PRESENTE A ME STESSA

MUSHIN: Stato mentale originale, senza che lo spirito si fissi in alcun modo su qualcosa; esso deve essere aperto e disponibile verso tutte le cose e riflettere come farebbe uno specchio. Letteralmente "senza mente". Uno stato di consapevolezza cognitiva caratterizzata dalla mancanza di pensiero discorsivo. MUSHIN è spesso erroneamente confuso con uno stato di mera spontaneità . Sebbene la spontaneità ne sia una caratteristica, il MUSHIN non è solo questo. Si può dire che quando si è in uno stato di MUSHIN si è liberi di usare concetti e distinzioni senza essere usati da loro.


martedì 10 novembre 2009

Le cose che adoro....

Il fare le cose semplici della vita è una cosa che adoro, come guardare una pianta mentre faccio merenda in una pausa dal lavoro. Anche il lavoro adoro, quel piacere immenso che si prova nel fare le cose, quasi una meditazione, quando sei totalmente assorto nel momento presente, nell'azione che compi. Tutto ciò lo adoro. E' una gioia piena che sento nella vita di tutti i giorni. Quando ci riempiamo la vita delle nostre cose, delle cose che adoriamo, è facile sentire e provare certe sensazioni.

mercoledì 30 settembre 2009

Come mi piace

venerdì 25 settembre 2009

Voglio essere libera di prendermi cura di me stessa!

La vita è un dono che va tenuto con cura e attenzione! Possiamo decidere di prenderci cura di noi stessi con piccoli e grandi gesti quotidiani o lasciarci andare e vivere con inerzia! Possiamo fare molte più scelte di quanto crediamo, possiamo aprire molte più porte di quelle che immaginiamo!

giovedì 24 settembre 2009

Nuovi movimenti: le tre divinità

Fuk Luk e Sau sono tre divinità cinesi che rappresentano la prosperità, la salute e la longevità. Un bel punto di partenza per un innovativo concetto di fitness.

Presentato in anteprima al festival del Fitness, si tratta di un nuovo concept diwellbeing che potrebbe rivoluzionare non solo gli spazi palestra ma tutto il nostro modo di essere e di vivere. Gli ideatori, italianissimi, di questo nuovo modo di stare bene hanno colto dall’invasione gialla un aspetto particolare tipico dell’Estremo Oriente che coniuga successo con longevità e potenza. FUK è la divinità della ricchezza e della prosperità, LUK simboleggia la longevità e SAU simboleggia il potere e l’autorità. 

Insieme per raggiungere il massimo degli obiettivi con il minimo dello sforzo. In tempi record e su misura. 

Insomma, non più immense palestre dove fare di tutto e di più ma spazi minimi, a misura di persona, per allenamenti one-to-one che uniscono sinergicamente fitness, beauty e terapia. 

Tante e specifiche le tecniche utilizzate: Power Plate, Gliding, Dual Cable Cross Free Motion, esercizi funzionali a corpo libero con piccoli attrezzi, massaggi, stretching, attività massoterapiche di ultima generazione. Insieme. Per potenziare tono muscolare e flessibilità, migliorare equilibrio e postura, stimolare il microcircolo. 

I primi due centri hanno aperto ad Ancona ed Arezzo. Presto in tutta Italia. 

fonte:http://www.bizywoman.com/it/bizywoman/wellness/fitness/sport/la-palestra-diventa-fuk-luk-sau/1607-6370-145399.asp

martedì 22 settembre 2009

Mi tolgo l'armatura



Non sò se desiderare una vita normale..una famiglia, dei figli, delle risate, degli amici, una vita colorata abbia a che fare con i guerrieri.....sono stanca d'avventura e di lottare...non voglio essere più una guerriera ma solo vivere la mia vita così come la sogno. Sembra che la normalità sia diventata un lusso...

domenica 20 settembre 2009

Si riprende la Via ;)

Shih Ho: Il Morso che Spezza (fuoco sopra, tuono sotto)

In questa fase il giusto modo per affrontare la situazione è quello di intervenire in maniera decisa. Non è più il momento di eludere il problema o di evitarlo. Per riequilibrare il tutto occorre ristabilire la giustizia, utilizza ogni mezzo lecito a tua disposizione: la perseveranza ti premierà.

giovedì 17 settembre 2009

Da non dimenticare...


Desidera, mantieni viva la tua anima!

lunedì 20 luglio 2009

Da un'immagine alla realtà


Tempo fa immaginavo una casa del tè e dei guerrieri...ieri ero con quei guerrieri e la tazza di tè non era immaginata ma reale; abbiamo semplicemente realizzato quello che per tanto tempo era stato solo un immagine, un desiderio. Tutto è possibile, basta fare un passo in direzione dei nostri sogni. Grazie amici :)

domenica 12 luglio 2009

I post dei guerrieri: sentirsi a casa

Da Mushin:
E scopro la profonda validità di un luogo comune legato al viaggio:
sei a casa dove ti senti a casa.
E questo dipende sempre dalle persone.

lunedì 6 luglio 2009

Nei momenti di decentratura mi piace leggere della Via...

La cosa più naturale sembra irreale.
Chi cerca l'erudizione ogni giorno aggiunge qualcosa,
chi cerca il Tao ogni giorno perde qualcosa.
Il morbido vince il duro,
il debole vince il forte.
Sii vuoto e sarai riempito.
(Tratto liberamente dal Tao Te Ching - Lao Tze)

lunedì 29 giugno 2009

Ieri finalmente mare!

lunedì 22 giugno 2009

Che ne pensate?.....sono un pò dubbiosa..

Pensando alle distese africane, immaginare di vedere spuntare 5000 antenne di telefonia mobile magari ci può abbagliare per un secondo. L’attimo dopo è speranza. Appeso ad un network di telefonia mobile è il futuro di decine di migliaia di persone, le popolazioni africane che sono le più drammaticamente colpite dai cambiamenti climatici. L’Africa Sub Sahariana da sola ha un quarto delle 300mila vittime che ogni anno muoiono per colpa del climate change.Le tempeste mietono circa 5000 vite all’anno solo sul Lago Vittoria. E da qui parte il progetto di Global Humanitarian Forum con Ericsson ed operatori mobili locali come Zain: si tratta di prevenire le catastrofi ambientali e sviluppare un sistema di risposta adeguata. Attorno a questa regione del Kenya saranno istallate le prime 19 stazioni automatiche di rilevamento meteorologico, che raddoppieranno la capacità di monitoraggio sul lago Vittoria, la tecnologia sarà estesa anche a Tanzania e Uganda.Con meno di 300 stazioni meterologiche l’Africa attualmente è coperta da un network 8 volte inferiore agli standard del WMO, partner del progetto. Nei prossimi anni su tutto il continente africano sorgeranno 5000 stazioni automatiche di rilevamento meterologico che si appoggeranno a siti di telefonia mobile, nuovi ed esistenti.Attraverso il suo Mobile Innovation Centre in Africa la Ericsson svilupperà applicazioni per celulari che dovrebbero facilitare la comunicazione via cellulare dei dati elaborati dai servizi meterologici e idrologici (NMHSs) africani. Gli operatori di telefonia mobile, anche locali, gestiranno le nuove stazioni di rilevamento trasmettendo ai servizi nazionali informazioni metereologiche utili a salvare vite umane. I dati potranno essere sfruttati da scienziati, enti che gesticono le risorse idriche ed energetiche, compagnie di trasporto.“Siamo il principale gestore dele telecomunicazioni in Africa da 100 anni e questa iniziativa è un’opportunità unica per mitigare l’impatto del climate change e al tempo stesso rafforzare i network meteorologici nel continente – ha detto Carl-Henric Svanberg presidente di Ericson, che ha invitato nel progette gli altri operatori locali.Le prime centrali si appoggeranno proprio alla Zain: “Le comunità africane potranno disporre più facilmente delle informazioni meterologiche, la telefonia potrà davvero milgliorare la qualità di vita e la sicurezza di persone nelle aree più remote del mondo” ha commentato per parte sua Saad Al Barrak CEO della compagnia di telecomunicazioni africana.Per farsi un’idea circa il 70% degli africani dipendono da agricoltura e pastorizia, i contadini africani ancora applicano metodi agricoli risalenti alla loro tradizione centenaria, e le loro osservazioni empiriche del tempo sono state ora stravolte dai cambiamenti climatici. Un rapporto di Global Humanitarian Forum stima che da qui al 2020 i raccolti saranno decimati del 50%, mettendo in pericolo 700 milioni di persone. “ Non siamo mai stati capaci di istituire un monitoraggio meterologico di queste dimensioni prima d’ora, unire le competenze specifiche di diversi attori privati e pubblici contribuirà a salvare vite mane e a migliorare la qualità di vita delle comunità africane, che sono in prima linea di fronte al climate change” ha detto Kofi Annan, presidente del Forum .Una comunicazione migliore consentirà di sviluppare nuovi servizi come il “microinsurance” basati su indici meterologici della pioggia ad esempio.Un partner del progetto è il Centro per gli Studi sulla Terra della Colombia University che assisterà l’istallazione di queste stazioni meteorologiche nei “Villaggi del Millennio” un progetto di sviluppo rurale esteso in 10 paesi in via di svilupppo con l’obiettivo di raggiungere gli Obiettivi del Millennio nella lotta alla povertà.

lunedì 15 giugno 2009

2048

Non riesci ad immaginare un mondo senza pesci? Scoprirai presto di cosa stiamo parlando, e per la precisione entro il 2048. Se si continuerà a pescare in modo insostenibile, così come si sta facendo adesso, i nostri mari saranno abitati da meduse, alghe e vermi, nulla di più. Non è una previsione allarmistica e senza fondamento, ma una scomoda verità che porta a galla il documentario inglese uscito il 12 giugno. "Se non cambiamo il nostro atteggiamento il mare morirà" ci racconta Charles Clover, autore dell'omonimo libro "The End of the Line" (tradotto in Italia Allarme pesce) da cui è stato tratto il documentario. "Non ci saranno più pesci. E la differenza fra questo ed altri problemi ambientali è che questo è relativamente facile da risolvere. Quando i vostri figli vi chiederanno "Dov'è finito il pesce? La risposta sarà molto semplice: Lo abbiamo mangiato". La soluzione è alla portata di tutti. Consiste nel controllare sempre la provenienza del pesce che si intende acquistare, evitare determinati tipi di pesce in estinzione, come il tonno pinna blu. Spargere la voce, twittare, diventare degli attivisti e non ultimo, provare a portare questo documentario in Italia."Purtroppo non siamo ancora stati contattati da nessuna casa di distribuzione italiana, al momento il film uscirà in Inghilterra, in America e probabilmente in Giappone", ci ha spiegato Christopher Hird, produttore del film. Il documentario, presentato in anteprima in alcune sale l'8 giugno, in occasione della giornata mondiale degli oceani è stato premiato al Sundance Film Festival e da oggi sarà distribuito in molte sale inglesi."Il problema non è la pesca in generale, ma quella eccessiva e che non lascia il tempo necessario ai pesci per riprodursi", spiega Rubert Murray, regista del film, "Secondo gli scienziati il numero di pesci grandi in tutti i mari si è ridotto del 70-90% circa. Sono spariti, perché li abbiamo mangiati. La pesca è diventata un enorme business. I pescherecci industriali hanno a bordo tecnologie avanzatissime, inclusi gli ultrasuoni. La più grande rete a strascico del mondo potrebbe contenere ben tre 747. Abbiamo un grande potere nelle nostre mani e non siamo più capaci di controllarci. Secondo la CNN il 50% del pesce pescato nel mondo è catturato soltanto dall'1% dei pescherecci". Il tonno pinna blu per esempio si sta estinguendo. La popolazione dell'Atlantico si è decimata dagli anni '70 del 90%. È il sushi più costoso che si possa comprare. Ci sono dei limiti imposti dai governi dei vari paesi, che comunque sono fin troppo alti e permessivi e che non consentono al pesce di riprodursi. Inoltre, soltanto il Giappone negli ultimi 20 anni ha comprato 2 miliardi di dollari di tonno pinna blu illegale. E nonostante tutto continuano ad essere molti i ristoranti in cui è possibile acquistarlo (come il celebre Nobu di Londra). L'unico modo per fermare questo business è smettere di comprare. Scendendo la domanda, inevitabilmente crollerebbe l'offerta. Ma la buona notizia è che possiamo davvero fare qualcosa per fermare questo massacro. E non significa smettere di mangiare pesce. Molti sono prodotti in modo sostenibile, occorre soltanto comprare in modo responsabile. Probabilmente avrai già sentito parlare del problema della pesca insostenibile, e vedere il documentario ti aiuterebbe a capire che cosa sta succedendo e come bisogna agire. Perché siamo certi che, come noi, non ti sarai reso conto che l'overfishing porterà inevitabilmente ad uno mondo senza pesci. Per poter diffondere il documentario a livello globale internet può essere vitale. E se al momento non è ancora prevista la possibilità di vedere l'intero doc online, la casa di produzione The Fish Film Company ha stretto una partnership con Babelgum, la prima Tv online indipendente, che da oggi trasmetterà una serie originale divisa in 6 episodi in cui il regista Rubert Murray porta gli spettatori nel backstage nel più grande documentario sull'ambiente del 2009.
Speriamo davvero che anche con il vostro aiuto qualcuno decida di distribuirlo in Italia, nel frattempo vi invitiamo a seguire la serie su Babelgum, a sensibilizzare amici e familiari ad un acquisto responsabile del pesce e a documentarsi sul problema della pesca insostenibile, leggendo il libro di Clover o tramite internet.
Domani tuo figlio potrebbe chiederti come mai non hai fatto nulla per evitare questo disastro ecologico. E non potrai rispondere che non ne avevi avuto la possibilità.
Fonte:

martedì 9 giugno 2009

Passo d'elefante


Invece di galoppare in giro camminiamo lentamente,

come una mucca o un elefante.

Sei già un buono studente zen

se sai camminare lentamente,

senza l'idea di ottenere qualcosa.

lunedì 8 giugno 2009

CambioStagione

Da oggi cambio vita!....si da oggi cambio vita, cambio atteggiamenti mentali e comportamenti....è un esperimento vediamo cosa accade. Una vera e propria operazione di potatura da tutti quei meccanismi che ci fanno stare male...e un pò di fertilizzante; cioè amare, amare quando cucino, amare chi è importante per me, amare il mio corpo (riprendere la pratica, respirare....), leggere con amore, stare nel momento presente....La sensazione è quella di svuotare un armadio e tenere solo le cose vere importanti ed eliminare tutto il superfluo che ci appesantisce la vita ogni giorno...

domenica 31 maggio 2009

I post dei guerrieri: come foresta di bambù

Dal blog di Mushin
http://mushin.it/blog/me/seduto-sul-limite-il-vuoto-mi-mostra-il-pieno/


Come ho detto più e più volte, una cosa che mi piace al punto che ne farei un archetipo o un topos letterario, è la foresta di bambù. Il bambù è una delle piante più semplici e lineari esistenti, eppure tanti fusti di bambù riescono a fare una foresta intricata. Mi piace proprio questo suo potere immaginifico: quale migliore metafora per spiegare la grande capacità dell’uomo di costruire problemi complessi a partire da elementi semplici?
L’armonia non è una questione di quantità, ma di rapporto, come tutti gli equilibri.
Ora mi lascia sempre una strana sensazione vedere come tutti noi essere umani abbiamo in comune il desiderio di essere felici. Eppure questa cosa comune ci divide anziché unirci perché nella nostra personale ricerca della felicità facciamo degli altri un ostacolo. Non ci curiamo di cercare una soluzione comune, né di identificarci nel desiderio dell’altro, che seppure è contrapposto a noi, in realtà chiede la stessa cosa.
E così in questo mondo sub-ottimale il conflitto è la norma, e ci sentiamo bene quando riusciamo a costruire delle isole di fiducia con persone speciali, con le quali riusciamo a condividere uno sforzo comune che faccia di ciascuno contemporaneamente veicolo e fine della nostra ricerca di appagamento.
Sono momenti magici e persone speciali, ma sono rese tali proprio dall’estrema contingenza degli eventi che le legano a noi, diamo loro estremo valore proprio in relazione al fatto che sappiamo che quella situazione/rapporto è costantemente minacciato dalle cose della vita.
Non comprendo ancora bene perché, ma è sull’orlo del precipizio che fa da limite al tuo mondo che riesci ad avere uno sguardo d’insieme su questa realtà che ti contiene. Il limite non è sostenibile. Eppure è la che si trova sé stessi, punto di partenza di ogni felicità.

Un passo oltre...

Si dice che
la parte più lunga del viaggio sia
l'attraversamento della porta.
Marco Terenzio Varrone
Ogni volta che facciamo una scelta, ogni volta che cominciamo a realizzare i nostri sogni, i nostri desideri attraversiamo una porta....auguro a tutti voi guerrieri di non restare davanti l'uscio a pensare a quanto può essere bello e nel contempo rischioso quello che c'è oltre la porta ma di fare un passo oltre e vedere nuovi paesaggi. La vita, quella piena, reale non è fatta per essere fantasticata ma per essere vissuta.

mercoledì 20 maggio 2009

Agire

Qualsiasi cosa voi pensiate o crediate di poter fare,
cominciatela.
L'azione ha in sè
la magia,
la grazia e
il potere.
(Goethe)

martedì 19 maggio 2009

In via di estinzione...

In Italia uomini che fanno e sanno riflettere sulla politica (e non spettacolo) sono ormai in via d'estinzione; questo articolo mi sembra scritto da uno degli ultimi esemplari italiani che ancora pensa...
"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..." (di Giacomo Di Girolamo, redattore del Giornale di Sicilia)Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta delpremier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, delpopolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo delpozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni voltala Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia delnostro Paese.E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?Il tempo deldolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma delponte.Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti delterremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquilain realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti delgiorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso delcanone per quella bestialità che avevano detto.Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
Giacomo Di Girolamo

sabato 16 maggio 2009

Stavolta vi offro un tè pregiato...

Il Libro del Tao e della virtù (Tao Tê Ching), considerato come una delle vette del pensiero cinese è opera di Lao-tse (o Lao-tzu), nato intorno al 570 a. C. Ogni capitolo comincia di solito con qualche paradosso e lo sviluppa con rilievi paralleli, introdotti dalla parola " perciò" . Una parola che, comunque, non è da intendere in senso causale: difatti, a differenza della logica occidentale, la logica cinese prevede che la causa possa essere un effetto e un effetto possa essere una parte della causa: per i cinesi, ha scritto lo studioso Lyn Yutang, "causa ed effetto non sono aspetti successivi, ma solo aspetti simultanei della stessa verità".

I - DELINEA IL TAO
Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao, il nome che può essere nominato non è l'eterno nome. Senza nome è il principiodel Cielo e della Terra, quando ha nome è la madre delle diecimila creature. Perciò chi non ha mai desideri ne contempla l'arcano,chi sempre desidera ne contempla il termine. Quei due hanno la stessa estrazione anche se diverso nome ed insieme sono detti mistero, mistero del mistero, porta di tutti gli arcani.
Vediamo che ve ne sembra di questa idea? Ogni tanto pubblico un capitolo e chi sa tradurlo lascia un suo contributo...

venerdì 15 maggio 2009

: )


La mia vita sta diventando dolcissima.
Fatta di tenerezza e momenti felici.
Grazie a tutte le persone che me la colorano ogni giorno!

giovedì 14 maggio 2009

Ci siamo!




Lo Yin lascia posto allo Yang e tutto si trasforma...

lunedì 11 maggio 2009

Forza generatrice

Nel nei Jing il maestro Qi Bo cosi’ esprime la teoria dei 5 Elementi:
” I 5 Elementi- il Metallo, l’Acqua, il Legno, il Fuoco e la Terra - sono alternativamente, in posizione o di preminenza o di irrilevanza. Questo cambiamento ci fa capire la vita e la morte, la creazione e la decomposizione- e la diversa gravita’ della malattia.”
La teoria dei 5 Elementi non e’ antica quanto il concetto di Yin e Yang, anche se si sa con certezza che esisteva gia’ intorno al 1000 a.C.
Ogni elemento e’ collegato ad una stagione: l’Acqua all’ Inverno, il Legno alla Primavera, il Fuoco all’Estate, la Terra alla tarda Estate, il Metallo all’Autunno.
Ogni Elemento rappresenta un differente stato dell’essere umano, proprio come ogni stagione determina una differente condizione del mondo naturale. In Primavera ( Legno ) e in Estate ( Fuoco ) predomina lo Yang; in Autunno ( Metallo ) e in Inverno ( Acqua )predomina lo Yin.
La cosidetta ” Tarda Estate ” (Terra ) corrisponde ai mesi di Agosto e Settembre, quando il ciclo annuale in equilibrio fra la fase Yang dell’anno, cioe’ quella della crescita e dell’attivita’, e la fase Yin, cioe’ quella del declino e del riposo, fa una pausa.
I 5 Elementi ( a volte chiamati le 5 Fasi) vengono spesso rappresentati come nell’immagine accanto per mostrare la natura delle loro relazioni reciproche.
Ogni elemento generato da un altro, a sua volta genera quello successivo, proprio come la Primavera arriva dopo il periodo di riposo invernale, e con l’esplosione della sua forza generatrice annuncia l’Estate. http://guide.supereva.it/energia_del_respiro/interventi/2008/04/328782.shtml


Siamo nel periodo di esplosione della forza generatrice, quindi liberate il vostro potenziale creativo, dipingete , fate progetti, pensate a cambiamenti di vita...

I cinque elementi

Dall'antica cultura cinese tutto ciò che esiste, che è sensibile e percepibile con i cinque sensi si ritiene possa essere ricondotto a Cinque Elementi.
Essi sono: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua e nascono dall'interazione di Yin e Yang.

Le loro caratteristiche sono di essere associati con il ciclo delle stagioni, lo spazio, i sensi, i colori e gli stati d'animo.
Legno: è il simbolo della prorompente energia della primavera in cui tutto cresce, che ha grande vigore e si espande in tutte le direzioni.
Fuoco: è la massima energia del ciclo, dove tutto è al suo massimo. Da questo punto inizia il declino.
Terra: è il punto centrale delle cinque energie; si muove in direzione orizzontale e influenza la transizione da una all'altra.
Metallo: è la forza più concentrata in quanto è prodotta dal movimento verso l'interno; ha le caratteristiche di addensarsi e coagularsi.
Acqua: è un'energia che tende verso il basso, verso un punto di massima quiete e concentrazione per predisporre la ripresa, la nuova partenza.
Dalla relazione dei Cinque Elementi nell'equilibrio cosmico e terrestre nasce tutto ciò che esiste: in un concatenamento costruttivo, ma anche in una successione distruttiva.Dal disegno si evince che il concatenamento a stella è distruttivo mentre quello a cerchio è costruttivo.Un Qi positivo si ottiene dall'incontro dei Cinque Elementi nella successione positiva.Inoltre gli Elementi sono in rapporto con ogni organo e percezione sensoriale dell'uomo.Dal rapporto organi-elementi e dalle valutazioni sulla persona un Maestro Feng Shui è in grado di stabilire cosa è meglio per lei nella sua casa e negli ambienti dove rimane più a lungo.
Tomaso Scotti

Oltre il tempo e le culture


Il guerriero

non è taoista,

buddista,

confuciano,

cristiano,

induista

o può essere tutte queste cose.

Il guerriero segue il principio del corso naturale delle cose,

quei principi universali che si trovano

in ogni cultura

e in ogni tempo.

venerdì 8 maggio 2009

I post dei guerrieri: essere guerrieri è anche questo

Rubato al Biondo:
Sacrificarsi per il guerriero è mettere in gioco se stesso ogni giorno, fin dentro le radici più profonde del proprio essere. Insegnare ai bambini con il proprio esempio, dedicare il tempo a chi ha domande da porre, ascoltarsi ed ascoltare il prossimo.. come diceva uno dei più grandi guerrieri della storia dell'umanità:"Ama il prossimo tuo come te stesso", ama te stesso e rispettati, così sarai in grado di amare ciò che è intorno a te, sia esso essere umano, animale, pianta...

giovedì 7 maggio 2009

La Via in 5 anelli



Testo suggerto da Suppaman:


Il libro dei cinque anelli e' composto da cinque libri, il libro della terra, dell'acqua, del fuoco, dell'aria e l'ultimo, il piu' breve, ma anche piu' significativo, del vuoto.


....tutti e cinque libri parlano in sostanza della via di Haiho, l'arte, la via del guerriero. Un praticante di tale via era un esperto di armi e tecniche di combattimento, ma la sua vera forza, non era nella spada e nella destrezza manuale con cui sapeva maneggiarla, ma nella fermezza interiore e nel distacco.


Un samurai era tale solo agli occhi altrui, non ai suoi, non ne aveva, era gia' morto. Per un samurai non c'era un domani, non c'era un ieri, non c'era nemmeno il presente, c'era solo il qui e ora, era il qui e ora, era il Ku. Il Ku era tutta la sua vita, tutta la sua esistenza, tutti i suoi ieri, oggi, domani.
"Un colpo, una vita" una massima tratta dal celeberrimo libro "Lo zen ed il tiro con l'arco". Un colpo, una vita; tutta la vita, tutta l'esistenza in un solo colpo, qui e ora. Questo era il senso, il significato, non c'e' il combattente, non c'e' il combattuto, non c'e' il combattimento, c'e' solo il qui e ora, un colpo, un colpo solo che e' tutta la vita, tutta l'esistenza del combattente, del combattuto, del combattimento.

Non provava avversione ne' timore per l'avversario, cosi' come non provava attaccamento per la sua o altrui vita. Un samurai non aveva una vita, perche' non c'era nessuno a possederla. Il samurai agli occhi altrui era il peggior nemico che si potesse incontrare, non aveva niente da perdere, a cominciare dalla cosa piu' preziosa, la sua stessa vita.

La via di Heido era una via del distacco, una via di centratura interiore, una via del qui e ora, una via quindi realizzativa. Non a caso Zen e samurai vissero profonde correlazioni.

La spada, le tecniche, i combattimenti, divenivano solo aspetto esteriore, manifesto, fenomenico, di una fermezza, di una costante, di un distacco che era tutto interiore.


...






Cambiare orientamento per avere un nuovo sguardo sulle cose

Fra tutti i movimenti proposti dallo yoga, la rotazione/torsione è uno dei più caratteristici. Quasi del tutto assente nello sport, nello yoga è presente in molti asana.

Cambia orientamento
Simbolicamente è l’espressione di un cambiamento di orientamento, di un “volgersi” verso qualcosa o qualcuno che prima non era visibile. Letteralmente una rotazione è il movimento di un corpo che gira intorno all’asse passante per il baricentro, una torsione è la deformazione di un corpo solido attorno a un asse, nella quale le fibre, inizialmente parallele, diventano elicoidali. In molti asana ritroviamo entrambi questi aspetti. Limitandoci alla colonna vertebrale, abbiamo rotazione nel movimento di ogni vertebra rispetto a quelle adiacenti, e torsione di tutte le strutture muscolari e legamentarie interessate. È chiamata appunto torso la parte del tronco, dalla vita al collo, dove si realizza il movimento.

Come un panno strizzato
Per capire meglio l’utilità e gli effetti delle posizioni di rotazione/torsione, possiamo analizzare cosa accade nella colonna vertebrale. Da un punto di vista analitico, il movimento di una vertebra rispetto all’altra è una rotazione attorno a un asse. Se consideriamo come è costituito un disco intervertebrale (la struttura che unisce ogni vertebra a quella adiacente) possiamo osservare che attorno al nucleo polposo, la parte centrale gelatinosa, abbiamo una successione di strati fibrosi concentrici. In caso di rotazione, data la scarsa elasticità delle fibre, si produce una leggera compressione del disco (avvicinamento delle vertebre), con la conseguente decompressione nel momento di ritorno alla posizione di partenza. Il movimento è simile a quello che si effettua torcendo un panno per strizzarlo: le due estremità tendono ad avvicinarsi. Il disco vertebrale, non essendo vascolarizzato, si nutre per imbibizione (assorbimento): come una spugna che si imbeve di liquidi e sostanze nutritive quando si dilata ed espelle liquidi e sostanze da eliminare quando è compresso. Una mobilizzazione può quindi essere molto salutare, a condizione che si realizzi senza carico eccessivo e nel rispetto della mobilità naturale dell’articolazione.

Azione interna
Si può inoltre ipotizzare un’azione simile sui visceri, principalmente quelli contenuti nella cavità addominale: in caso di torsione del tronco, la pressione interna aumenta (il giro-vita si riduce). Non a caso i testi tradizionali dello Hatha Yoga parlano di azione sul “fuoco gastrico”, nella descrizione di alcune posizioni classiche di torsione come Marichyasana e soprattutto Matsyendrasana. In questi due esempi, l’azione di compressione viscerale è accentuata dalla pressione che la coscia esercita appoggiandosi sulla parete addominale. La colonna vertebrale in una posizione di rotazione è molto particolare: somiglia a una scala a chiocciola molto allungata.
Possiamo facilmente rendercene conto passando la punta di un dito lungo la colonna vertebrale di una persona che realizza la posizione. Questo produce una liberazione delle costole dal lato opposto alla rotazione (quello che viene portato in avanti in una torsione seduta) e una parziale deformazione elastica del diaframma, sicuramente interessanti per un’azione di rieducazione respiratoria. A partire dalle considerazioni precedenti possiamo trarre tre importanti indicazioni per eseguire le torsioni:
1. Mantenere tutto il tempo un’azione di autoallungamento della colonna vertebrale: eviteremo così un’eccessiva compressione dei dischi intervertebrali e si ridurrà la deformazione scoliotica della colonna.
2. Mantenere l’asse di rotazione rettilineo (la sommità del cranio allineata con il perineo).
3. Prestare particolare attenzione al respiro.

Liberi di scegliere
Nel corpo si cristallizzano, sotto forma di rigidità, resistenze o blocchi, le esperienze vissute, soprattutto quelle dotate di forte impatto emotivo, producendo costrizioni e condizionamenti che progressivamente limitano la libertà di movimento, fisico ma anche psichico. La mancanza di rotazione corrisponde a una perdita della libertà di decisione, a un imprigionamento nei condizionamenti e nelle abitudini del passato. Possiamo praticare quindi le posizioni di rotazione/torsione con lo stato d’animo di ridare la libertà necessaria alla nostra colonna vertebrale e, soprattutto, di riappropriarci del nostro “libero arbitrio”.
Fonte:

martedì 5 maggio 2009

: )


ALE
TI
AMO
HAI FATTO DELLA MIA VITA
UNA FAVOLA

martedì 28 aprile 2009

Yoga e Tai Ji


Rispondo a Cesare: Luisa è una fotografa straordinaria, anche io adoro la fotografia e pian piano sto imparando. Per quanto riguarda il Tai Ji pagherei per allenarmi con la tua saggia insegnante cinese. E' vero quando cominci a praticare Yoga non riesci più a disgiungerlo dalle Arti Marziali; io la vera passione ce l'ho per le Arti Marziali e per la filosofia taoista ma comprendo che lo Yoga è un sistema completo e fondamentale per la salute del corpo. Con lo Yoga stai nel momento presente, non fai il movimento....è come se fossi il movimento stesso... unisci questo al Tai Ji e....a questo punto le parole non possono spiegare ciò che non è spiegabile ma solo sperimentabile.

25 Aprile


Oggi ho sentito in tv una frase che faceva più o meno così: "gli italiani non saranno liberi finchè la scuola non sarà libera".......io la penso esattamente così. L'ignoranza è la forma più terribile di mancanza di libertà. Il 25 aprile è un giorno in cui si festeggia la libertà, e quest'anno, la giornata mondiale del Tai Ji, mi faceva riflettere questa coincidenza e pensavo: che se ogni uomo praticasse tai chi, tutto sarebbe armonico, seguirebbe il corso naturale delle cose.....forse ci sarebbe libertà? Che ne pensate?

domenica 26 aprile 2009

Occhi che si incontrano

I guerrieri sono esseri speciali,
se hai la fortuna di incontrarne uno durante il tuo cammino
potrebbe stravolgerti la vita:
a me è accaduto!

lunedì 20 aprile 2009

Pace


Sto bene,

sono un guerriero che sta bene,

senza più lotte, senza affanni.

Il guerriero è anche quello che sa godere della pace,

che si rilassa, che non si stressa.

Due parole:

Wu Wei

giovedì 16 aprile 2009

Quando ti amo non basta più...più


mercoledì 1 aprile 2009

La potenza delle cose semplici


Sono stata abituata a faticare tantissimo nelle mie pratiche marziali ed oggi che mi trovo a praticare chen mi sorprendo della totale assenza di fatica (almeno per ora è così)...mi sorprende come una cosa così lenta, nasconde un'essenza potentissima, cosa che scorgi appena cominci a capire un pò i principi del tai chi. Assenza di fatica non significa facile: ci sono cose che non so davvero come fare, come stare totalmente rilassata, lascire che il mio busto non contrasti la forza di gravità ma senza che le gambe si affatichino per sostenere il peso del busto, come far partire il movimento da un piede e poi come una spirale che attraversa tutto il corpo fare uscire la forza (espellerla fuori senza bloccarla) dalle mani....la sensazione è quella di avere davanti una montagna insormontabile...ma un passo dopo l'altro...

mercoledì 18 marzo 2009

Chen

"Ci sono mille tecniche, ma un unico principio"


Ishin da ieri torna a praticare Kung-fu, la sua vera passione. Ho cominciato per caso con l'Aikido, per passare al Wing-Chun e adesso il Taiji Quan stile Chen. Mi sento rinata, le sensazioni che ho provato ieri in palestra sono meravigliose, vedere come il Maestro usa la forza mi ha emozionato in maniera inaspettata. La sensazione mentre praticavo di serenità e vuoto mentale.
QUINDI DA OGGI CARI GUERRIERI AVRO' DA RACCONTARVI...


giovedì 12 marzo 2009

Quasi quasi ci siamo.....


mercoledì 11 marzo 2009

Bachi da seta


Chan Ssu Jin


Si tratta di un modo particolare di utilizzare la forza, con movimenti a spirale eseguiti in senso orario o antiorario.

Per definire questa forza, i maestri della scuola Chen usano l'espressione

'Forza avvolta come un filo di seta',

per il suo somigliare a un filo di seta che si dipana dal bozzolo disegnando spirali che si muovono nello spazio.

sabato 28 febbraio 2009

Wang Xiang Zhai

Muovendoti secondo le onde dell'energia, sei un drago.
Inspirando ed espirando naturalmente quieto entri nella legge di ogni moto.
Pratica in armonia con l'ora e la stagione e la tua propria abiltà, la tua propria, verrà in piena luce.
Mentre muovendoti avrai il balzo della tigre, quieto in te riposerà il drago.

venerdì 27 febbraio 2009

Tutta la vita in un film

Wing Chun

Quando arriva la primavera?

mercoledì 25 febbraio 2009

Chen

Complici

Ci sono relazioni in cui la complicità è imprescindibile e forse anche più forte dell'amore.

sabato 21 febbraio 2009

Seqenze celesti

Il bagua 八卦 o pakua è un simbolo i cui significati si riscontrano in vari campi della millenaria cultura cinese: dal Taoismo, alle tecniche Feng shui, alle arti marziali. Ba significa otto, gua significa trigrammi. Il significato di bagua (ba gua) è dunque otto trigrammi. È generalmente rappresentato con un Taijitu centrale, contornato da otto trigrammi dell'I Ching, allineati ciascuno ad un punto cardinale, formando un perfetto ottagono. Le linee che costituiscono i trigrammi sono distinguibili in due tipi:
Linee intere: rappresentanti la polarità positiva, Yang.
Linee spezzate: rappresentanti la polarità negativa, Yin.
I trigrammi sono costituiti ognuno da tre di queste linee, assemblate in otto diverse combinazioni. Ciascun trigramma può essere inoltre combinato con ognuno degli altri, dando origine a sessantaquattro gruppi da sei linee, i sessantaquattro esagrammi. Questi sessantaquattro esagrammi costituiscono le basi del libro cinese dell'oracolo: rappresentano infatti tutte le possibili condizioni della vita umana. Una leggenda afferma che il sistema di trigrammi ed esagrammi fu sviluppato da Zhou Gong, il consigliere e parente del primo imperatore della dinastia Zhou.
Del bagua esistono due versioni, che differiscono essenzialmente per la disposizione dei trigrammi, e quindi delle varie zone di influenza. Queste due versioni si chiamano Prima sequenza celeste e Seconda sequenza celeste.

Fonte: Wikipedia.

giovedì 19 febbraio 2009

Stabilità

Da praticante di arti marziali guardavo con scetticismo lo Yoga, nel senso che credevo non poteva darmi tutto quello che mi dava la mia grande passione, invece mi sono ricreduta. Pur non soffrendo minuti e minuti piegata sulle gambe sento le mie ganbe che diventano sempre più forti e stabili. E' una sensazione di assoluta stabilità e radicamento con l'elemento terra. Ancora una volta, tante strade per un'unica Via.
"Il radicamento psicocorporeo è innanzi tutto un assetto interiore. Uno stato di tranquillità, rilassamento, fiducia in sé stessi, ascolto di sé, accompagnato da una respirazione lenta e profonda.
Non coincide con l'inamovibilità: gli spostamenti ben eseguiti sono espressione del radicamento, tant'è che si può parlare di radicamento in movimento o radicamento dinamico.
Il praticante, in linea di principio, non dovrebbe opporre la sua forza fisica alla spinta di una forza esterna.
Gli esercizi di tenuta e resistenza alle spinte, sono semplicemente propedeutici allo sviluppo del senso di radicamento, percezioni favorite dall'esperienza a coppie. Va da sé che lavorando a coppie il grado di consapevolezza del proprio radicamento viene direttamente sperimentato sul campo.
Il Tan Tien (baricentro energetico) del praticante è in espansione e l'energia si diffonde in tutta la persona. Il praticante percepisce la propria energia e il proprio corpo come una sfera, pronta a roteare sul proprio centro mantenendo la stabilità.
Il praticante percepisce il radicamento alla terra tramite i piedi e le gambe, anch'esse in espansione modulata, vale a dire che, grazie ad una tenuta elastica, si trasformano in vere e proprie molle pronte a restituire la forza ricevuta, in un dialogo continuo e amico con la terra.
La colonna vertebrale viene allineata e posta in allungamento tramite la retroversione del bacino, ottenuta grazie al rilassamento (evitando di spingere meccanicamente il bacino in avanti), la "sospensione" della testa e il rilassamento delle spalle." (http://www.energiaeforma.it/p.php?PAG=il-radicamento-in-movimento-equilibrio-ricerca-interiore&pagina=53&ambito=corso)

I post dei guerrieri: Centrarsi

Da Suppaman:
Nella centratura tutto il contorno svanisce,
appare chiara ogni azione.

Muladhara

Cakra Muladhara (radice, Spina dorsale): e' associato alla vitalità ed è il punto dove l'energia è più intensa, quel vigore che permette di generare la vita. Sono in sintonia con questo punto l'intestino, quale parte del corpo che rappresentano l'abbandono del superfluo, le ovaie e i testicoli quali contenitori di nuova vita. Quando l'energia scorre, la persona è capace di dominare la materia e quindi anche il proprio corpo come, ad esempio, la temperatura corporea. È inoltre coraggiosa ed entusiasta della vita. Alterazioni a questo cakra determinano disfunzioni a livello intestinale, coliti che sono principalmente di origine nervosa, artriti e problemi circolatori. E' legato alla sopravvivenza, al corpo materiale, alla sessualità. E' la sede della Kundalini. COLORE: rosso. ELEMENTO: Terra. ANIMALE: elefante o toro. INCENSO: cedro. TIPO DI YOGA: Hatha yoga.






mercoledì 11 febbraio 2009

I post dei guerrieri: tante strade ma un' unica Via

La risposta di Biondo mi sembra un'ottima sintesi:
"Tante lingue, tanti suoni, tanti movimenti ma un unica Via!Ci sono un sacco di modi per esprimersi sia con la voce che col corpo ma in fondo, tante razze e colori della pelle, tante culture e credenze, ma un solo essere che noi chiamiamo Uomo e una sola ricerca, quella della verità dentro ognuno di noi!Possiamo allora partire dal cuore per conoscere la terra e il cielo, oppure dal cielo e perfino dalla terra, ma la ricerca andrà sempre verso quell'unico punto luminoso... e che tu lo chiami Yoga o lo chiami Kung Fu, o Tai ji, o Cucina, o Pittura...sempre sarà la ricerca attraverso i Principii della Via!"

martedì 10 febbraio 2009

Chiacchiere tra guerrieri: parallelismi

"Anche dove appare la dualità, la realta è non duale."


Kung-fu e yoga, taoismo e filosofia indiana....ogni volta che pratico yoga penso al Tao; lo yoga sembra seguire gli stessi principi. E voi guerrieri che ne pensate?

mercoledì 4 febbraio 2009

Non agire come l'acqua

Non avevo mai fatto caso al fatto che l'acqua segua il principio del wu wei. Ancora una volta la natura ci da un insegnamento. L'acqua come il bambù mostrano cedevolezza, l'una prende le forme, l'altro si piega,non c'è mai rigidità.
"L'acqua è identificata come un elemento umile, si piega e volge il suo scorrere seguendo il corso delle superfici, ma seppur appare insignificante perché non oppone resistenza, l’acqua è in grado di prevalere su materiali molto solidi. Essa si trova ad essere tra il non c’è (wu) ed il c’è (you), indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo, essendo ciò che dà vita ad ogni cosa e per le sue innumerevoli caratteristiche è spesso associata al dao, in qualità di madre dei diecimila esseri. Il fatto che l’acqua venga accostata al lato femminile Yin, e prevalga su Yang esplica ancor di più il concetto del debole che vince il più forte. Il non agire è una modalità di essere, è per questo che porta alla vittoria. Esso è un qualcosa di insito. Quest’idea può essere accostata all’idea confuciana dell’efficacia dell’armonia del dao per riequilibrare e riorganizzare la vita, ma è marcatamente esplicito che nel Laozi, il non agire è inteso esclusivamente al fatto di astenersi da ogni azione di rivalsa e rivincita, interventista o aggressiva, la quale potrebbe compromettere ed interagire in modo da rallentare il corso ordinatore della potenza invisibile (de) del dao."











giovedì 22 gennaio 2009

Energia vitale che riempie l'universo

Nei suoi “Yoga Sutra”, Patanjali considera il pranayama come uno degli otto stadi essenziali dello yoga. In sanscrito prana non significa soltanto “respirare”, ma è anche “l’energia vitale che riempie l’universo”, mentre yama significa “limitazione” o “controllo”. Gli yogi usano il respiro per catturare, canalizzare e immagazzinare l’energia vitale dell’universo che sarà usata, poi, per facilitare l’autoevoluzione.

mercoledì 21 gennaio 2009

La mia Via


Dopo essermi svegliata da un brutto sogno...riprendo la Via.

Pazza saggezza

Osservate con quanta previdenza la natura,
madre del genere umano,
ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapportro con la saggezza,
la vecchiaia neppure ci sarebbe.

Lo sguardo dei guerrieri




I guerrieri hanno occhi diversi per guardare il mondo!

Luce interiore

Le persone sono come le vetrate colorate: brillano e scintillano quando fuori c'è il sole, ma al calar delle tenebre viene rivelata la loro vera bellezza solo se è accesa una luce dall'interno.

lunedì 19 gennaio 2009

Il mondo come a me piace immaginarlo


Mi pesa molto scrivere questo post, ma il mondo non è quel mondo incantato che i miei occhi vedono....e forse devo convincermi che gli esseri umani non sono così come a me piace immaginarli!

...e sono ancora convinta che non si tratti di cattiveria ma solo di mancanza di coraggio, la gente ha davvero poco coraggio, ma fra la gente ci sono i guerrieri, quelli che un passo dopo l'altro vanno in direzione dei loro sogni nel rispetto degli altri.

Sette anime

giovedì 8 gennaio 2009

Viaggiare per conoscere


I viaggi ci portano alla scoperta di nuovi mondi.
E a volte anche in un luogo lontano riesci a sentire un senso di familiarità....in un'atmosfera di estraneità riesci a trovare qualcosa che senti ti appartiene.

giovedì 1 gennaio 2009

1 gennaio 2009

"... - Forse qui vivevano i nostri antenati, molto tempo fa, - disse osservando un grande ritratto.
- Possiamo ripulire tutto e farci la nostra casa, naturalmente sarà un segreto e ci verremo a giocare..."

Ti amo ALESSIO

giovedì 25 dicembre 2008

Un Natale magico...


lunedì 15 dicembre 2008

Mondi incantati

" Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei
sentito bene,
dove le persone sarebbero state gentili,
dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere.
Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. "

[Robert Doisneau]

mercoledì 10 dicembre 2008

Il signor Meraviglioso




Grazie
per avermi dato la prova che la vita è il sogno stesso!

domenica 30 novembre 2008

Per adesso il tè lo offre qualcun'altro

Ci sono occhi che non puoi non voler vedere nel profondo, in cui è impossibile non volersi perdere e in realtà non c'entra nemmeno il volere...ci sono paesaggi che ti catturano così come sorrisi..e sei costretta a fermarti a rallentare il passo, a insipiarare e farlo ancora.. e ancora e ancora di nuovo... fino ad inebriarti del profumo di quel luogo per non perderne nemmeno un soffio, nemmeno un colore nemmeno un suono..io questo lo chiamo Amore...

mercoledì 26 novembre 2008

Voglio

Guerrieri o viaggiatori?

Siamo di nuovo in guerra...o ci si arrende o si prosegue, le energie ormai sono agli sgoccioli ma il guerriero va sempre avanti e non si fa domande perchè sa che le risposte arriveranno un giorno e tutto ciò che di incomprensibile e assurdo gli è accaduto avrà un significato chiaro per lui. Spada al fianco, il guerriero riparte dopo un lungo sonno.
La sappiamo a memoria questa solfa..ma mi chiedo quanto sono più essere umano e quanto guerriero, quanto realmente in un essere umano ci sia sempre questa forza di rialzarsi e tenere duro. Mi sento quasi incastrata nella Via, non puoi tornare indietro, ma ti chiedi che senso abbia tutto questo continuo combattere, tutte le illusioni sulle capacità del guerriero di non avere attaccamenti, di andare oltre le emozioni, oltre la rabbia, e poi ti ritrovi sempre solo a leccarti le ferite e con la rabbia che ti brucia dentro. Forse non siamo guerrieri, ma semplicemente fra noi ci sono viaggiatori o anime che conservano ancora la capacità di stupirsi, di sentire la magia di quello che ci circonda.

Quello che sognano i guerrieri

Dall'apprendista viaggiatore:
Non so cosa intedesse il maestro con "..la Via del Guerriero non può essere percorsa se non da soli.." ma so che il calore di una mano che stringe al tua, fosse pure in un sogno, è come un sorso di vino caldo che ti aspetta alla sera davanti ad un fuoco acceso con amore, dopo ore di cammino faticoso.

mercoledì 19 novembre 2008

I momenti dei guerrieri

Dall'apprendista viaggiatore:
La realtà non sempre è così bella come la si vorrebbe,
ma certamente è così appassionante com'è!
La realtà è qui ed ora...
e che stupido che sono stato a pensare dovesse essere qualcosa di diverso...
Adesso sorrido...

lunedì 17 novembre 2008

Dopo un tè allo Zen uno al Tao

Avanzini, F., Confucianesimo e taoismo, Queriniana, Brescia 2000.
Cleary, T., L'essenza del tao, Mondadori, Milano 1999.
Daniele, F., Le tre vie del tao, Luni, Milano 2005.
Kirkland, R., Il taoismo. Una tradizione ininterrotta, Astrolabio Ubaldini, Roma 2006.
Lao Tzu, La regola celeste, Giunti Demetra, Milano 2007.
Lao Tzu, Tao Te Ching, Luni, Milano 2006.
Lao Tzu, Il libro della saggezza, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2004.
Lao Tzu; Lieh Tzu; Chuang Tzu, Le opere dei padri del taoismo, Oscar Mondadori, Milano 2001.
Moeller, H.G., La filosofia del Daodejing, Einaudi, Torino 2007.
Robinet, I., Storia del taoismo. Dalle origini al XIV secolo, Astrolabio Ubaldini, Roma 1993.
Tucci, G., Apologia del taoismo, Luni, Milano 2006.
Wong, E., Breviario del tao, Astrolabio Ubaldini, Roma 2002.

mercoledì 12 novembre 2008

Tai Chi stile Chen

Il Taijiquan stile Chen (chen shi taijiquan) è considerato lo stile più antico di quest'arte marziale. La sua origine mitologica è, in generale, più diffusa (ed affascinante) di quella storica. Si narra infatti che il taijiquan sia stato creato dall'immortale taoista Zhang Sanfeng, dopo che aveva osservato la lotta tra una gru ed un serpente: i movimenti sinuosi e circolari di quest'ultimo avrebbero fornito l'ispirazione per codificare le movenze del taijiquan. Benché le origini storiche del taijiquan possano affondare nella filosofia del Buddismo (data la vicinanza geografica e stilistica con il tempio di Shaolin), con il tempo quest'arte ha attinto moltissimi aspetti dal Taoismo. Il nome stesso, taijiquan, richiama il concetto di un principio supremo (taiji) che può essere identificato con il Dao.Un simbolo chiave di quest'arte marziale è infatti il taijitu, famoso diagramma rappresentante un cerchio suddiviso in due forme, simili a pesci, una bianca e l'altra nera. Tali figure simboleggiano lo Yin e lo Yang, le due polarità opposte complementari della cosmogonia taoista. Così tutti i movimenti del taijiquan seguono l'alternarsi degli opposti, e questo modo di agire costituisce anche la base del sistema marziale: non bisogna contrastare il "pieno" di un attacco, ma occorre cedere, utilizzando la forza dell'avversario a nostro vantaggio.Il taijiquan attinge anche dalla sapienza della medicina tradizionale cinese, utilizzando i concetti di "energia vitale" (qi) e di "meridiani". Gli strumenti tradizionali per apprendere il taijiquan stile Chen sono essenzialmente tre: gli esercizi di base, le forme (taolu) e la spinta con le mani (tuishou).Le prime sono sequenze prestabilite di movimenti, con le quali il corpo si abitua a muoversi secondo i canoni di quest'arte marziale, oltre che a rafforzarsi. Si ricordano a riguardo i cinque "chansi jin". Le seconde racchiudono i principi generali in una sequenza ordinata di azioni circolari che consentono all'allievo di prendere confidenza con il proprio corpo, la propria energia e il proprio equilibrio. Per questo l'apprendimento delle forme richiede molti anni di studio ed esercizio. Nello stile Chen si ricordano le due forme principali: Lao Jia (Antica Intelaitura) Yu Lu (primo livello) ed Lao Jia Er Lu(secondo livello). La spinta con le mani è un insieme di esercizi nati come sistema didattico propedeutico al combattimento vero e proprio. L'esecuzione di tali esercizi sviluppa molte qualità, prime fra tutte la morbidezza e la capacità di "cedere", cioè di utilizzare la forsa dell'avversario a nostro vantaggio e senza opporre resistenza. I principi alla base di questa pratica sono: espandere, tirare, soffocare, schiacciare. Come in molte arti marziali cinesi, anche nel taijiquan esistono anche forme con armi. Le armi tradizionali che vengono principalmente utilizzate sono la sciabola, la spada, l'alabarda o guandao, la lancia.


Meditazione è la scoperta che la meta dell'esistenza è sempre raggiunta nell'istante presente.
(Alan Watts)

martedì 11 novembre 2008

Tè offerto da nubi e acqua

Questa è una bibliografia dei testi in lingua italiana dedicati allo zen.

Aitken Robert, La pratica della perfezione. La paramita da una prospettiva zen, Astrolabio Ubaldini
Anderson Reb, Meditazione zen: la via del Bodhisattva, La Parola
Aoyama S., La voce del fiume. Parabole e aforismi di saggezza zen, San Paolo
Arena L.V. (cur.), Diario zen, Rizzoli
Arena L.V. (cur.), Il libro della tranquillità – Cento koan del buddhismo Ch’an, Mondadori
Arena L.V. (cur.), La barriera senza porta, Mondadori
Arena L.V. (cur.), Shobogenzo. I discorsi del maestro Dogen, Mondadori
Arena Leonardo Vittorio, Storia del buddhismo Ch'an. Lo zen cinese, Mondadori
Associazione Italiana Zen Soto (cur.), Guida allo zen, De Vecchi
Bayda Ezra, Essere zen. Portare la meditazione nella vita, Astrolabio Ubaldini
Bayda Ezra, Star bene in acque torbide. Una guida per trovare la pace nel caos quotidiano, Astrolabio Ubaldini
Bigliani G., Pittura zen. Lo zen e la via del pennello in ottanta capolavori dei maestri giapponesi e in venti dipinti ch’an, Nuovi Equilibri
Blofeld J. (cur.), L'insegnamento zen di Hui Hai sull'illuminazione improvvisa, Astrolabio Ubaldini
Blofeld J. (cur.), La dottrina Zen di Huang Po sulla trasmissione della mente, Astrolabio Ubaldini
Brosse J., I maestri zen, Borla
Brosse J., Satori, Studio Tesi
Brosse Jacques, Zen e Occidente, Pisani
Carmesini M., Il Buddismo Zen presentato all’Occidente da D. T. Suzuki. Euristica missiologica del dialogo interreligioso, Urbania University Press
Chadwick David, Cetriolo storto. La vita e l'insegnamento zen di Shunryu Suzuki-roshi, Astrolabio Ubaldini
Chiales Federico; Viretti Marco, Fai di te stesso il cammino. Le dieci immagini del toro zen, Psiche
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. I, Astrolabio
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. II, Astrolabio
Cleary J. C. – Cleary T. (curr.), La raccolta della roccia blu. Cento casi dello Zen modello di tutti i koan, vol. III, Astrolabio
Cleary T. (cur.), Coltivare la mente. Un corso base di meditazione chan, Astrolabio
Cleary Thomas (cur.), Kensho. Il cuore dello zen, Mediterranee
Cleary Thomas (cur.), L'istante Zen. Insegnamenti del Maestro Foyan, Mondadori
Cleary Thomas (cur.), Wumenguan. I precetti segreti dei koan zen, Mondadori
Cleary Thomas, Centoquattro scherzi zen, Mondadori
Cook Francis Dojun, Come allevare un bue. La pratica dello zen com'è insegnata nello Shobogenzo del maestro Dogen, Astrolabio Ubaldini
Daishi, Il canto dell’immediato satori. Poema zen, Mondadori
Del Monte A. P. (cur.), Aforismi ch’an e zen, SEAR
Deshimaru T., Il sutra della grande saggezza, SE
Deshimaru T., La pratica della concentrazione, Astrolabio
Deshimaru T., La voce della valle. L’insegnamento di un maestro zen, Astrolabio
Deshimaru Taïsen, Autobiografia di un monaco zen, SE
Deshimaru Taïsen, Domande a un maestro zen, Astrolabio Ubaldini
Deshimaru Taïsen, Il vero zen, SE
Deshimaru Taïsen, La tazza e il bastone. Storie Zen, SE
Deshimaru Taïsen, L'anello della via. Parole di un monaco zen, Magnanelli
Deshimaru Taïsen, Lo zen passo per passo. La pratica dello zen. Testi sacri dello zen, Astrolabio Ubaldini
Deshimaru Taïsen, Zen e arti marziali, Il Cerchio
Dogen, Il cammino religioso (Bendowa), Marietti
Dogen Zenji, Breviario di soto zen, Astrolabio Ubaldini
Dogen Zenji, Shobogenzo. L'occhio e il tesoro della vera legge, Pisani
Dogen Zenji; Uchiyama Roshi Kosho, Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero come ottenere l'illuminazione in cucina, Astrolabio Ubaldini
Dürckheim Karlfried, Hara. Centro vitale dell'uomo secondo lo zen, Mediterranee
Dürckheim Karlfried, Lo zen e noi, Mediterranee
Enomiya Lassalle Hugo, Zen. Via verso la luce, Appunti di Viaggio
Forkas M. (cur.), L’occhio zen, Newton & Compton
Fromm Erich, Psicoanalisi e buddhismo zen, Mondadori
Fuller S. R. (cur.), La raccolta di Lin-chi, Astrolabio
Glassman Bernie, Cerchio infinito - La via buddhista all'illuminazione, Mondadori
Glassman Bernie, Testimoniare. Lezioni di un maestro zen per costruire la pace, Astrolabio Ubaldini
Guareschi T. F., Il pensiero religioso di Taisen Deshimaru Roshi, maestro zen del XXI secolo, Il Cerchio
Hakuin Ekaku Zenji, Veleno per il cuore. Commento zen al Sutra del cuore, Astrolabio Ubaldini
Hakuin Ekaku Zenji, Yasenkanna. Trattato zen sulla salute, SE
Harding Douglas E., La via senza testa. Lo zen e la riscoperta dell'ovvio, Astrolabio Ubaldini
Herrigel Eugen, La via dello zen, Mediterranee
Herrigel Eugen, Lo zen e il tiro con l'arco, Adelphi
Herrigel Gusty, Lo zen e l'arte di disporre i fiori, SE
Hirai T., Meditazione zen come terapia, Red Edizioni
Hirai T., Curarsi con la meditazione zen, Red Edizioni
Hisamatsu H. S., Una religione senza Dio. Satori e ateismo, Il Nuovo Melangolo
Hisamatsu Hoseki Schinichi, La pienezza del nulla. Sull'essenza del buddismo zen, Il Nuovo Melangolo
Hoffmann Yoel (cur.), Zen radicale. I detti del maestro Joshu, Astrolabio Ubaldini
Hoover Thomas, La cultura Zen, Mondadori
Huber Cheri, In te non c'è nulla di sbagliato, Mondadori
Huber Cheri, Non avere paura, Mondadori
Huber Cheri, Il dono della depressione, Mondadori
Humphreys C. (cur.), Il sutra di Hui Neng. La scrittura fondamentale del buddhismo zen, Astrolabio Ubaldini
Humphreys C., Lo zen, Astrolabio
Humphreys Christmas, Una via occidentale allo zen, Astrolabio Ubaldini
Iarocci I. (cur.)., Cento haiku, Longanesi
Ikemoto T. – Stryk L. (curr.), Poesie zen, Newton & Compton
Izutsu T., La filosofia del buddismo zen, Astrolabio
Jiso Forzani Giuseppe, Eihei Doghen. Il profeta dello zen,, EDB
Joko Beck Charlotte, Niente di speciale. Vivere lo zen, Astrolabio Ubaldini
Joko Beck Charlotte, Zen quotidiano. Amore e lavoro, Astrolabio Ubaldini
Kapleau P., La nascita dello zen in Occidente, Astrolabio
Kapleau Philip, I tre pilastri dello zen. Insegnamento, pratica e illuminazione, Astrolabio Ubaldini
Katagiri Dainin, Devi dire qualcosa. Manifestare l'intuizione zen, Astrolabio Ubaldini
Katagiri Dainin, Ritorno al silenzio. La pratica dello zen nella vita quotidiana, Astrolabio Ubaldini
Keizan, Lo zen nell'arte dell'illuminazione. La trasmissione della luce, Astrolabio Ubaldini
Kengaku Pinciara R. e Uggé M. G. (curr.), Gemme di saggezza zen, Magnanelli
King Winston L., Lo zen e la via della spada. La formazione psicologica del samurai, Astrolabio Ubaldini
Kokushi Muso, Buddismo e zen. I valori fondamentali della vita nelle riflessioni di un grande maestro giapponese, Armenia
Lagazzi P. (a cura di), La saggezza dei maestri Zen nell'opera di Sengai, Corbaccio
Lamparelli Claudio (cur.), Il libro delle 399 meditazioni zen, Mondadori
Leggett Trevor, Il vecchio maestro Zen. Idee per un risveglio consapevole, Luni
Leggett Trevor, Lo zen dei samurai. I koan dei guerrieri, Astrolabio Ubaldini
Lu K'uan yû, Ch'an e zen, Mediterranee
Luk Charles (cur.), Vimalakirti Nirdesa Sutra, Astrolabio Ubaldini
Luk Charles (Lu K'uan Yu), Buddhismo pratico, Mediterranee
Luk Charles (Lu K'uan Yu), La trasmissione della mente separata dalla dottrina, Ubaldini
Maezumi Taizan; Glassman Bernie, Corpo, respiro e mente nella pratica zen, Astrolabio Ubaldini
Maggio Luigi (cur.), Alla ricerca del toro - Un antico testo illustrato della tradizione buddista, Il Melangolo
Marassi Y. Mauricio, La via maestra. La trasmissione di una tradizione autentica nel paradigma del buddismo zen, Marietti
Marassi Y. Mauricio, Piccola guida al buddismo zen nelle terre del tramonto, Marietti
Marassi Y. Mauricio; Forzani Jisò, E se un dio non ci venisse a salvare? Il buddismo zen in sei conversazioni, Marietti
Merton Thomas, Lo zen e gli uccelli rapaci, Garzanti
Merton Thomas, Mistici e maestri zen, Garzanti
Merzel Genpo Dennis Se l'occhio non dorme. Centrare il cuore dello zen, Astrolabio Ubaldini
Moon Susan Ichi Su, La vita e le lettere di Tofu Roshi, Ubaldini
Morinaga Roshi Soko, Indicazioni per l'intuizione. Vita di un monaco Zen, Magnanelli
Mumon, La porta senza porta, Adelphi
Mumonkan. La porta senza porta. Testo originale e commento del maestro Zenkei Shibayama, Astrolabio
Myodo Satomi, Lo specchio d'argilla. Vita di una monaca zen, Xenia
Nhat Hanh Thich, Introduzione allo zen, Sonzogno
Nhat Hanh Thich, Una chiave per lo zen, Ubaldini
Nishitani Keiji, La relazione io-tu nel buddhismo zen e altri saggi, L'Epos
O'Halloran Maura, Cuore puro, mente illuminata. Diario di una monaca zen, Il Punto d'Incontro
Pasqualotto Giangiorgio, Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d'Oriente, Marsilio
Pine Red (cur.), L'insegnamento zen di Bodhidharma, Astrolabio Ubaldini
Ponzetta Fabrizio, Storia e storie di un'eresia chiamata zen, Jubal
Rech Roland, Monaco zen in Occidente. Colloqui con Romana e Bruno Solt, Magnanelli
Rech Roland, Noi siamo dei Buddha, Mondadori
Rech Roland, Zen, il risveglio del quotidiano, Le Lettere
Reps Paul; Senzaki Nyogen (curr.), Centouno storie zen, Adelphi
Richie Donald (cur.), La natura dei pesci e altri racconti Zen, Boroli Editore
Rizzetto Diane E., Svegliati a ciò che fai! Una pratica zen per incontrare ogni situazione con intelligenza e compassione, Astrolabio Ubaldini
Ryokan Daigu, Poesie di Ryokan. Monaco dello zen, La Vita Felice
Schiller David (cur.), Piccolo breviario zen, Fabbri
Schloegl Irmgard, Lo zen: via di trasformazione, Magnanelli
Schuhmacher Stephan, Iniziazione allo zen, Mediterranee
Scott D. – Doubleday T., Lo zen, Xenia
Sekida Katsuki, La pratica dello zen. Metodi e filosofia, Ubaldini
Senzaki Nyogen, McCandless, R. Strout (curr.), Cento koan zen. Il flauto di ferro, Il Punto d'Incontro
Sheng-Yen (cur.), La poesia dell’illuminazione, Astrolabio
Sheng-Yen, Credere nella mente, Una guida alla pratica Ch'an, Astrolabio
Sheng-Yen, Un Sapere sottile – Introduzione al Buddhismo Ch’an, Mondadori
Shibayama Zenkei, Un fiore non parla, Mondadori
Smith J., 365 Zen: l’arte dell’Oriente nelle parole dei più grandi maestri, Sonzogno
Sôhô Takuan, La mente immutabile. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada, Luni
Sôhô Takuan, La saggezza immutabile. La via della spada secondo lo zen, Il Cerchio
Sôhô Takuan, Sogni. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada, Luni
Soko Morinaga Roshi, Da studente a maestro. Una lezione sulla mia immensa stupidità, Ubaldini
Sono F. G. P., Vita Kodo Sawaki, monaco zen, La Spiga-Meravigli
Sono Fazion G. Pietro, Lo zen di Kodo Sawaki, Ubaldini
Sono Fazion G. Pietro, Lo zen e la luna, Appunti di Viaggio
Sono Fazion G. Pietro, Viaggio nel buddhismo zen, Cittadella
Stevens John, Lo zen e la spada, Luni
Strumia Daido, Presenza Consapevole, Ed. Psiche
Surangama Sutra, Pisani
Suzuki D. T., La formazione del monaco buddista zen, Libreria Editrice Fiorentina
Suzuki Daisetz Taitaro, Discorsi sullo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Il risveglio dello zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Introduzione al buddhismo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, La dottrina zen del vuoto mentale, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Manuale di buddhismo zen, Ubaldini
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo Zen. Vol. 1: Una spiegazione chiara e precisa dello zen, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo zen. Vol. 2: La pratica del koan, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Saggi sul buddhismo zen. Vol. 3: La trasformazione del buddhismo e l'Influenza dello zen sulla cultura giapponese, Mediterranee
Suzuki Daisetz Taitaro, Vivere zen, Mediterranee
Suzuki Shunryu, Lettere dalla vacuità. Lo zen e l'arte di vivere, Mondadori
Suzuki Shunryu, Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen, Ubaldini
Suzuki Shunryu, Rami d'acqua scorrono nell'ombra. Commento zen al Sandokai, Ubaldini
Taino E., L’illuminazione nella vita quotidiana. Il koan della vita, Mediterranee
Tanahashi K. - Shneider T.D. (curr.), L’essenza dello zen, Newton & Compton
Tien-An Thich, Teoria e pratica dello Zen, Ubaldini
Timothy Freke (cur.), La saggezza zen. Perle di riflessione e pensieri ispirati dai grandi maestri zen, Edicart
Tollini Aldo (cur.), Buddha e natura di Buddha nello Shobogenzo. Testi scelti di Eihei Dogen Zenji, Ubaldini
Tollini Aldo (cur.), Pratica e illuminazione nello Shobogenzo, Ubaldini
Tsai Chih Chung, Dice lo zen, Feltrinelli
Uchiyama R. K., La realtà della vita. Zazen in pratica, EDB
Uchiyama R. K., La realtà dello zazen. Il cammino verso se stessi, Ubaldini
Uchiyama Roshi Kosho, Aprire la mano del pensiero. I fondamenti della pratica zen, Ubaldini
Ueda Shizuteru, Zen e filosofia, L'Epos
Van de Wetering Janwillem, Lo specchio vuoto. Lo zen e l'arte di essere occidentali, Neri Pozza
Verenne J., Lo zen, SugarCo
Watts Alan W., Beat Zen & altri saggi, Arcana
Watts Alan W., La via dello zen, Feltrinelli
Watts Alan W., Lo zen. Un modo di vita, lavoro e arte in Estremo Oriente, Bompiani
Watts Alan W., Parlando di zen, Astrolabio Ubaldini
Wong Kiew Kit, Il grande libro dello zen, Mondadori
Xu Yun, Nuvola Vuota, Autobiografia di una maestro Ch'an, Astrolabio


http://www.lameditazionecomevia.it/

mercoledì 22 ottobre 2008

La Via del Guerriero

Il Bushidō (giapp. 武士道, la via del guerriero) è un codice di condotta e un modo di vita, analogo al concetto europeo di Cavalleria, adottato dai guerrieri giapponesi. In esso sono raccolte le norme di disciplina, militari e morali che presero forma in Giappone durante gli shogunati di Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573), e che furono formalmente definite ed applicate nel periodo Tokugawa (1603 - 1867).
Ispirato ai principi del buddhismo e del confucianesimo adattati alla casta dei guerrieri, il Bushidō esigeva il rispetto dei valori di onestà, lealtà, giustizia, pietà, dovere e onore che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Il venir meno a questi principi causava il disonore del guerriero, che espiava commettendo il seppuku, il suicidio rituale.
Successivamente alla Restaurazione Meiji (1866), il Bushidō ebbe come punto fondante il rispetto assoluto dell'autorità dell'imperatore e divenne uno dei capisaldi del nazionalismo giapponese. Uno dei principi del Bushidō, l'assoluto disprezzo per il nemico che si arrende, fu la causa dei trattamenti brutali e denigranti a cui i giapponesi sottoposero i prigionieri nel corso della seconda guerra mondiale, mentre la ricerca della morte onorevole in battaglia, fu la molla che spinse molti kamikaze al sacrificio.
I 7 principi del Bushido

義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
仁, Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.
礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.
誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.
[fonte Wikipedia]

mercoledì 15 ottobre 2008

Lo Iaidō

Tradizionalmente legata al Kendō è la pratica dello Iaidō, la fulminea estrazione della spada per prevenire un attacco improvviso.
Il suo studio procede attraverso la pratica dei kata (forme preordinate) dove l'avversario non è fisico bensì immaginario e, in ultima istanza, non è altri che il nostro "Sé".
Per essere equilibrata, l'azione dello Iaidō-ka (praticante di Iai), deve scaturire da una precisa di­sposizione della coscienza.
Per questo motivo nello Iaidō, paralle­lamente all'apprendimento della tecnica, è richiesto un paziente lavoro interiore teso alla realizza­zione del corretto stato mentale che per­mette la simultaneità dell'atto e dell'in­tenzione (coordinazione mente - corpo).

domenica 28 settembre 2008

OLTRE


Ci sono periodi fatti di sapore d'utunno, di mondi fantastici, di mondi antichi, di mondi orientali, di suoni e costumi lontani.....ci sono periodi che sanno di sogno, ci sono periodi.....




O L T R E

La via della spada

Secondo la definizione data della Federazione Giapponese, lo scopo del Kendō è:
"disciplinare il carattere umano, attraverso l'applicazione dei valori della spada giapponese"
Questa breve, ma efficace, definizione racchiude in sé tutta la secolare evoluzione che ha portato la scherma giapponese da tecnica di combattimento (Ken-jūstū) a "Via della spada" (Ken-dō), intesa come percorso di crescita personale che utilizza come mezzo lo studio e la pratica della scherma.
Tra le discipline giapponesi, sia marziali sia civili, esiste, infatti, una distinzione tra Jūtsū, la tecnica in senso stretto, e Dō il percorso interiore che a quella particolare tecnica fa riferimento.
Questa trasformazione nel Kendō ha inizio intorno al XVII secolo ed è dovuta alla concomitanza di due cause. La prima è che dalla fine del '600 il Giappone godrà, dopo secoli di sanguinose guerre intestine, di un lungo periodo di pace che arriverà fino agli inizi del '900, l'altra fu l'introduzione delle armi da fuoco (che furono determinanti nelle ultime grandi battaglie campali del '600), che confinarono l'uso della spada alla sola classe samurai. Questi due fattori spinsero il guerriero giapponese a ricercare nello studio dell'arma che era il simbolo della sua casta, qualcosa di diverso dalla mera efficacia tecnica, elaborando, nel contempo, un codice etico.
La trasformazione da Ken-jūtsū a Ken-dō si verificò anche grazie all'influsso di molte scuole di pensiero e religiose. Oggi si tende a riconoscere una grande importanza solo all'influenza dello Zen giapponese, ma Taoismo, Confucianesimo e Shintoismo hanno tutti contribuito a questo cambiamento, facendo divenire il Kendō un valido e completo sistema educativo. Anche da un punto di vista strettamente tecnico, il Kendō ha subito nel corso dei secoli una grande evoluzione. Nel Kenjūtsū lo studio era affidato primariamente alla ripetizione di sequenze prestabilite (kumitachi, kata), utilizzando spade in acciaio non affilate o spade in legno, ma già nel XVIII secolo vennero create delle protezioni e studiata una spada costruita in bambù che permettavano di ampliare le possibilità di allena-mento a una forma di combattimento quasi realistica.Quelle protezioni e quel tipo di spada (shinai) sono giunte praticamente immutate fino a noi, rendendo la pratica del Kendō sicura e permettendo al Kendō-ka (praticante di Kendō) di concentrarsi sugli aspetti interiori della disciplina. Inizialmente riservato alla sola classe guerriera, alla fine del XIX secolo, a seguito delle grandi trasformazioni sociali verificatesi, la pratica di questa disciplina venne aperta a tutti, divenedo con il Jūdō materia obbligatoria nella scuola giapponese.Dagli anni '70, il Kendō è anche proposto come sport competitivo, mantenendo però salde le proprie origini tradizionali.

giovedì 25 settembre 2008

Mudra

Mudra in sanscrito significa chiusura, sigillo. Si tratta di posizioni delle dita, del palmo e delle mani che provocano processi vibratori energetici nell’uomo. Sono gesti delle mani le cui origini si perdono nella notte dei tempi, servono per riequilibrare importanti sistemi energetici nel corpo umano oltre che a rafforzare la chiarezza del pensiero.Da sempre le popolazioni della terra hanno utilizzato le posizioni delle dita per scopi diversi : nell'arte della lotta, nelle danze rituali e popolari, per la guarigione, per la meditazione, per l'autoguarigione. Osservando antichi quadri, disegni, sculture, sia orientali che occidentali, si può notare che molto spesso le posizioni delle dita vengono tenute in particolari posture, comuni ad entrambe le tradizioni.

sabato 20 settembre 2008

Il riposo del guerriero

A volte le guerre durano per lunghi anni; guerre fatte da innumerevoli battaglie!...le ho vinte tutte le mie battaglie, una per una, senza fermarmi mai, tenendo duro nei momenti più difficili, alzandomi dopo ogni caduta, anche quando sembrava che le gambe non avessero più la forza per sostenermi. E adesso, oggi, mi ritrovo a godere di questo momento di assoluta pace e serenità. Sento il mio cuore espandersi e assaporare ogni momento. La sensazione è quella di vivere l'ARMONIA, l'EQUILIBRIO! Vivo pienamente queste sensazioni. Ma pronta a ricominciare a lottare quando sarà il momento di tornare a combattere!

giovedì 11 settembre 2008

La voce che ricorda

11settembre

martedì 9 settembre 2008

Sotto un unico cielo

Rispondo con un post alla proposta e i commenti relativi alla stessa di Suppaman:


Ha ha ha....adesso prendete il tè pure senza di me?....vi servite da soli, tanto ormai conoscete le dispense dove tengo le foglie di tè per voi......
Ok ci sto! "Sotto un unico cielo".... "come una foresta di alberi, con le radici che affondano per ognuno di noi nel medesimo terreno, da cui possiamo attingere nutrimento ma a cui dobbiamo rendere qualcosa, con i rami tesi verso il cielo che ci da respiro e luce e che noi dobbiamo impegnarci a mantenere ben ossigenato".....cosa vi ricorda?
Proprio perchè ognuno ha il suo percorso e proprio perchè da bravi guerrieri bisogna adattarsi ai mutamenti chiudo la casa del tè e vengo a prepararlo in un altro luogo, nel nostro blog! Chiacchiere tra guerrieri all'ora del tè che nasceva come i shin den shin non so a questo punto come evolverà....vedremo..

Un giorno perfetto

venerdì 29 agosto 2008

Ancora una volta punti di vista...

martedì 26 agosto 2008

La VIA di ognuno di noi...

C'è una frase che i guerrieri conoscono molto bene e proprio perchè ultimamente rifletto sempre più sul fatto che non ci sono verità assolute ma solo punti di vista mi piacerebbe che ognuno di voi esprimesse quello che per voi significa questa frase:


"OGNUNO HA IL SUO PERCORSO"

Stavolta non per il Tibet ma per i cinesi....

Questo post che segue è un post di Scarlett (http://scarlettword.blogspot.com/ ) e la mia voglia di pubblicarlo è una chiara dimostrazione del tam tam che LA VOCE CHE SCALPITA TRA I BLOG può fare. Oggi che abbiamo la possibilità di avere un maggiore accesso all'informazione sfruttiamo questo potere e facciamo in modo che questa voce diventi un urlo che faccia aprire gli occhi di molte persone che sembrano dormire. E' importante risvegliare le nostre coscienze.



"ATTENZIONE. LE IMMAGINI QUI PUBBLICATE SONO MOLTO FORTI, MA FOTOGRAFANO UNA REALTA' CHE NESSUNO DI NOI DOVREBBE MAI DIMENTICARE.
da "La Repubblica"
Il Dalai Lama accusa la Cina"Lunedì massacrate 150 persone"PARIGI - Il Dalai Lama accusa l'esercito cinese di aver "sparato sulla folla" il 18 agosto scorso nella regione di Kham, nell'est del Tibet. Secondo il leader spirituale buddista, sarebbero stati uccisi circa 140 tibetani, cifra che "deve essere confermata". Lo ha dichiarato in un'intervista a Le Monde sul numero oggi pomeriggio in edicola. Il leader tibetano si trova a Parigi per una visita e domani dovrebbe incontrare anche membri del governo francese.(21 agosto 2008)






Sempre da "La Repubblica"Si lavora senza nessun tipo di protezione, in capannoni senza riscaldamento a contatto diretto con veleni di ogni tipo per turni di 12-15 ore al giorno
Gli schiavi delle 'Smart' cinesiViaggio nelle fabbriche lager
di VINCENZO BORGOMEO
Il viaggio fra gli schiavi cinesi che costruiscono le copie della Smart supera l'immaginazione: si lavora a temperature vicino agli zero gradi, in capannoni senza riscaldamento, senza guanti, senza mascherina, senza nessun tipo di protezione a contatto diretto con veleni di ogni tipo. I turni sono di 12-15 ore al giorno e non si fanno distinzioni fra giovani, vecchi o donne. Tutti, in ogni caso, dormono ammassati su letti a castello in fabbrica. (...)






da WikipediaLa politica del figlio unicoLa politica del figlio unico è una delle politiche di controllo delle nascite attuata dal governo cinese nell'ambito della Pianificazione Familiare per contrastare il fortissimo incremento demografico del paese. Questa riforma considerata in maniera controversa fuori dalla Cina perché la sua applicazione era spesso causa di abusi dei diritti umani, è stata rivista anche all'interno della Cina dato che nel lungo periodo si è dim ostrata negativa a livello economico e sociale.
La prima fase, introdotta in modo organico dopo pochi anni dalla morte di Mao Zedong, dal suo successore Deng Xiao Ping nel 1979 fu attuata con una legge che vietava alle donne di avere più di un figlio, pena la soppressione dei neonati "in sovrannumero". La legge fu poi modificata negli anni novanta con l'introduzione di sole sanzioni pecuniarie.
Questa legge fu considerata dai successori di Mao fondamentale dato che durante l'epoca maoista il paese aveva visto un incremento annuale di quasi 30 milioni di persone. Secondo i dati ufficiali, oggi la Cina è popolata da 1,3 miliardi di persone, ma si stima che almeno un altro mezzo miliardo di persone non siano registrate all'anagrafe.




da "troviamo i bambini"dulcis in fundo dall'Associazione onlus Troviamo i bambiniUn’altra voce si alza in favore del boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino. Filippo Facci, in una nota in prima pagina de “Il Giornale”, coglie l’occasione di attaccare le Olimpiadi riaprendo la raccapricciante questione dell’utilizzo dei feti umani per la produzione di collagene.
L’argomento è stato oggetto nel 2004 di una inchiesta-shock del quotidiano britannico “The Guardian”, in cui oltre al macabro utilizzo dei feti nell’industria cosmetica cinese (in particolare per la produzione di creme antirughe) veniva denunciata anche la pratica di estrarre collagene dalla pelle dei cadaveri dei condannati a morte.
Tale “abitudine”, che i funzionari in Cina considerano “tradizionale”, spiega l’anomalo contenimento del costo del collagene prodotto nella Repubblica “Popolare” (solo il 5% del prezzo di quello estratto in Occidente), nonché la grande quantità di organi umani a disposizione della medicina cinese e del traffico internazionale: dal grembo materno alla tomba - è proprio il caso di dirlo - il corpo dei cittadini cinesi appartiene allo Stato, che ne usufruisce come meglio crede.

Le pratiche disumane derivate dalla politica del “figlio unico” (aborto praticato fino al nono mese, infanticidio, ecc.) e l’altissimo numero di condanne a morte non fanno temere crisi nel settore dell’estetica:
feti e cadaveri provenienti dalla Cina occupano i banconi delle nostre profumerie nell’assoluta ignoranza dei consumatori.
Le autorità cinesi, dal canto loro, raccomandano “riservatezza” ma non condannano.
Ha ragione Facci a scandalizzarsi della condiscendenza italiana verso una Nazione che, macchiandosi di simili nefandezze, si permette anche ingerenze nella nostra agenda diplomatica, che minaccia ritorsioni per l’accoglienza al Dalai Lama e che, in quanto “paese in via di sviluppo”, riceve ogni anno 250.000.000 di Euro di finanziamenti in soldi pubblici.
da http://www.italiatibet.org/


CINA, TRAFFICI DI MORTE
Laogai Research Foundation - a cura di M.V Cattania e A. Brandi
Soltanto nel dicembre del 2006 il regime cinese ha riconosciuto che la quasi totalità degli organi umani venduti viene espiantata dai corpi dei prigionieri uccisi. Il traffico degli organi umani è iniziato nel 1984 con almeno 100 ospedali specializzati in questa macabra pratica. Nel 2007 sono oltre 600 gli ospedali in cui si trapiantano gli organi dei condannati a morte. L’incremento di questi ospedali e il graduale aumento del numero dei crimini puniti oggi con la pena capitale avvalorano il sospetto che in Cina si commini con facilità questa misura di pena per ottenere un maggior numero di organi da commerciare.
ALTRO CHE OLIMPIADI E FRATELLANZA INTERNAZIONALE...!"

sabato 23 agosto 2008

Per il Tibet


venerdì 22 agosto 2008

La voce che scalpita fra i blog




giovedì 21 agosto 2008

Luce sul Tibet

Il 7 Agosto scorso giorno che precedeva l'inizio dellle olimpiadi in Cina milioni di persone in 150 paesi del mondo hanno acceso una candela in segno di protesta silenziosa, civile e pacifica contro l'oppressione cinese in Tibet. Sabato prossimo 23 Agosto giorno di chiusura delle olimpiadi, alle ore 21.00 locali, in ogni paese del mondo la protesta sarà ripetuta per sottolineare che con la chiusura delle olimpiadi l'attenzione sul Tibet non cesserà. Il Tibet non sarà dimenticato.Contribuiamo tutti a questa iniziativa pacifica. La luce sul Tibet non si deve spegnere con la fine dei giochi olimpici. Il ritrovo per questa protesta è davanti alle ambasciate cinesi. Ecco dove si trovano: Chinese Embassies and Consulates Around the World. Se vicino a dove abiti non c'è un'ambasciata cinese puoi accendere una candela a casa tua davanti alla tua finestra oppure recati con una candela in un luogo pubblico con i tuoi amici.L'importante è mantenere desta l'attenzione mondiale sul Tibet. L'importante è non far spegnere il barlume di speranza che ognuno di noi ha in un mondo migliore.

martedì 19 agosto 2008

Affacciarsi a nuovi mondi: Buddismo tibetano

Foto: Michele Falzoni

domenica 17 agosto 2008

Il nostro Maestro? La Natura!

Risposta al commento del Biondo al post "Cosa mi hanno spiegato le onde del mare"

La Natura è straordinariamente perfetta e questa non è una novita!...da un pò di giorni mi rendo conto come guardiamo sempre in maniera ristretta le esperienze e come lungo la via invece ti rendi conto che le esperienze possono essere guardate da tanti punti di vista e basta cambiare il punto d'osservazione che tutto si trasforma e cominci a scoprire cose nuove, cose di cui non ti eri mai accorto prima..un altro passo verso un mondo nuovo. E sembra che Ishin ultimamente sia entrata nel mondo della Natura e ascolta le piante e le onde del mare che le spiegano cose molto importanti. Una MENTE APERTA può imparare anche senza il suono delle parole. Non sò, ma la sensazione è quella che è già così straordinario quello che ho imparato (che ho raccolto lungo la Via) che non ci possa essere nient'altro di nuovo e poi mi stupisco giorno per giorno per una nuova scoperta.

Quando l'apparenza maschera l'essenza...

Le false immagini delle Olimpiadi di Pechinodi Bernardo Cervellera


"Il falso della bambina che canta la canzone (con la voce di un’altra) alla cerimonia di inizio dei Giochi è solo una delle tante trappole di queste Olimpiadi che preferiscono l’immagine alla realtà: per coprire i disastri ecologici ed umani portati dal Partito comunista al potere. Si vuole eliminare l’individuo e il popolo e per questo si nega la libertà religiosa. Il consiglio di Benedetto XVI.
Pechino (AsiaNews) - Lin Miaoke, la bambina che ha cantato l’Ode alla madrepatria alla cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino, ha solo mimato la canzone. Chen Qigang, direttore musicale della serata ha dichiarato che la piccola Lin prestava soltanto la sua immagine. La voce veniva da un’altra bambina, Yang Peiyi, con una voce più bella, ma con una dentatura non perfetta e un volto meno accattivante. Nei blog cinesi si accusano gli organizzatori della serata di aver preferito l’immagine ai contenuti e ci si domanda come si fa a disprezzare il volto semplice di una bambina di 7 anni, che non solo canta, ma anche dipinge e ama l’opera di Pechino. Chen Qigang ha sottolineato che la scelta di immagine, più che del contenuto è avvenuta addirittura per salvare “gli interessi nazionali”.
Un’altra rivelazione – confermata dal Comitato organizzatore dei Giochi - è quella per cui nella trasmissione televisiva si sono visti fuochi d’artificio per tutta la città: essi non erano reali, ma generati dal computer. L’artificio era necessario perché la sera dell’8 agosto il cielo di Pechino era nuvoloso e nebbioso – a causa dell’inquinamento e del caldo - e la visione da lontano non chiara.
Per evitare imbarazzanti domande sull’inquinamento, anche qui – sempre per “l’interesse nazionale” – si è preferito giocare d’immagine più che di sostanza.
Tutto questo non stupisce per nulla. Tutto il carrozzone delle Olimpiadi è usato dalla Cina per questo motivo: promuovere un’immagine del Paese moderna, aperta, gioiosa, pulita, giovane forse per attrarre nuovi investimenti e turisti, cercando di far dimenticare problemi e contraddizioni che pure restano acuti nella popolazione .
L’ambiente
Per rimanere alla cerimonia di apertura, la retorica dei bambini che disegnano il sole (che si vede raramente a Pechino), o le nuvole bianche (anch’esse rare) fa a pugni con la situazione concreta della Cina attuale. Secondo un’inchiesta recente, oltre il 90% dei cinesi reputa l’emergenza ecologica il problema più grave del Paese, che crea mancanza di acqua potabile in città e campagne e la morte di almeno 400 mila persone all’anno per problemi respiratori.
In questi giorni i visitatori stranieri sono bombardati alla tivù da immagini turistiche di sogno, nel Zhejiang o nel Sichuan, con laghi tranquilli e azzurri, foreste verdi, panda giocosi, mentre la realtà è fatta di industrie che inquinano e di intere regioni terremotate a rischio infezione e di inquinamento nucleare.
La cultura
Una simile operazione di immagine avviene per la cultura. Non c’è trasmissione televisiva o giornale quotidiano che non abbia ormai rubriche sull’antica cultura cinese: calligrafia, musica, opera, riti, feste, tradizioni… Tutto però viene spiegato come delle “cose” da praticare. Si pubblicizzano riti, cibi, tradizioni senza andare a fondo dei motivi che li hanno fatti emergere. Si danno solo “istruzioni per l’uso” (oggi mangiate ravioli; oggi mangiate spaghetti; oggi mangiate quella verdura;…) senza mai avvicinarsi ai perché: perché oggi si dovrebbero praticare queste cose?
Anche la cerimonia di apertura ha glorificato i saggi confuciani, la scrittura, la stampa, la Via della seta, l’architettura del passato e poi si è lanciata verso il futuro, l’astronave, il mondo fraterno sperato, senza dire nulla del presente così doloroso per centinaia di milioni di cinesi.
Un grande assente: il Partito comunista
Alla cerimonia di inizio si è messo fra parentesi tutto il periodo comunista dell’ideologia pura: nel far scorrere i grandi momenti della storia cinese si è passati dai costumi e dalle colonne rosse del periodo Ming e Qing alle imprese spaziali di Yang Liwei, il primo astronauta cinese.
Tutto questo è dovuto anzitutto al fatto che il Partito comunista in Cina sta soffrendo la più profonda crisi ideologica dalla sua fondazione, minato com’è dalla corruzione e dal decadere del suo “servizio al popolo”. Ma è anche dovuto al fatto che l’organismo più criticato – e forse più odiato – dai cinesi è proprio il Partito. Le decine di migliaia di rivolte che avvengono ogni anno e che sempre di più giungono fino ad assalire le sedi del Partito, metterle a ferro e fuoco, scontrarsi con la polizia e l’esercito a causa di espropri, inganni, inquinamenti, licenziamenti, ingiustizie dicono quanto la gente ami il Partito. Per “migliorare l’immagine”, il Ministero della propaganda, preoccupato di questo trend, si è detto pronto a pagare 5 mao (5 centesimi di euro) ad ogni persona che nei blog su internet infili una lode al Partito. Anche nella cerimonia d’inizio, per questioni di “immagine”, si è preferito saltare a piè pari ogni riferimento a Mao – che propose il disastroso Balzo in Avanti e la sanguinaria Rivoluzione culturale - e a Deng, che ha imposto le modernizzazioni economiche senza la democrazia. E così si evita di fare un lavoro di “purificazione della memoria”: di rivedere la storia, per confessare i propri errori.
Manca l’uomo e la sua libertà
Da tutte le cerimonie olimpiche manca l’uomo e il popolo. Tutti i tedofori sono stati scelti fra personalità del Partito, del commercio, dello spettacolo e dello sport. Nessuna traccia dei milioni di lavoratori migranti che per anni sono stati sfruttati per costruire i faraonici impianti olimpici; nessuna traccia di qualche pechinese, costretto a subire i problemi delle Olimpiadi (traffico, sicurezza, difficoltà di movimento, controlli,…) senza godere di nessun vantaggio.
Al popolo viene richiesto di ubbidire: non sputare per terra; non gridare per strada; non manifestare le proprie opinioni… Non si chiede il loro coinvolgimento. La gente di Pechino soffre e subisce accanto alle Olimpiadi, ma non vi partecipa. Ne è prova i molti posti vuoti agli stadi:i biglietti sono stati dati agli sponsor che non si sono nemmeno presa la briga di distribuirli. L’importante è solo l’immagine, che il logo dello sponsor appaia alla televisione.
Coinvolgimento e partecipazione implicano un appello alla responsabilità della persona. Ma questo è ciò che il potere teme di più.
Ma anche i progetti che la Cina vorrebbe raggiungere, come ad esempio la pulizia dell’ambiente, senza esaltare la responsabilità dell’individuo e della persona, rischiano di non produrre frutti.
La libertà religiosa
Dopo le critiche dei media internazionali sulla censura operata dalla Cina su internet, rimangono oscurati ancora i siti religiosi e soprattutto quelli cattolici e della Falun Gong. Io penso che questo sia perché la religione è la strada della riscoperta dell’individuo, che invece il potere cinese cerca di eliminare. La proposta che il potere fa ai giovani è solo quella di un materialismo consumista: cose da possedere, ricchezza da sperare, potenza cinese da espandere, niente per l’anima. E si elimina la religione. Quanto il papa ha detto giorni fa - “è importante che questo grande Paese si apra al Vangelo” - non è solo una richiesta di libertà religiosa: è una necessita per la Cina, perché sia esaltata la responsabilità dell’individuo, senza di cui nessun ideale, nemmeno quello di un mercato vibrante, potrà essere mai pienamente attingibile."


sabato 16 agosto 2008

Cosa mi hanno spiegato le onde del mare...


Oggi il mare era fortissimo, impetuoso e l'unico modo per non essere travolta era seguire l'andamento delle onde, risalivo e riscendevo...e riflettevo come poche persone seguono l'onda degli eventi della vita, continuano cocciutamente a vivere come se la loro vita fosse una linea retta, non adattandosi ai mutamenti o al corso naturale degli eventi. La vita è come un'onda, uno Yin è seguito sempre da uno Yang... accogliere ogni esperienza, anabolizzarla, senza essere rigidi...

giovedì 14 agosto 2008

Buon ferragosto a tutti!


L'augurio?.....quello di cominciare a SENTIRE un pò di più la vita!

domenica 10 agosto 2008

Dove desidererei essere oggi....



Fonte: Michele Falzone

venerdì 8 agosto 2008

Mondi: L'eleganza del riccio e wu wei

Ci sono delle cose che ti nascono da dentro, degli slanci che senti che spingono da dentro a fuori. Lo stesso è stato per l'eleganza del riccio: ho subito sentito che mi sarebbe piaciuto e l'impulso ad averlo e leggerlo.


"DIARIO DEL MOVIMENTO DEL MONDO n 1

....se in questo mondo c'è qualcosa per cui vale la pena vivere, non me la devo perdere.....un movimento stranissimo, molto fluido, ma soprattutto molto concentrato, intendo concentrato su sè stesso....ma mentre i gesti degli altri andavano verso gli avversari e verso tutto lo stadio che li guardava, i gesti di questo giocatare rimanevano in lui, rimanevano concentrati su di sè, e questo gli dava una presenza, un'intensità incredibili. E così l'haka, che è un canto guerriero si caricava di una potenza straordinaria. La forza di un soldato non sta nell'energia che impiega per intimidire l'avversario inviando un mucchio di segnali, ma nella capacità di concentrare in sè la forza focalizzandosi su sè stesso. Il giocatore maori si trasformava in un albero, in una quercia enorme, indistruttibile con radici profonde, un irraggiamento potente, e tutti lo sentivano. Eppure avevamo la certezza che la grande quercia avrebbe anche potuto volare, che sarebbe stata veloce come il vento, malgrado o grazie alle sue profonde radici.......momenti compatti in cui il giocatore diventasse tutt'uno con il suo movimento, senza bisogno di frammentarsi dirigendosi VERSO......sono riuscita a individuare diversi movimenti immobili nel mondo; vale la pena a continuare a vivere per questo?" (p.29-33)

Io direi proprio di si. Il concetto di wu wei è espresso in queste pagine con una straordinaria semplicità.

La voce che scalpita fra i blog: ancora una volta l'essenza come via più difficile

E' bellissimo crogiolarsi d'avanti all'APPARENZA di un meraviglioso spettacolo, mentre l'ESSENZA è ben più scomoda da percorrere.

La voce che scalpita fra i blog: si festeggia la violenza alla libertà e siamo tutti incantati e felici d'avanti alle nostre tv


8 Agosto 2008, il giorno dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino alle ore 13,00, giusto un’ora prima dell’inizio della cerimonia ufficiale delle Olimpiadi, montagne e città di tante parti del mondo fumeranno di rosso in segno di solidarietà per il Tibet. L’iniziativa, ideata dall’artista performer vicentino Alberto Peruffo che ha già avuto un incredibile primo successo con tantissime adesioni nel giorno della presenza della fiaccola olimpica sull’Everest, si ripropone oltre che dalle cime delle montagne anche dall’alto di monumenti, campanili e architetture cittadine con l’accensione di fumogeni rossi.

La voce che scalpita fra i blog: splendide olimpiadi



Chiacchiere tra guerrieri all'ora del tè: essere intronauti

Risposta per il biondo ad un commento a suppaman (post: Opposti Unici):
assolutamente d'accordo. Io ho la piena consapevolezza che probabilmente questo viaggio non porterà a nulla ma è qui, che in questi giorni si sta svelando l'arcano, che poi è una cosa che abbiamo avuto sempre davanti ai nostri occhi, una frase che abbiamo detto e scritto ripetutamente
L'IMPORTANTE E' IL VIAGGIO E NON LA META
"Quindi lo sforzo quotidiano, fatto anche di cadute..... non sarà mai vanno dovesse anche non portare da nessuna parte perchè è dentro che stiamo esplorando.. siamo dei veri e proprio "Intronauti"(il biondo)

I ponti della fiducia...

Affidarsi agli altri è come percorrere un ponte tibetano, ci assumiamo sempre il rischio di cadere giù ma se decidessimo di non percorrerlo resteremmo fermi nel nostro viaggio e non scopriremmo mai cosa ci sarà al di là del ponte....

mercoledì 6 agosto 2008

L'inizio favorevole...

Inizia con il piccolo e il semplice per conseguire il grande e complesso.
Tutto ciò che è complesso ha inizio da ciò che è semplice.
Tutto ciò che è grande si produce da ciò che è piccolo.
Così il saggio non fa nulla di grande ma tuttavia realizza la grandezza.
(TAO TE-CHING, 63)

Essenza

Suppaman ti rispondo con un post:

Nella semplicità sta la vera essenza delle cose.

lunedì 4 agosto 2008

I post dei guerrieri: i nostri pensieri in questi giorni...

Da Suppaman
http://ombradelvento.blogspot.com/

"Ogni praticante è Maestro di se stesso prima di tutto, alcuni si ostinano ad esser guide per gli altri oppure altri, si ostinano ad voler essere guidati come se fossero totalmente non autosufficienti.
Rifletto spesso..sugli aspetti opposti di quest'unica essenza.Vivere in ogni singolo respiro significa focalizzarsi e mutare costantemente..possiamo dire di essere in grado realmente di farlo?Credo che ognuno abbia il proprio destino con le sue esperienze da fare, per questo non rispondo se non interrogato, non cerco mai di convincere (convertire) ma mostro me stesso per quello in cui credo.Ogni giorno, provo a camminare le mie parole, le mie idee, i miei pensieri..Dicono che siamo nell'era dell'omologazione.. ma non parlo di usi e costumi, parlo di pensiero..parlo di essenze.C'è ancora in questo mondo chi ha voglia di tracciare la propria strada rischiando di cadere ma restando fuori da Maya?Siamo realmente più dormienti di un tempo?Ci toccherà nuovamente oscillare come in passato in un lago di sangue?
"Tutto è utile a qualcosa, anche quello più assurdo e, anche se non sembra,Tutto si può evitare"



Non credo di rubare post nel momento in cui quello che scrivi corrisponde ai miei pensieri di questi giorni e mi corre un brivido sulla pelle a pensare come se pur così lontani sembra veramente che siamo (almeno per adesso) sulla stessa strada, dentro lo stesso viaggio..... mi sorprende leggervi e trovare nelle vostre parole i miei stessi pensieri.

"Ogni praticante è Maestro di se stesso...alcuni si ostinano ad essere guide per gli altri": ognuno ha il suo percorso e dobbiamo smetterla di assumerci la responsabilità della vita degli altri, ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi che vanno rispettati. Ognuno deve camminare con le proprie gambe, non importa quanti passi farà e dove arriverà (".... credo che ognuno abbia il proprio destino con le sue esperienze da fare"). Ognuno di noi è l'unico responsabile della propria vita. E dunque "..per questo non rispondo se non interrogato"....rispetto il pensiero e il punto di vista dell'altro..

"Ogni praticante è Maestro di se stesso..altri si ostinano a voler essere guidati come se fossero totalmente non autosufficienti": niente di più sbagliato, un vero guerriero sa sempre cosa vuole e il suo vero Maestro, la sua vera guida risiede nella sua Anima.

Mostrare la propria Essenza...questo si che mi risulta ancora difficile, forse perchè devo imparare quel delicato equilibrio tra mostrare la mia anima ma capire a chi e in che momento....(ishin)

venerdì 1 agosto 2008

La voce che scalpita fra i blog: ......

" Continuiamo a parlare delle mutilazioni genitali femminili ripartendo dall'Africa descrivendo, seppur sommariamente, il rapporto tra le MGF e la cultura islamica, cercando di cogliere le differenti posizioni al suo interno. Si evidenzierà anche il percorso di opposizione e prevenzione, ove viene attuato, sia dal punto di vista istituzionale che dalle iniziative intraprese autonomamente da singole o gruppi di donne. La battaglia contro le mutilazioni genitali femminili è condotta in prima persona anche dalle donne e dalle loro organizzazioni e queste voci appartengono a donne che vivono nel Nord d'Arabia e nel Corno d'Africa e che con le loro proteste ed iniziative sono pronte a sfidare i loro governi e le consuetudini dei rispettivi paesi, pur di eliminare definitivamente queste pratiche. Sappiamo che più di 110 milioni di donne soffrono per le gravi ferite e per le malattie derivate dalle mutilazioni subite e che molto spesso portano alla loro morte. Proprio per questi motivi le donne africane sono state (e sono) in prima fila contro le mutilazioni genitali, tanto che molte di esse parteciparono a Dakar nel 1984 ad un seminario sulle "Pratiche Tradizionali che attentano alla salute di donne e bambine" e che nel 1994 in Tanzania ed in Egitto furono indette campagne popolari di informazione. Tuttavia molto spesso queste azioni spontanee di donne che si organizzano contro le MGF vengono riassorbite dagli Stati africani.Sono proprio questi paesi che presentano, quasi tutti, un alta percentuale di donne e bambine mutilate. Tra questi c'è la Somalia, dove il 90% della popolazione femminile è sottoposta alle mutilazioni genitali, ma queste alte percentuali sono presenti anche a Djibuti, Sudan ed Egitto, paese dove le mutilazioni genitali hanno dato vita ad una polemica parlamentare e legislativa che dev'essere inserita nello scontro tra settori modernisti e tradizionalisti dell'islamismo; aspetti con il quale si confrontano anche altri paesi mediorientali come Iran, Algeria, Afghanistan Turchia, India, Bangladesh e Pakistan. Nonostante questa alta percentuale di donne mutilate, e sempre in questi stessi paesi africani sono stati compiuti i maggiori sforzi per eliminare o ridurre questa pratica consuetudinaria. In questa direzione sono andati il Burkina Faso, il Kenya e l'Egitto, che hanno vietato per legge le mutilazioni genitali femminili, ed in altri casi, hanno emesso delle sentenze di condanna nei confronti dei genitori che hanno imposto tali pratiche alle figlie. Anche il Sudan si è mobilitato per l'eliminazione delle MGF ed il suo percorso è il più secolare rispetto a quello degli altri perché inizia più di cinquanta anni fa, anche se a tutt'oggi, l'80% della popolazione femminile è ancora sottoposta all'infibulazione. Il Sudan è un paese con una cultura africana ed araba insieme, e la sue azioni contro le MGF, possono influenzare sia il Medio Oriente arabo sia il Corno d'Africa che i paesi situati a sud del Sahara.Posto sotto il dominio inglese, vide sorgere, nel 1921, per opera delle sorelle Wolff la creazione di una scuola per levatrici nella quale si diplomarono fino al 1948 più di cinquecento levatrici provenienti da tutte le zone del paese. Nel 1943 fu istituito dal Governatorato generale inglese un Comitato medico per studiare il problema della circoncisione femminile, approfondimento che si concretizzò in un opuscolo pubblicato in lingua araba ed in inglese, nel quale si affermava che la circoncisione "faraonica" era molto dannosa e che doveva essere abolita. A questo primo tentativo non seguirono risultati concreti, tanto che nel 1946 il Governo cercò di iniziare un iter legislativo che portasse alla definitiva eliminazione dell'infibulazione. L'entrata in vigore di questa legge ebbe come drammatica conseguenza quella di aumentare in modo esponenziale sia il numero delle bambine circoncise che quello dei decessi per le complicazioni post operatorie. Anche le levatrici che operavano le infibulazioni erano sottoposte ad una multa e all'arresto fino ad un periodo di sette anni, ma il primo arresto fu accompagnato da violenti tumulti che fecero emendare la legge ed affermare contemporaneamente nel 1930 ad un giudice che "..l'unico modo per estirpare questa barbara e crudele usanza è quello di educare il maschio e la femmina sudanese". Ma dopo l'emendamento di questa legge tutto tornò come prima e solo nel 1980 venne costituito il Comitato sudanese per l'educazione delle pratiche tradizionali della mutilazione genitale femminile che tenta, da più di vent'anni, di portare avanti una campagna di informazione ed iniziative contro le MGF. Anche il Kenya, situato in Africa Orientale, ha intrapreso una lunga e dura battaglia per eliminare la pratica delle mutilazioni e contro queste ultime si batte la Signora Eddah Gachukia, uno dei membri del parlamento e portavoce del Consiglio Nazionale delle Donne Keniote che descrisse, nel 1979, la situazione del paese dove erano state portate avanti alcune ricerche inadeguate a superare questa pratica. Il Consiglio delle donne keniote si è appellato all'UNICEF e all'Organizzazione Mondiale della Sanità per favorire ricerche sulle MGF, al fine di ottenere un valido sostegno che vietasse o almeno scoraggiasse queste pratiche. A questa richiesta si unì anche la Direzione del Consiglio Cristiano nazionale del Kenya che chiese l'avvio di ricerche sul territorio keniota. A livello consuetudinario l'infibulazione viene accettata volontariamente dalle donne, ma questo aspetto è più condizionato dall'educazione rispetto alla quale si cerca di ottenere con il suo miglioramento la conoscenza che prevenga il diffondersi delle MGF e l'emanazione di leggi abrogative di queste pratiche. E proprio a Nairobi, nel 1985, si è svolta la Conferenza mondiale delle donne ed il relativo Forum delle ONG, alla quale parteciparono anche alcuni gruppi di donne keniote che analizzarono i temi legati alla salute e alle MGF con una loro piattaforma che comprendeva tra gli altri, anche la sterilizzazione forzata e la pianificazione familiare. Emblematico rimane il caso della Somalia, il paese che, insieme alla parte islamica del Sudan, è l'unico al mondo in cui tale pratica è tutt'oggi estesa nella sua forma più mutilante, l'infibulazione. Questo paese è per l'80% nomade e con una radicata tradizione orale (infatti il somalo è divenuta una lingua scritta solo nel 1974. La sua cultura è profondamente radicata nella realtà dell'Africa, ma nello stesso tempo ha subito profondi influssi provenienti dalla cultura musulmana e dalla religione islamica. Quindi uno stato a cavallo tra due mondi che intende conservare le due tradizioni. L'apprendimento del Corano costituisce una tappa obbligata per la totalità del popolo somalo in età prescolare.L'avvento del post colonialismo ed in particolare la rivoluzione del 1969 che ha apportato profondi mutamenti nella struttura sociale ed ha emanato alcune leggi che, pur mantenendo l'Islam religione di Stato, apportavano tuttavia delle modifiche ed entravano in conflitto nell'attuazione pratica con alcune norme in esso contenute. Queste leggi ed in particolare quelle riguardanti i diritti della donna nella società, suscitarono forme di aperta e violenta ribellione da parte di alcuni capi religiosi e della parte più conservatrice della popolazione. Tra le altre riforme ci furono quelle sul diritto di famiglia esulla regolamentazione del ripudio della moglie; ma il governo prese posizione anche contro l'infibulazione, vietando che questa pratica venisse effettuata negli ospedali da personale sanitario, invitando i somali a praticare sulle figlie solo la sunna (la forma più lieve di mutilazione).Nel 1977 venne costituita l'Organizzazione Democratica delle Donne (SWDO), Edna Adan Ismail parlò per prima dell'infibulazione, rompendo in questo modo un tabù : infatti la questione dell'infibulazione nella cultura somala è un argomento molto delicato. Essa confessò che "le donne della sala (nella quale si svolgeva il dibattito), potessero togliersi le scarpe e tirarmele dietro". Invece, esse si alzarono in piedi ed applaudirono, e questo diede loro la forza di iniziare a parlare di quanto avevano dovuto subire. In seguito lo SWDO divenne l'agente esecutivo della Commissione per l'abolizione dell'operazione, nominata dal governo somalo. Nel paese attualmente vengono praticate quattro tipi di mutilazioni : 1) la sunna, 2) l'escissione o la clitoridectomia; e 3) l'infibulazione o circoncisione faraonica; 4) non classificato : punture, perforazioni, incisione della clitoride e delle grandi labbra.Nelle zone rurali, generalmente le ragazze, a gruppi, vengono infibulate durante un'unica cerimonia ed in giorno prefissato, cosicché, questa pratica assume anche una connotazione religiosa e di iniziazione collettiva a cui le bambine vengono preparate in precedenza. La cerimonia di iniziazione prevede la rasatura dei capelli, viene fatto indossare un vestito nuovo e nei giorni che precedono l'infibulazione esse vengono nutrite con una dieta povera di liquidi, per impedire o ridurre la necessità di urinare immediatamente dopo l'operazione. Le bambine che sono accudite e nutrite dalla famiglia, ricevono anche molti regali. Nei centri urbani questo rituale è comunque scomparso del tutto.Raquia Hagi Dhuale, descrive dettagliatamente come avviene l'intera operazione ed anche le conseguenze fisiche e psicologiche a cui ogni bambina è sottoposta. Per brevità ne trascrivo qualche brano: "..La bambina viene fatta sedere su uno sgabello molto basso..viene tenuta ferma saldamente per le spalle e le braccia...durante l'operazione le donne continuano ad urlare forte e a dare consigli...Tutto ciò viene fatto senza usare anestetici...Alla fine dell'operazione la bambina, con le gambe fasciate, viene portata in un luogo isolato e fatta distendere supina per tre o quattro giorni, seguendo una dieta di soli liquidi". (R.H. Dhuale "Circumcision and infibulation in Somalia", pp. 24 - 26).Tradizionalmente a compiere queste operazioni sono le donne e forti condizionamenti culturali continuano a fare si che l'operazione di mutilazione si perpetui nel tempo. Infatti, le ragazze in età pre puberale, se non ancora sottoposte al rito della circoncisione, sono sottoposte ad un continuo obnulamento della loro coscienza con affermazioni del tipo "...quando sarai circoncisa sarai più bella, più donna e cosi via..", mentre tutto l'intero sistema sociale esercita sulle bambine una forte pressione facendo nascere in loro il desiderio di sottomettersi all'operazione.Abbiamo già accennato al fatto che le MGF erroneamente sono attribuite al solo contesto islamico, tuttavia esse sono effettivamente praticate anche in alcuni Stati che seguono i precedetti del Corano. Ad esse corrisponde un acceso dibattito che in ambito islamico non prescinde mai dall'analisi degli Hadith (Detti del Profeta) o dalle Sure (o capitoli del Corano) che si riferiscono in particolare alle donne. Tuttavia è bene tenere presente che in alcune aree le Mutilazioni genitali sono il risultato di un processo particolare : mentre nelle aree non musulmane la giustificazione risiede nelle tradizioni e nelle consuetudini locali (per esempio in Somalia alcune tradizioni affermano che le donne infibulate, che normalmente si occupano delle greggi, possono evitare gli attacchi delle fiere perché queste mutilazioni eliminerebbero le salienze olfattive sessuali femminili- P. Grassivaro Gallo-); in altri paesi musulmani la pratica è invece molto diffusa come Egitto, Sudan, Niger, Mali, Arabia Saudita, Yemen, Senegal, Bangladesh, Indonesia e Malaysia.L'Islam sunnita (che raccoglie il 90% dei musulmani) non possiede un autorità giuridico - religiosa suprema al di fuori dei precetti contenuti nelle fonti della Sharia - Corano, Sunnah ed Igma -. Essendo la Sharia la Legge di origine divina adeguata alla regolamentazione di una serie di argomenti anche riguardanti la sfera privata degli individui, donne e uomini. Nel caso in cui la Legge non stabilisce delle norme certe ed esaustive, i fedeli possono interpellare i dottori della Legge, i quali possono dare, su uno stesso argomento, opinioni giuridiche differenti, dette Fatwa, che non sono giuridicamente vincolanti e possono essere contestate da altri Muftì. Questi Dottori della Legge decidono su molti argomenti riguardanti la salute e la sessualità della donna, fra cui anche l'aborto e la circoncisione. E' tuttavia da tenere presente come il Corano non parla direttamente delle mutilazioni genitali femminili; ne troviamo tracce invece in alcuni Detti del Profeta, come quello che Maometto ha rivolto alla "tagliatrice di clitoridi". La circoncisione e la mutilazione genitale erano quindi una pratica corrente nell'Arabia pre islamica, usanza ereditata dall'Islam e dai popoli musulmani. In ambito sanitario si riscontrano almeno tre tipi di mutilazione1) ablazione del prepuzio clitorideo; questa operazione è detta "sunna" per indicare una modalità conforme alla tradizione del Profeta;2) ablazione del clitoride (escissione) e delle piccole labbra; 3) ablazione della clitoride, piccole e grandi labbra e successiva ricucitura dei due bordi della vulva mantenendo un passaggio per il deflusso dell'urina e del mestruo.Nella religione islamica sunnita in riferimento alle mutilazioni femminili troviamo quattro scuole giuridiche di pensiero che hanno espresso su di esse pareri molto vicini fra loro. Infatti per Abu Hanifa e Malik ibn Anas iniziatori della scuola hanaita e malikita, la pratica delle mutilazioni è lodevole, ma non obbligatoria; mentre per Ibn Hambal, iniziatore della scuola hambalita la circoncisione è solo raccomandabile per le donne; mentre per Shafii, iniziatore della scuola shafiita, essa è obbligatoria. Da queste quattro Fatwa emerge un particolare importante : nessuna di esse ha vietato le mutilazioni genitali femminili. Partendo da queste premesse all'interno del mondo arabo - musulmano troviamo presenti nel dibattito opinioni contrarie, favorevoli e tolleranti tale pratica. Tutti i pareri per suffragare le loro motivazioni mettono in evidenza alcuni "valori" legati alla circoncisione : pulizia ed igiene della donna, mantenimento della verginità, limitazione dell'istinto sessuale femminile ed altre motivazioni consimili. Ora, rispetto a questi punti di vista, alcuni giusperiti egiziani tra i quali Sheikh Youssef Al Qarawi preferiscono, in sede pubblica, lasciare la scelta della mutilazione ai genitori, pur ritenendo che in sostanza essa debba essere obbligatoria. Ciò che colpisce ed in partesconcerta, è la posizione delle donne che "sembrano" essere convinte della "validità" delle giustificazioni tradizionali ed anzi esse stesse si pongono come attive propugnatrici degli ideali tradizionali e delle pratiche che si ritengono veicolarli. In Egitto, infatti, questo dibattito è diventato un inarrestabile scontro tra fautori e contrari alle MGF, nel quale si intrecciano motivi politici religiosi insieme, perché mai dobbiamo dimenticare che l'Islam è congiuntamente Religione e Stato. Questo assioma spiega l'indecisione dichiarata dagli organismi statali sulla mutilazione genitale, anche spinta dall'azione favorevole dell'opinione pubblica fomentata dagli Ulema. In Egitto tuttavia, con il Decreto n.74 emanato dal Ministero della Sanità nel 1959 si vietava ai medici la circoncisione totale nelle cliniche statali, mentre si mostrava più tollerante verso quelle parziali. Proibiva anche alle levatrici autorizzate di praticare l'intervento, lasciando così tutto in mano ad inesperti e "praticoni".Nel 1994 prima della Conferenza del Cairo su "Demografia e sviluppo" il Ministero della Sanità egiziano si era fatto portatore di una proposta di legge per vietare le MGF. Dopo questa conferenza una Fatwa venne emessa da Jad al-Haq, il quale riaffermava il carattere benevolo delle mutilazioni praticate sul corpo della donna. Questa Fatwa ebbe l'effetto di far ritirare il progetto di legge governativo di divieto di far circoncidere le donne sostituito da un Decreto legge che autorizzavano tale pratica solo all'interno delle cliniche. Alla luce del Decreto del 1994 il dilemma fondamentale a cui si trovarono di fronte i medici egiziani era quello di dover circoncidere, qualora venisse loro richiesto, in ossequio al decreto, ma violando la loro etica professionale che impone di non ledere il paziente, ma nello stesso tempo sanno che se non lo fanno loro, questi stessi genitori si rivolgeranno a degli operatori clandestini senza scrupoli. Per questo motivo molte associazioni di medici si stanno battendo per una esclusione dei medici dall'operazione, condannando in blocco tutte le mutilazioni dalla sunna all'infibulazione. In altri termini ci si è resi conto che l'inalienabile diritto all'integrità psicofisica della bambina e della giovane risulta comunque violata, indipendentemente dall'invasività dell'operazione mutilatoria.Sempre nel 1994, l'Egitto ha sottoscritto una serie di trattati internazionali che impegnavano il governo ad intraprendere una decisa campagna contro le MGF. Per questo l'8 luglio 1996 l'allora Ministro della Sanità ha emesso il Decreto n.261 con il quale proibiva ogni tipo di mutilazioni in tutti gli ospedali ed ambulatori pubblici e privati in quanto pratica rientrante nelle tradizioni islamiche; la violazione di questo Decreto è perseguibile penalmente : quest'ultimo è il primo provvedimento ufficiale contro l'escissione dopo l'Ordinanza ministeriale del 1959. Il provvedimento del Dr. Ismail Sallam, è stato anche appoggiato dall'Ordine dei Medici egiziani. Tuttavia, una Legge dello Stato è ancora lontana dall'essere varata. Il 24 giugno 1997 il Tribunale Amministrativo del Cairo, in applicazione delle direttive del Consiglio di Stato, ha riammesso le pratiche mutilatorie all'interno degli ospedali, rovesciando il provvedimento Sallam. La motivazione riferita afferma che non può essere vietata una pratica religiosamente lecita, ma non obbligatoria. Questa sentenza si può considerare la temporanea vittoria di una componente radicale islamica eterogenea. Le reazioni a questa sentenza si sono limitate ad un azione di appello alla Corte Amministrativa. Nonostante le scarse speranze, di eliminare questa pratica, il 28 dicembre 1997 la Suprema Corte Amministrativa (i cui verdetti sono inappellabili) ha approvato il Decreto del Ministro della Sanità del 1996 rivietando ogni tipo di mutilazione : si tratta della sentenza più importante emessa finora in Egitto in materia di mutilazioni.A questo paese si sono via via aggiunti il Burkina Faso,la Repubblica centroafricana, Gibbuti, il Ghana, la Guinea e Togo. A questi si è aggiunto ancora un ultimo Stato a maggioranza islamica, il Senegal che ha approvato una normativa vietante le MGF, la quale prevede anche forti multe e il carcere in caso di una sua violazione. Questa Legge fa seguito alla Dichiarazione di Dakar del novembre 1997, in cui si riaffermava che la pratica delle MGF non possiede fondamenti religiosi e rappresenta una violenza a vari livelli sulla persona della donna ed è una discriminazione nei suoi confronti. Nel terminare questo articolo vogliamo dare, per chi volesse approfondire l'argomento, una breve bibliografia in lingua italiana, aggiungendo che esiste molto materiale in francese ed inglese sull'argomento. - Pia Grassivaro Gallo "Figlie mutilate d'Africa", 1997; Sirad Salad Hassad "Sette gocce di sangue" e "La donna mutilata"; Marco Mazzetti "Senza le ali", Fondazione Cariplo. Come per il primo articolo sulle MGF (vedi numero precedente del Junius Brutus), l'intento è quello di creare dei contatti più stretti con le donne immigrate qui in Italia e cercare di avviare una proficua discussione sui loro percorsi politici e di presa di coscienza della loro realtà."
Fonte: http://www.tmcrew.org/junius/num4/mgf2.htm

giovedì 31 luglio 2008

Le immagini dei guerrieri: la foresta del biondo tra cielo e terra

Mi piace pensarci come una foresta di alberi, con le radici che affondano per ognuno di noi nel medesimo terreno, da cui possiamo attingere nutrimento ma a cui dobbiamo rendere qualcosa, con i rami tesi verso il cielo che ci da respiro e luce e che noi dobbiamo impegnarci a mantenere ben ossigenato!


mercoledì 30 luglio 2008

I post dei guerrieri: l'anima del viaggio

Post del Biondo (http://apprendistaviaggiatore.blogspot.com/) dalla Cina
immagine da Suppaman (http://ombradelvento.blogspot.com/)

"Ogni volta che stai per percorrendo un sentiero chiediti se esso ha un cuore. Se ce l'ha continua affrontando le difficoltà che ti si porranno di fronte, se non c'è l'ha non indulgere oltre, abbandonalo immediatamente!" Don Juan Matus

martedì 29 luglio 2008

Mondi


Vivi rispondo al tuo ultimo commento con un post:
Assolutamente d'accordo con te. Per questo è da un pò di tempo che mi sto appassionando allo studio delle culture. Ad esempio il libro dell'indiano mi ha fatto vedere il mondo con gli occhi dei pellerossa. Quando cambi il punto di vista le medesime cose assumono forme e significati diversi. E come dice il biondo poi ti sorprendi a scoprire, invece, degli elementi comuni che sembrano essere trasversali a tutte le culture. E li ti rendi conto che c'è qualcosa che accomuna l'essere umano nonostante la diversità di razza e nonostante il rapporto di ogni cultura con l'esperienza sia profondamente diverso.

domenica 27 luglio 2008

Che ne pensate?

La VIA DEL GUERRIERO

Parliamo sempre a questa casa del tè delle difficoltà della VIA DEL GUERRIERO ma non spieghiamo mai cosa ci spinge a proseguire.....


Quello che mi ha spiegato la mia gardenia stamattina...

Allora vi ricordate la gardenia?.....quando sono tornata da Londra era MORTA, mia madre mi aveva detto di buttarla!Io invece non ho perso le speranze e ho cominciato a curare quegli stecchetti rinsecchiti (credetemi non c'era l'ombra della vita....tutto secco)!Il risultato?...che d aquegli stecchetti è spuntata una fogliolina verde, e poi un'altra e un, altra ancora. Stamattina la mia piantina è piana di foglie verdi e anche i ramoscelli cominciano a tingersi di verde (la vita comincia a manifestarsi). COSA IMPARIAMO?
1. CHE SOLO NOI SIAMO RESPONSABILI DI NOI STESSI (per non conoscesse la storia della piantina, la gardenia rappresenta me stessa) e quindi non dobbiamo aspettarci che siano gli altri ad aiutarci ma noi e solo noi siamo gli unici responsabili della nostra vita;
2. CHE LA LINFA VITALE E' DENTRO DI NOI. Quindi in qualunque situazione, anche quando ci sentiamo morire, se cominciamo a prenderci cura di noi stessi pian piano verrà fuori la vitalità che è dentro ognuno di noi;
3. CHE SI PUO' REALIZZARE ANCHE CIO' CHE APPARENTEMENTE CI APPARE IMPOSSIBILE. Non smettiamo mai di credere ai nostri sogni.

mercoledì 23 luglio 2008

I post dei guerrieri: appena sfornato da FUOCHI NELLA NOTTE di CRAMPO

http://fuochinellanotte.blogspot.com/

“Se potessi vivere di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita, sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Perché se non lo sapete di questo è fatta la vita, di momenti. Non perdere l'adesso. Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello ed un paracadute: se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo dall'inizio della Primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'Autunno. Farei più giri in calesse, guarderei più albe, e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. Ma, vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.”
[Yorge Luis Borges]

domenica 20 luglio 2008

Io ci sono stata



E cose da dire ne avrei tante....ma oggi mi è piaciuto questo articolo che vi posto, che più che farci riflettere su
SL spero faccia riflettere sulle sorti dell'italia, la nostra italia....



"Una delle cose che in questi giorni mi sta facendo davvero pensare, è il successo mediatico di Second Life in Italia.Si sprecano infatti gli articoli, i reportage, le osservazioni, le note di costume su questo spazio sociale immersivo in 3D.
L’ultima riflessione l’ha fatta su La Repubblica di ieri (6 marzo), Adriano Sofri, in un articolo con richiamo in prima pagina dal titolo “Second Life, perchè vogliamo un mondo parallelo”, che faceva parte di un interessante special sul prodotto dei Linden Labs.
Secondo il celebre ideologo/intellettuale italiano, Second Life è l’attualizzazione dell’ideale comunista della società senza vincoli di classe, che consente una vita multipla così come tratteggiata dall’ Ideologia tedesca di Marx e Engels.
Non ho strumenti intellettuali a sufficienza per criticare l’osservazione di Sofri, un po’ perchè l’ideologia comunista - come altre ideologie - non è mai stata il mio forte, un po’ perchè l’ideale utopico è comune a quasi tutte le riflessioni sulla società prossima ventura, da Tommaso Campanella a George Orwell.
Però secondo me c’è un motivo per cui Second Life diventa terribilmente affascinante vista coi nostri occhi da generazione 1.000 euro, noi flessibilità lavorativa, noi individualisti basati su network.Il fatto è che Second Life per noi rappresenta una enorme opportunità.Una specie di Eldorado in cui - con banda larga e pazienza - costruire non ciò che avremmo voluto essere, ma ciò che vorremmo essere.
La società che ci circonda ci manda messaggi tutt’altro che rassicuranti.Non puoi avere una casa: non vivresti a sufficienza per estinguere il mutuo.Non puoi fare il lavoro che vorresti: i settori che scegli sono saturi e chi si è insediato prima di te non lascia nessuno spazio.Non puoi aprire una tua impresa commerciale: le banche si fidano poco e il mercato non ti perdonerebbe e comunque ti devi destreggiare tra burocrazie e finanziamenti.Non puoi far parte della vita politica: sarai sempre un giovanotto guardato con sufficienza dalle cariatidi che stanno al potere al posto tuo.Non puoi fare nulla.Forse avere qualche relazione sociale in “modalità aperitivo”.
Second Life è diverso.Non è tanto il fatto che con qualche click ti fai alto biondo e snello.Il bello è che puoi farti una casa, trovarti un lavoro, crearti degli amici, magari guadagnare qualcosa con la compravendita dei tuoi beni virtuali.In pratica puoi avere una vita normale.Quello che è paradossale, è che tanto più il mondo si sposta su Second Life (dalla Reuters a Gabetti), tanto più è legittimo pensare a Second Life come un’alternativa.
Pensaci bene dove vorresti vivere fra questi due mondi:In un mondo in cui la realtà è concreta e in cui le opportunità sono simulate, finte?In un mondo in cui le opportunità sono concrete e la realtà è simulata, finta?
I media dicono che le persone vanno su Second Life per farsi una vita parallela.A me sembra che le persone vanno su Second Life per farsi una vita.Punto."
Fonte: http://www.tecnoetica.it/

Chiacchiere tra guerrieri all'ora del tè: universi finiti e quelli infiniti...ognuno sceglie il suo percorso!

Aggiungiamo tesserine al puzzle; il guerriero ad un certo punto va sulla cima della montagna e sta IN SOLITUDINE, ma poi qualcosa cambia durante il cammino e torna nel mondo con una mente vuota e comprende che può imparare molto anche da quelli che no sono sulla VIA. Dopo il CORAGGIO, dopo il GUARDARE IN FACCIA LA PAURA, dopo il SUPERAMENTO DELLA RABBIA, durante il percorso raccoglie L'UMILTA'. E comincia a comprendere che non ha senso l'armonia interiore senza l'ARMONIA TRA SE' E L'AMBIENTE. Il guerriero che arrivato faticosamente sulla montagna e decide di restarci per sempre è un guerriero che ha deciso di interrompere il VIAGGIO e crogiolarsi della sua posizione di superiorità rispetto al resto del mondo. Lui si sente così forte a vedere tutti dall'alto.....ma se allarghiamo la visuale quel monte potrebbe sembrarci solo un puntino in un universo infnito.

sabato 19 luglio 2008

I post dei guerrieri: chi è che in fondo anabolizza?


Post di Mushin (http://www.mushin.it/)
"Metabolizzare è una parola che usiamo spesso. Più che nel suo significato proprio, viene ormai associata alla digestione - o meglio alla assimilazione - di eventi e/o persone. Il richiamo al processo di digestione è molto appropiato: se ci pensi quando devi superare un momento difficile o quantomeno non indifferente, fatto di persone od eventi molto significativi, non si fa altro che digerirli. Nel senso che vengono interiorizzati e diventano parte di noi ad un livello così profondo da trascendere spesso la consapevolezza. Pezzi di quelle persone e di quegli eventi sono lì con noi ogni giorno, nel nostro modo di parlare, di vivere le cose, di muoverci. Sono metabolizzati, in un modo che ci piaccia o meno, ma sono diventati parte di noi, sono noi.
Una cosa su cui però si tende secondo me ad essere fuorviati, è che il metabolismo non riguarda soltanto lo spezzettare qualcosa per assimilarla. Operazione che noi spesso sottointendiamo con il termine di metabolismo. Il metabolismo è formato da due categorie di processi.
Uno di questi è il catabolismo, che è in senso proprio la degradazione di molecole complesse in molecole più semplici. La nostra concezione di metabolismo è fuorviante perché spesso si riduce a questo. Metabolizzare una persona o un'esperienza significa scomporla in frammenti minuscoli, in istanti, in gesti, in emozioni, sconnettendole dal complesso e "digerendole" una per una. Se è difficile dare un senso ad una cosa grande e complessa, diventa più semplice sezionarla, seguendo i confini di quello che ci ha fatto stare bene o male. Le cose belle metabolizzate in un modo, le altre in un modo differente. Una cosa molto cartesiana.
Eppure quello su cui non ci concentriamo troppo secondo me, è il secondo insieme di processi: l'anabolismo. L'anabolismo è l'inverso del catabolismo: costruisce molecole complesse a partire dalle più semplici. Pensaci un attimo. In un universo in cui nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma (proposizione che mette d'accordo oriente ed occidente, misticismo e scienza), quello che tu sei e quello che tu costruisci, si produce a partire da quello che esiste già. Se il risultato è qualcosa di nuovo, un approccio nuovo, un'emozione nuova, questo non vuol dire che i suoi componenti siano nuovi. Sono riciclati.
Questo è un bene. L'anabolismo è una fase creativa tanto importante quanto la fase distruttiva. Distruggere serve ad assorbire, così come non puoi digerire un anguria intera. Ma se ci limitassimo a questo, saremmo costretti a vivere in un mondo in cui i nostri sogni e le le nostre esperienze non potrebbero eccedere la misura della nostra capacità di assorbirle di colpo. Un po' come essere costretti a nutrirsi solo di quello che riesce a passare per intero dalla nostra bocca. Mentre con l'anabolismo possiamo costruire sogni e vivere eventi ben più grandi di quelli che possiamo immaginare.
Anabolismo e catabolismo se ne fregano di te. Esistono e basta, tanto nella digestione quanto nel tuo modo di assimilare le cose. Il punto è esserne consapevoli. Aiuta a evitare l'errore di pensare che quando qualcosa che credi solido e gigantesco crolli, sia la fine. Sia impossibile da metabolizzare. Tutto può essere catabolizzato è solo questione di tempo. E di volontà, che accorcia i tempi.
Ma non limitarti a catabolizzarlo: anabolizzalo. La merda della tua vita non è fatta di cose che ti hanno fatto soffrire, ma di cose che non sei riuscito a digerire. Le hai catabolizzate certo, ma non anabolizzate. Non le hai usate per costruirti un futuro migliore. O almeno per tentare."

Post straordinario. E' da qualche tempo che ci penso su.....classifichiamo le esperienze e le persone in positive e negative; ci teniamo lontani da quelle negative e desideriamo quelle positive.Con questo atteggiamento PIENO ci stiamo precludendo tantissimo... (ishin)

I post dei guerrieri: esperienze dalla Cina


Post del Biondo (http://apprendistaviaggiatore.blogspot.com/) dalla Cina:
"Il maestro Xue Bin oltre ad essere un mostro nella pratica del Tai Ji è pure una persona speciale, un individuo che cerca veramente l'armonia, in primis all'interno del suo essere per poi poterla espandere all'esterno, tra lui e gli altri tra lui e la natura... Bene, un altro bel segnale lungo la strada, un invito a una percezione particolare del mondo, non soltanto dal punto di vista teorico verbale ma soprattutto nella pratica quotidiana!Oltre al Tai Ji ieri abbiamo fatto la prima lezione di calligrafia e oggi la seconda.. è come il tai ji, un'arte che si pratica con tutto il corpo, seguendo il respiro, meditando in ogni gesto... forse non è proprio l'arte adatta alla mia espressione.. ehehehe ho fatto degli arrosticini!!Comunque sia è veramente affascinante.. oggi pomeriggio facciamo la prima lezione di Go (scacchi cinesi) che si dice siano anche questi un'arte, tanto che ci sono le cinture come nelle arti marziali.. "

"Man mano che percorri la VIA ti chini e raccogli qualcosa. Oggi raccolgo questo NUOVO MODO DI PERCEPIRE (questo concetto ha cominciato a svilupparsi da quando ho letto il libro dell'indiano), di ascoltare quello che mi circonda. Un pò ha a che fare con il SILENZIO di cui parlava VIVI l'altro giorno in un commento al mio post e con la MENTE VUOTA. Siamo troppo pieni per sentire, vedere, ascoltare.
Sapevo che la VIA si può percorrere in diversi modi (PERCHE' QUELLO CHE E' IMPORTANTE NON E' LA META MA IL VIAGGIO) e quindi non c'è differenza tra una forma di arti marziali, tirare una freccia con l'arco, giocare a scacchi o scrivere, ma leggere le tue parole ("la... calligrafia..... è come il tai ji, un'arte che si pratica con tutto il corpo, seguendo il respiro, meditando in ogni gesto...) mi fa comprendere ancora meglio come si può essere guerrieri anche servendo un tè. " (Ishin)

venerdì 18 luglio 2008

Dedicata a noi...



Cari i miei guerrieri questa frase la dedico a noi [...grazieMushin nel tuo blog si trovano sempre le giuste parole ; ) ]






"[...] e compresi, in un certo senso, cos'é l'amicizia.

E' una presenza che non ti evita di sentirti solo, ma rende il viaggio più leggero." David Trueba

giovedì 17 luglio 2008

Quello che non poteva mancare...












Come dentro una fiaba...






Le cose azzurre di londra





mercoledì 16 luglio 2008

Quello che più mi ha emozionata...la TATE MODERN




















lunedì 14 luglio 2008

Silenzio (...pure troppo per una siciliana)!







I particolari







sabato 5 luglio 2008

I colori

Le ballerine



La Londra di ishin...

Di Londra mi sono rimaste soprattutto le immagini ...ed è così che voglio raccontarvela.

venerdì 4 luglio 2008

Al solito.....post rubato. Andare oltre; i veri guerrieri non si accontentano delle pozzanghere.


Post del biondo:
"Si potrebbe dire che è impossibile sfuggire al destino di essere congelati nel pensiero degli altri."Giorgio Gaber
Quante volte riusciamo a sfuggire a quell'immagine che gli altri hanno di noi, che hanno deciso di darci o che noi abbiamo indossato con tanta facilità da farcene sostituire...E quando indossiamo questa veste di "Questo non lo farei mai..", "Da te non me lo aspettavo...", "I tuoi doveri..", "Ma capisci, la famiglia da cui vieni...", quanto soffre il nostro cuore lasciato in disparte mentre grida per farsi ascoltare, mentre ci invita ad ascoltare l'anima del mondo?"L'unica cosa che rende impossibile il Sogno è la Paura di Fallire.." ma se non siamo in grado di giocare, di puntare tutto ogni giorno sulla nostra leggenda personale, se non siamo pronti a mantenere il ricordo delle nostre radici ma a liberarci della loro gabbia diventando degli individui, allora il sogno rimarrà tale per sempre... e staremo come spettatori dentro le nostre case ad invidiare la vita della strada dal vetro della finestra.Siamo così sciocchi che vorremmo già sapere il risultato di una nostra azione ancor prima di averla compiuta, siamo così presuntuosi pensando che abbiamo il diritto di non sbagliare mai, come se per imparare a camminare non fossimo caduti centinaia di volte, siamo così orgogliosi da rimanere impalati piuttosto che lanciarci di corsa nel prato della vita per paura di poter inciampare o perdere la strada... e allora ce ne stiamo arroccati sui nostri seggioloni di "cultura", di vita letta sui libri, di nozioni, credendo che quella letta fosse la nostra esistenza... e quando qualcuno ci propone uno spiraglio della propria vita fatta di sudore e risate, non possiamo far altro che rifiutarlo a priori oppure appropriarci di quel tesoro senza nemmeno ringraziare.Così rischiamo di diventare tutti come quello che mise un piede in una pozzanghera e si sentì un gran navigatore."


Parliamoci chiari guerrieri: questo è un invito, questa volta non solo a non fermarci, ma ad ascoltare se c'è ancora qualche vocina in fondo alla nostra anima che non stiamo ascoltando e che merita tutta la nostra attenzione. Forse ci vuole un altro pizzico di coraggio perchè le battaglie che ci aspettano sono più dure di quelle che ci siano lasciati alle spalle....ma noi oggi non abbiamo più paura di cadere perchè abbiamo imparato a rialzarci! (ishin)

martedì 1 luglio 2008

Ho scoperto di essere Toro Seduto...


Nel "libro dell'indiano", così come a me piace chiamarlo ("Il vento è mia madre") :


"Toro Seduto è un bisonte seduto sul centro di una collina perchè vuole vedere dove è stato.....seduto sulla collina guarda la sua storia e, dopo averla considerata, si gira a guardare verso il futuro. Nella vita c'è sempre un momento giusto per fermarsi a fare il punto della situazione, per guardare indietro e per valutare tutte le esperienze che ci hanno condotto al punto in cui siamo, un momento per chiedersi "che cosa ho imparato?come posso usare queste esperienze perchè mi aiutino ad andare avanti?". Tutto ciò che abbiamo sperimentato, inclusi i dolori, le delusioni e i momenti di paura ha avuto un ruolo nella nostra formazione e ci ha mostrato di che pasta siamo fatti. A volte la disperazione ci ha fatto cadere in ginocchio....abbiamo sentito il bisogno di mollare tutto, perchè ci sembrava di non avere nessun posto dove andare e nessuno con cui parlare ....abbiamo creato molti attaccamenti, che forse avevano bisogno di essere spazzati via dalle tempeste della vita per poter rendere sgombro il cammino da intraprendere.....Quindi il grande Toro Seduto ha ricevuto il suo nome da un bisonte che stava seduto a ponderare. Non potete camminare o correre continuamente. Ogni tanto dovete sedervi e guardare quello che vi circonda."