazione che, macchiandosi di simili nefandezze, si permette anche ingerenze nella nostra agenda diplomatica, che minaccia ritorsioni per l’accoglienza al Dalai Lama e che, in quanto “paese in via di sviluppo”, riceve ogni anno 250.000.000 di Euro di finanziamenti in soldi pubblici.
da http://www.italiatibet.org/
CINA, TRAFFICI DI MORTE
Laogai Research Foundation - a cura di M.V Cattania e A. Brandi
Soltanto nel dicembre del 2006 il regime cinese ha riconosciuto che la quasi totalità degli organi umani venduti viene espiantata dai corpi dei prigionieri uccisi. Il traffico degli organi umani è iniziato nel 1984 con almeno 100 ospedali specializzati in questa macabra pratica. Nel 2007 sono oltre 600 gli ospedali in cui si trapiantano gli organi dei condannati a morte. L’incremento di questi ospedali e il graduale aumento del numero dei crimini puniti oggi con la pena capitale avvalorano il sospetto che in Cina si commini con facilità questa misura di pena per ottenere un maggior numero di organi da commerciare.
ALTRO CHE OLIMPIADI E FRATELLANZA INTERNAZIONALE...!"
sabato 23 agosto 2008
venerdì 22 agosto 2008
giovedì 21 agosto 2008
Luce sul Tibet
Il 7 Agosto scorso giorno che precedeva l'inizio dellle olimpiadi in Cina milioni di persone in 150 paesi del mondo hanno acceso una candela in segno di protesta silenziosa, civile e pacifica contro l'oppressione cinese in Tibet. Sabato prossimo 23 Agosto giorno di chiusura delle olimpiadi, alle ore 21.00 locali, in ogni paese del mondo la protesta sarà ripetuta per sottolineare che con la chiusura delle olimpiadi l'attenzione sul Tibet non cesserà. Il Tibet non sarà dimenticato.Contribuiamo tutti a questa iniziativa pacifica. La luce sul Tibet non si deve spegnere con la fine dei giochi olimpici. Il ritrovo per questa protesta è davanti alle ambasciate cinesi. Ecco dove si trovano: Chinese Embassies and Consulates Around the World. Se vicino a dove abiti non c'è un'ambasciata cinese puoi accendere una candela a casa tua davanti alla tua finestra oppure recati con una candela in un luogo pubblico con i tuoi amici.L'importante è mantenere desta l'attenzione mondiale sul Tibet. L'importante è non far spegnere il barlume di speranza che ognuno di noi ha in un mondo migliore. martedì 19 agosto 2008
Affacciarsi a nuovi mondi: Buddismo tibetano
domenica 17 agosto 2008
Il nostro Maestro? La Natura!
La Natura è straordinariamente perfetta e questa non è una novita!...da un pò di giorni mi rendo conto come guardiamo sempre in maniera ristretta le esperienze e come lungo la via invece ti rendi conto che le esperienze possono essere guardate da tanti punti di vista e basta cambiare il punto d'osservazione che tutto si trasforma e cominci a scoprire cose nuove, cose di cui non ti eri mai accorto prima..un altro passo verso un mondo nuovo. E sembra che Ishin ultimamente sia entrata nel mondo della Natura e ascolta le piante e le onde del mare che le spiegano cose molto importanti. Una MENTE APERTA può imparare anche senza il suono delle parole. Non sò, ma la sensazione è quella che è già così straordinario quello che ho imparato (che ho raccolto lungo la Via) che non ci possa essere nient'altro di nuovo e poi mi stupisco giorno per giorno per una nuova scoperta.
Quando l'apparenza maschera l'essenza...
Le false immagini delle Olimpiadi di Pechinodi Bernardo Cervellera Pechino (AsiaNews) - Lin Miaoke, la bambina che ha cantato l’Ode alla madrepatria alla cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino, ha solo mimato la canzone. Chen Qigang, direttore musicale della serata ha dichiarato che la piccola Lin prestava soltanto la sua immagine. La voce veniva da un’altra bambina, Yang Peiyi, con una voce più bella, ma con una dentatura non perfetta e un volto meno accattivante. Nei blog cinesi si accusano gli organizzatori della serata di aver preferito l’immagine ai contenuti e ci si domanda come si fa a disprezzare il volto semplice di una bambina di 7 anni, che non solo canta, ma anche dipinge e ama l’opera di Pechino. Chen Qigang ha sottolineato che la scelta di immagine, più che del contenuto è avvenuta addirittura per salvare “gli interessi nazionali”.
Un’altra rivelazione – confermata dal Comitato organizzatore dei Giochi - è quella per cui nella trasmissione televisiva si sono visti fuochi d’artificio per tutta la città: essi non erano reali, ma generati dal computer. L’artificio era necessario perché la sera dell’8 agosto il cielo di Pechino era nuvoloso e nebbioso – a causa dell’inquinamento e del caldo - e la visione da lontano non chiara.
Per evitare imbarazzanti domande sull’inquinamento, anche qui – sempre per “l’interesse nazionale” – si è preferito giocare d’immagine più che di sostanza.
Tutto questo non stupisce per nulla. Tutto il carrozzone delle Olimpiadi è usato dalla Cina per questo motivo: promuovere un’immagine del Paese moderna, aperta, gioiosa, pulita, giovane forse per attrarre nuovi investimenti e turisti, cercando di far dimenticare problemi e contraddizioni che pure restano acuti nella popolazione .
L’ambiente
Per rimanere alla cerimonia di apertura, la retorica dei bambini che disegnano il sole (che si vede raramente a Pechino), o le nuvole bianche (anch’esse rare) fa a pugni con la situazione concreta della Cina attuale. Secondo un’inchiesta recente, oltre il 90% dei cinesi reputa l’emergenza ecologica il problema più grave del Paese, che crea mancanza di acqua potabile in città e campagne e la morte di almeno 400 mila persone all’anno per problemi respiratori.
In questi giorni i visitatori stranieri sono bombardati alla tivù da immagini turistiche di sogno, nel Zhejiang o nel Sichuan, con laghi tranquilli e azzurri, foreste verdi, panda giocosi, mentre la realtà è fatta di industrie che inquinano e di intere regioni terremotate a rischio infezione e di inquinamento nucleare.
La cultura
Una simile operazione di immagine avviene per la cultura. Non c’è trasmissione televisiva o giornale quotidiano che non abbia ormai rubriche sull’antica cultura cinese: calligrafia, musica, opera, riti, feste, tradizioni… Tutto però viene spiegato come delle “cose” da praticare. Si pubblicizzano riti, cibi, tradizioni senza andare a fondo dei motivi che li hanno fatti emergere. Si danno solo “istruzioni per l’uso” (oggi mangiate ravioli; oggi mangiate spaghetti; oggi mangiate quella verdura;…) senza mai avvicinarsi ai perché: perché oggi si dovrebbero praticare queste cose?
Anche la cerimonia di apertura ha glorificato i saggi confuciani, la scrittura, la stampa, la Via della seta, l’architettura del passato e poi si è lanciata verso il futuro, l’astronave, il mondo fraterno sperato, senza dire nulla del presente così doloroso per centinaia di milioni di cinesi.
Un grande assente: il Partito comunista
Alla cerimonia di inizio si è messo fra parentesi tutto il periodo comunista dell’ideologia pura: nel far scorrere i grandi momenti della storia cinese si è passati dai costumi e dalle colonne rosse del periodo Ming e Qing alle imprese spaziali di Yang Liwei, il primo astronauta cinese.
Tutto questo è dovuto anzitutto al fatto che il Partito comunista in Cina sta soffrendo la più profonda crisi ideologica dalla sua fondazione, minato com’è dalla corruzione e dal decadere del suo “servizio al popolo”. Ma è anche dovuto al fatto che l’organismo più criticato – e forse più odiato – dai cinesi è proprio il Partito. Le decine di migliaia di rivolte che avvengono ogni anno e che sempre di più giungono fino ad assalire le sedi del Partito, metterle a ferro e fuoco, scontrarsi con la polizia e l’esercito a causa di espropri, inganni, inquinamenti, licenziamenti, ingiustizie dicono quanto la gente ami il Partito. Per “migliorare l’immagine”, il Ministero della propaganda, preoccupato di questo trend, si è detto pronto a pagare 5 mao (5 centesimi di euro) ad ogni persona che nei blog su internet infili una lode al Partito. Anche nella cerimonia d’inizio, per questioni di “immagine”, si è preferito saltare a piè pari ogni riferimento a Mao – che propose il disastroso Balzo in Avanti e la sanguinaria Rivoluzione culturale - e a Deng, che ha imposto le modernizzazioni economiche senza la democrazia. E così si evita di fare un lavoro di “purificazione della memoria”: di rivedere la storia, per confessare i propri errori.
Manca l’uomo e la sua libertà
Da tutte le cerimonie olimpiche manca l’uomo e il popolo. Tutti i tedofori sono stati scelti fra personalità del Partito, del commercio, dello spettacolo e dello sport. Nessuna traccia dei milioni di lavoratori migranti che per anni sono stati sfruttati per costruire i faraonici impianti olimpici; nessuna traccia di qualche pechinese, costretto a subire i problemi delle Olimpiadi (traffico, sicurezza, difficoltà di movimento, controlli,…) senza godere di nessun vantaggio.
Al popolo viene richiesto di ubbidire: non sputare per terra; non gridare per strada; non manifestare le proprie opinioni… Non si chiede il loro coinvolgimento. La gente di Pechino soffre e subisce accanto alle Olimpiadi, ma non vi partecipa. Ne è prova i molti posti vuoti agli stadi:i biglietti sono stati dati agli sponsor che non si sono nemmeno presa la briga di distribuirli. L’importante è solo l’immagine, che il logo dello sponsor appaia alla televisione.
Coinvolgimento e partecipazione implicano un appello alla responsabilità della persona. Ma questo è ciò che il potere teme di più.
Ma anche i progetti che la Cina vorrebbe raggiungere, come ad esempio la pulizia dell’ambiente, senza esaltare la responsabilità dell’individuo e della persona, rischiano di non produrre frutti.
La libertà religiosa
Dopo le critiche dei media internazionali sulla censura operata dalla Cina su internet, rimangono oscurati ancora i siti religiosi e soprattutto quelli cattolici e della Falun Gong. Io penso che questo sia perché la religione è la strada della riscoperta dell’individuo, che invece il potere cinese cerca di eliminare. La proposta che il potere fa ai giovani è solo quella di un materialismo consumista: cose da possedere, ricchezza da sperare, potenza cinese da espandere, niente per l’anima. E si elimina la religione. Quanto il papa ha detto giorni fa - “è importante che questo grande Paese si apra al Vangelo” - non è solo una richiesta di libertà religiosa: è una necessita per la Cina, perché sia esaltata la responsabilità dell’individuo, senza di cui nessun ideale, nemmeno quello di un mercato vibrante, potrà essere mai pienamente attingibile."
sabato 16 agosto 2008
Cosa mi hanno spiegato le onde del mare...

giovedì 14 agosto 2008
domenica 10 agosto 2008
venerdì 8 agosto 2008
Mondi: L'eleganza del riccio e wu wei
Ci sono delle cose che ti nascono da dentro, degli slanci che senti che spingono da dentro a fuori. Lo stesso è stato per l'eleganza del riccio: ho subito sentito che mi sarebbe piaciuto e l'impulso ad averlo e leggerlo.La voce che scalpita fra i blog: ancora una volta l'essenza come via più difficile
La voce che scalpita fra i blog: si festeggia la violenza alla libertà e siamo tutti incantati e felici d'avanti alle nostre tv

Chiacchiere tra guerrieri all'ora del tè: essere intronauti
assolutamente d'accordo. Io ho la piena consapevolezza che probabilmente questo viaggio non porterà a nulla ma è qui, che in questi giorni si sta svelando l'arcano, che poi è una cosa che abbiamo avuto sempre davanti ai nostri occhi, una frase che abbiamo detto e scritto ripetutamente
I ponti della fiducia...
Affidarsi agli altri è come percorrere un ponte tibetano, ci assumiamo sempre il rischio di cadere giù ma se decidessimo di non percorrerlo resteremmo fermi nel nostro viaggio e non scopriremmo mai cosa ci sarà al di là del ponte....mercoledì 6 agosto 2008
L'inizio favorevole...
lunedì 4 agosto 2008
I post dei guerrieri: i nostri pensieri in questi giorni...
http://ombradelvento.blogspot.com/
"Ogni praticante è Maestro di se stesso prima di tutto, alcuni si ostinano ad esser guide per gli altri oppure altri, si ostinano ad voler essere guidati come se fossero totalmente non autosufficienti.
Rifletto spesso..sugli aspetti opposti di quest'unica essenza.Vivere in ogni singolo respiro significa focalizzarsi e mutare costantemente..possiamo dire di essere in grado realmente di farlo?Credo che ognuno abbia il proprio destino con le sue esperienze da fare, per questo non rispondo se non interrogato, non cerco mai di convincere (convertire) ma mostro me stesso per quello in cui credo.Ogni giorno, provo a camminare le mie parole, le mie idee, i miei pensieri..Dicono che siamo nell'era dell'omologazione.. ma non parlo di usi e costumi, parlo di pensiero..parlo di essenze.C'è ancora in questo mondo chi ha voglia di tracciare la propria strada rischiando di cadere ma restando fuori da Maya?Siamo realmente più dormienti di un tempo?Ci toccherà nuovamente oscillare come in passato in un lago di sangue?
"Tutto è utile a qualcosa, anche quello più assurdo e, anche se non sembra,Tutto si può evitare"
Non credo di rubare post nel momento in cui quello che scrivi corrisponde ai miei pensieri di questi giorni e mi corre un brivido sulla pelle a pensare come se pur così lontani sembra veramente che siamo (almeno per adesso) sulla stessa strada, dentro lo stesso viaggio..... mi sorprende leggervi e trovare nelle vostre parole i miei stessi pensieri.
"Ogni praticante è Maestro di se stesso...alcuni si ostinano ad essere guide per gli altri": ognuno ha il suo percorso e dobbiamo smetterla di assumerci la responsabilità della vita degli altri, ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi che vanno rispettati. Ognuno deve camminare con le proprie gambe, non importa quanti passi farà e dove arriverà (".... credo che ognuno abbia il proprio destino con le sue esperienze da fare"). Ognuno di noi è l'unico responsabile della propria vita. E dunque "..per questo non rispondo se non interrogato"....rispetto il pensiero e il punto di vista dell'altro..
"Ogni praticante è Maestro di se stesso..altri si ostinano a voler essere guidati come se fossero totalmente non autosufficienti": niente di più sbagliato, un vero guerriero sa sempre cosa vuole e il suo vero Maestro, la sua vera guida risiede nella sua Anima.
Mostrare la propria Essenza...questo si che mi risulta ancora difficile, forse perchè devo imparare quel delicato equilibrio tra mostrare la mia anima ma capire a chi e in che momento....(ishin)
venerdì 1 agosto 2008
La voce che scalpita fra i blog: ......
Fonte: http://www.tmcrew.org/junius/num4/mgf2.htm
giovedì 31 luglio 2008
Le immagini dei guerrieri: la foresta del biondo tra cielo e terra
Mi piace pensarci come una foresta di alberi, con le radici che affondano per ognuno di noi nel medesimo terreno, da cui possiamo attingere nutrimento ma a cui dobbiamo rendere qualcosa, con i rami tesi verso il cielo che ci da respiro e luce e che noi dobbiamo impegnarci a mantenere ben ossigenato! mercoledì 30 luglio 2008
I post dei guerrieri: l'anima del viaggio
Post del Biondo (http://apprendistaviaggiatore.blogspot.com/) dalla Cina martedì 29 luglio 2008
Mondi

Vivi rispondo al tuo ultimo commento con un post:
Assolutamente d'accordo con te. Per questo è da un pò di tempo che mi sto appassionando allo studio delle culture. Ad esempio il libro dell'indiano mi ha fatto vedere il mondo con gli occhi dei pellerossa. Quando cambi il punto di vista le medesime cose assumono forme e significati diversi. E come dice il biondo poi ti sorprendi a scoprire, invece, degli elementi comuni che sembrano essere trasversali a tutte le culture. E li ti rendi conto che c'è qualcosa che accomuna l'essere umano nonostante la diversità di razza e nonostante il rapporto di ogni cultura con l'esperienza sia profondamente diverso.
domenica 27 luglio 2008
Che ne pensate?
La VIA DEL GUERRIERO
Quello che mi ha spiegato la mia gardenia stamattina...
Allora vi ricordate la gardenia?.....quando sono tornata da Londra era MORTA, mia madre mi aveva detto di buttarla!Io invece non ho perso le speranze e ho cominciato a curare quegli stecchetti rinsecchiti (credetemi non c'era l'ombra della vita....tutto secco)!Il risultato?...che d aquegli stecchetti è spuntata una fogliolina verde, e poi un'altra e un, altra ancora. Stamattina la mia piantina è piana di foglie verdi e anche i ramoscelli cominciano a tingersi di verde (la vita comincia a manifestarsi). COSA IMPARIAMO?1. CHE SOLO NOI SIAMO RESPONSABILI DI NOI STESSI (per non conoscesse la storia della piantina, la gardenia rappresenta me stessa) e quindi non dobbiamo aspettarci che siano gli altri ad aiutarci ma noi e solo noi siamo gli unici responsabili della nostra vita;
2. CHE LA LINFA VITALE E' DENTRO DI NOI. Quindi in qualunque situazione, anche quando ci sentiamo morire, se cominciamo a prenderci cura di noi stessi pian piano verrà fuori la vitalità che è dentro ognuno di noi;
3. CHE SI PUO' REALIZZARE ANCHE CIO' CHE APPARENTEMENTE CI APPARE IMPOSSIBILE. Non smettiamo mai di credere ai nostri sogni.
mercoledì 23 luglio 2008
I post dei guerrieri: appena sfornato da FUOCHI NELLA NOTTE di CRAMPO
“Se potessi vivere di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita, sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Perché se non lo sapete di questo è fatta la vita, di momenti. Non perdere l'adesso. Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello ed un paracadute: se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo dall'inizio della Primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'Autunno. Farei più giri in calesse, guarderei più albe, e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. Ma, vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.”
[Yorge Luis Borges]
domenica 20 luglio 2008
Io ci sono stata

SL spero faccia riflettere sulle sorti dell'italia, la nostra italia....
"Una delle cose che in questi giorni mi sta facendo davvero pensare, è il successo mediatico di Second Life in Italia.Si sprecano infatti gli articoli, i reportage, le osservazioni, le note di costume su questo spazio sociale immersivo in 3D.
L’ultima riflessione l’ha fatta su La Repubblica di ieri (6 marzo), Adriano Sofri, in un articolo con richiamo in prima pagina dal titolo “Second Life, perchè vogliamo un mondo parallelo”, che faceva parte di un interessante special sul prodotto dei Linden Labs.
Secondo il celebre ideologo/intellettuale italiano, Second Life è l’attualizzazione dell’ideale comunista della società senza vincoli di classe, che consente una vita multipla così come tratteggiata dall’ Ideologia tedesca di Marx e Engels.
Non ho strumenti intellettuali a sufficienza per criticare l’osservazione di Sofri, un po’ perchè l’ideologia comunista - come altre ideologie - non è mai stata il mio forte, un po’ perchè l’ideale utopico è comune a quasi tutte le riflessioni sulla società prossima ventura, da Tommaso Campanella a George Orwell.
Però secondo me c’è un motivo per cui Second Life diventa terribilmente affascinante vista coi nostri occhi da generazione 1.000 euro, noi flessibilità lavorativa, noi individualisti basati su network.Il fatto è che Second Life per noi rappresenta una enorme opportunità.Una specie di Eldorado in cui - con banda larga e pazienza - costruire non ciò che avremmo voluto essere, ma ciò che vorremmo essere.
La società che ci circonda ci manda messaggi tutt’altro che rassicuranti.Non puoi avere una casa: non vivresti a sufficienza per estinguere il mutuo.Non puoi fare il lavoro che vorresti: i settori che scegli sono saturi e chi si è insediato prima di te non lascia nessuno spazio.Non puoi aprire una tua impresa commerciale: le banche si fidano poco e il mercato non ti perdonerebbe e comunque ti devi destreggiare tra burocrazie e finanziamenti.Non puoi far parte della vita politica: sarai sempre un giovanotto guardato con sufficienza dalle cariatidi che stanno al potere al posto tuo.Non puoi fare nulla.Forse avere qualche relazione sociale in “modalità aperitivo”.
Second Life è diverso.Non è tanto il fatto che con qualche click ti fai alto biondo e snello.Il bello è che puoi farti una casa, trovarti un lavoro, crearti degli amici, magari guadagnare qualcosa con la compravendita dei tuoi beni virtuali.In pratica puoi avere una vita normale.Quello che è paradossale, è che tanto più il mondo si sposta su Second Life (dalla Reuters a Gabetti), tanto più è legittimo pensare a Second Life come un’alternativa.
Pensaci bene dove vorresti vivere fra questi due mondi:In un mondo in cui la realtà è concreta e in cui le opportunità sono simulate, finte?In un mondo in cui le opportunità sono concrete e la realtà è simulata, finta?
I media dicono che le persone vanno su Second Life per farsi una vita parallela.A me sembra che le persone vanno su Second Life per farsi una vita.Punto."
Fonte: http://www.tecnoetica.it/
Chiacchiere tra guerrieri all'ora del tè: universi finiti e quelli infiniti...ognuno sceglie il suo percorso!
sabato 19 luglio 2008
I post dei guerrieri: chi è che in fondo anabolizza?

"Metabolizzare è una parola che usiamo spesso. Più che nel suo significato proprio, viene ormai associata alla digestione - o meglio alla assimilazione - di eventi e/o persone. Il richiamo al processo di digestione è molto appropiato: se ci pensi quando devi superare un momento difficile o quantomeno non indifferente, fatto di persone od eventi molto significativi, non si fa altro che digerirli. Nel senso che vengono interiorizzati e diventano parte di noi ad un livello così profondo da trascendere spesso la consapevolezza. Pezzi di quelle persone e di quegli eventi sono lì con noi ogni giorno, nel nostro modo di parlare, di vivere le cose, di muoverci. Sono metabolizzati, in un modo che ci piaccia o meno, ma sono diventati parte di noi, sono noi.
Una cosa su cui però si tende secondo me ad essere fuorviati, è che il metabolismo non riguarda soltanto lo spezzettare qualcosa per assimilarla. Operazione che noi spesso sottointendiamo con il termine di metabolismo. Il metabolismo è formato da due categorie di processi.
Uno di questi è il catabolismo, che è in senso proprio la degradazione di molecole complesse in molecole più semplici. La nostra concezione di metabolismo è fuorviante perché spesso si riduce a questo. Metabolizzare una persona o un'esperienza significa scomporla in frammenti minuscoli, in istanti, in gesti, in emozioni, sconnettendole dal complesso e "digerendole" una per una. Se è difficile dare un senso ad una cosa grande e complessa, diventa più semplice sezionarla, seguendo i confini di quello che ci ha fatto stare bene o male. Le cose belle metabolizzate in un modo, le altre in un modo differente. Una cosa molto cartesiana.
Eppure quello su cui non ci concentriamo troppo secondo me, è il secondo insieme di processi: l'anabolismo. L'anabolismo è l'inverso del catabolismo: costruisce molecole complesse a partire dalle più semplici. Pensaci un attimo. In un universo in cui nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma (proposizione che mette d'accordo oriente ed occidente, misticismo e scienza), quello che tu sei e quello che tu costruisci, si produce a partire da quello che esiste già. Se il risultato è qualcosa di nuovo, un approccio nuovo, un'emozione nuova, questo non vuol dire che i suoi componenti siano nuovi. Sono riciclati.
Questo è un bene. L'anabolismo è una fase creativa tanto importante quanto la fase distruttiva. Distruggere serve ad assorbire, così come non puoi digerire un anguria intera. Ma se ci limitassimo a questo, saremmo costretti a vivere in un mondo in cui i nostri sogni e le le nostre esperienze non potrebbero eccedere la misura della nostra capacità di assorbirle di colpo. Un po' come essere costretti a nutrirsi solo di quello che riesce a passare per intero dalla nostra bocca. Mentre con l'anabolismo possiamo costruire sogni e vivere eventi ben più grandi di quelli che possiamo immaginare.
Anabolismo e catabolismo se ne fregano di te. Esistono e basta, tanto nella digestione quanto nel tuo modo di assimilare le cose. Il punto è esserne consapevoli. Aiuta a evitare l'errore di pensare che quando qualcosa che credi solido e gigantesco crolli, sia la fine. Sia impossibile da metabolizzare. Tutto può essere catabolizzato è solo questione di tempo. E di volontà, che accorcia i tempi.
Ma non limitarti a catabolizzarlo: anabolizzalo. La merda della tua vita non è fatta di cose che ti hanno fatto soffrire, ma di cose che non sei riuscito a digerire. Le hai catabolizzate certo, ma non anabolizzate. Non le hai usate per costruirti un futuro migliore. O almeno per tentare."
Post straordinario. E' da qualche tempo che ci penso su.....classifichiamo le esperienze e le persone in positive e negative; ci teniamo lontani da quelle negative e desideriamo quelle positive.Con questo atteggiamento PIENO ci stiamo precludendo tantissimo... (ishin)
I post dei guerrieri: esperienze dalla Cina

"Il maestro Xue Bin oltre ad essere un mostro nella pratica del Tai Ji è pure una persona speciale, un individuo che cerca veramente l'armonia, in primis all'interno del suo essere per poi poterla espandere all'esterno, tra lui e gli altri tra lui e la natura... Bene, un altro bel segnale lungo la strada, un invito a una percezione particolare del mondo, non soltanto dal punto di vista teorico verbale ma soprattutto nella pratica quotidiana!Oltre al Tai Ji ieri abbiamo fatto la prima lezione di calligrafia e oggi la seconda.. è come il tai ji, un'arte che si pratica con tutto il corpo, seguendo il respiro, meditando in ogni gesto... forse non è proprio l'arte adatta alla mia espressione.. ehehehe ho fatto degli arrosticini!!Comunque sia è veramente affascinante.. oggi pomeriggio facciamo la prima lezione di Go (scacchi cinesi) che si dice siano anche questi un'arte, tanto che ci sono le cinture come nelle arti marziali.. "
"Man mano che percorri la VIA ti chini e raccogli qualcosa. Oggi raccolgo questo NUOVO MODO DI PERCEPIRE (questo concetto ha cominciato a svilupparsi da quando ho letto il libro dell'indiano), di ascoltare quello che mi circonda. Un pò ha a che fare con il SILENZIO di cui parlava VIVI l'altro giorno in un commento al mio post e con la MENTE VUOTA. Siamo troppo pieni per sentire, vedere, ascoltare.
Sapevo che la VIA si può percorrere in diversi modi (PERCHE' QUELLO CHE E' IMPORTANTE NON E' LA META MA IL VIAGGIO) e quindi non c'è differenza tra una forma di arti marziali, tirare una freccia con l'arco, giocare a scacchi o scrivere, ma leggere le tue parole ("la... calligrafia..... è come il tai ji, un'arte che si pratica con tutto il corpo, seguendo il respiro, meditando in ogni gesto...) mi fa comprendere ancora meglio come si può essere guerrieri anche servendo un tè. " (Ishin)
venerdì 18 luglio 2008
Dedicata a noi...

giovedì 17 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
Quello che più mi ha emozionata...la TATE MODERN
lunedì 14 luglio 2008
sabato 5 luglio 2008
La Londra di ishin...
venerdì 4 luglio 2008
Al solito.....post rubato. Andare oltre; i veri guerrieri non si accontentano delle pozzanghere.

"Si potrebbe dire che è impossibile sfuggire al destino di essere congelati nel pensiero degli altri."Giorgio Gaber
Quante volte riusciamo a sfuggire a quell'immagine che gli altri hanno di noi, che hanno deciso di darci o che noi abbiamo indossato con tanta facilità da farcene sostituire...E quando indossiamo questa veste di "Questo non lo farei mai..", "Da te non me lo aspettavo...", "I tuoi doveri..", "Ma capisci, la famiglia da cui vieni...", quanto soffre il nostro cuore lasciato in disparte mentre grida per farsi ascoltare, mentre ci invita ad ascoltare l'anima del mondo?"L'unica cosa che rende impossibile il Sogno è la Paura di Fallire.." ma se non siamo in grado di giocare, di puntare tutto ogni giorno sulla nostra leggenda personale, se non siamo pronti a mantenere il ricordo delle nostre radici ma a liberarci della loro gabbia diventando degli individui, allora il sogno rimarrà tale per sempre... e staremo come spettatori dentro le nostre case ad invidiare la vita della strada dal vetro della finestra.Siamo così sciocchi che vorremmo già sapere il risultato di una nostra azione ancor prima di averla compiuta, siamo così presuntuosi pensando che abbiamo il diritto di non sbagliare mai, come se per imparare a camminare non fossimo caduti centinaia di volte, siamo così orgogliosi da rimanere impalati piuttosto che lanciarci di corsa nel prato della vita per paura di poter inciampare o perdere la strada... e allora ce ne stiamo arroccati sui nostri seggioloni di "cultura", di vita letta sui libri, di nozioni, credendo che quella letta fosse la nostra esistenza... e quando qualcuno ci propone uno spiraglio della propria vita fatta di sudore e risate, non possiamo far altro che rifiutarlo a priori oppure appropriarci di quel tesoro senza nemmeno ringraziare.Così rischiamo di diventare tutti come quello che mise un piede in una pozzanghera e si sentì un gran navigatore."
Parliamoci chiari guerrieri: questo è un invito, questa volta non solo a non fermarci, ma ad ascoltare se c'è ancora qualche vocina in fondo alla nostra anima che non stiamo ascoltando e che merita tutta la nostra attenzione. Forse ci vuole un altro pizzico di coraggio perchè le battaglie che ci aspettano sono più dure di quelle che ci siano lasciati alle spalle....ma noi oggi non abbiamo più paura di cadere perchè abbiamo imparato a rialzarci! (ishin)
martedì 1 luglio 2008
Ho scoperto di essere Toro Seduto...






































