Il guerriero non è taoista, buddista, confuciano, cristiano, induista o può essere tutte queste cose. Il guerriero segue il principio del corso naturale delle cose, quei principi universali che si trovano in ogni cultura e in ogni tempo.




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lunedì 19 gennaio 2009

Il mondo come a me piace immaginarlo


Mi pesa molto scrivere questo post, ma il mondo non è quel mondo incantato che i miei occhi vedono....e forse devo convincermi che gli esseri umani non sono così come a me piace immaginarli!

...e sono ancora convinta che non si tratti di cattiveria ma solo di mancanza di coraggio, la gente ha davvero poco coraggio, ma fra la gente ci sono i guerrieri, quelli che un passo dopo l'altro vanno in direzione dei loro sogni nel rispetto degli altri.

lunedì 12 maggio 2008

Oggi ho da offrirvi un tè speciale...


....le parole di vivi, quelle di crampo, quelle del biondo...STATE TUTTI RACCONTANDO DELLA MIA TRASFORMAZIONE....ed ecco che ci ricolleghiamo al puzzle di suppaman, vedi il significato solo quando tutti i pezzetti si mettono al proprio posto, prima le singole tesserine erano senza significato, poi le metti una in relazione all'altra, al posto giusto e capisci, siccome il guerriero segue la via dell'autenticità ogni cosa è esattamente al suo di posto, non ci si può davvero sbagliare. Cari compagni di avventura, oggi ishin vi offre un tè prezioso, pregiato perchè oggi si festeggia il cambiamento...e forse alla prossima caduta non mi dispererò così tanto ora che ho capito che è necessario attraversare il dolore per fare un passo in avanti (un passo REALE, VISCERALE non metaforico) nel mio cammino....avrei tante storie da raccontarvi, tante sensazioni che vi vorrei trasmettere ma so che sarebbe inutile, so che mi capirete solo quando voi vivrete (se già non vi è accaduto) le stesse esperienze....la via ti mette a dura prova ed io non capivo, credevo che bastava essere coraggiosi, oggi ho imparato la lezione ed ho capito che sono tante le prove da superare, ed io nella mia bisaccia ne ho di prove superate....il coraggio è solo l'inizio e non la fine, mi serve solo per non scappare di fronte alle difficoltà, per farmi rialzare e attraversare ciò che la via mi mette davanti per mettermi alla prova. Quindi nella mia bisaccia ci sono le cose che ho guardato negli occhi, le cose che non ho avuto paura di affrontare, di vivermele per poi non spaventarmene più o non farmene più condizionare. Nella mia bisaccia c'è il CORAGGIO, LA PAURA e DA OGGI ANCHE LA RABBIA ed è in onore della rabbia che oggi cari amici vi offro questo tè speciale, perchè da oggi vado avanti un pò più leggera nel mio cammino. La trasformazione è avvenuta!
...vivi a te, mi piace spiegartelo così, perchè so che tu mi capirai...lo sai quando hai le sensazione di non farcela più... che il tuo corpo è arrivatro al suo limite,...senti di non avere più la forza, ma decidi di continuare, di non fermarti , di andare avanti, DOPO cioè quando vai OLTRE IL TUO LIMITE perchè hai deciso di non fermarti, come ti senti?...ecco quella è la sensazione!

sabato 10 maggio 2008

Vivere il dolore e tornare sul campo di battaglia

Il mio Maestro dice che il nemico si affronta sempre sul campo di battaglia....a volte capita che si è così feriti che ci si deve un pò mettere da parte, aspettare che le ferite perdano meno sangue, ma è vero che anche se sentiamo tanto dolore è solo attraversandolo e quindi superandolo che riusciamo a liberarcene...

lunedì 5 maggio 2008

C'è bacherozzo e bacherozzo!....una storia di crampo

Questa bella storiella di crampo racconta gli ultimi due anni e mezzo della mia vita...dal giorno in cui ebbi il coraggio di abbandonare il mio filo d'erba:


"Vi racconterò una storia. La storia parla di un gruppo di bacherozzi d’acqua. Una specie di lombricozzi che se ne stà sul fondo dei fiumi aggrappati ai fili d’erba tutto il giorno a filtrare l’acqua da cui prendono il cibo che la corrente gli porta. Ogni bacherozzo stà aggrappato con tutte le sue forze al suo filo d’erba perchè la corrente è molto forte e lui fa una fatica boia a stà li aggrappato ma d’altronde che altro potrebbe fare poero bacherozzo? Se non rimanesse li aggrappato la corrente lo porterebbe via lontano e chi sà che fine farebbe. Così tutti quei bacherozzi se ne stanno tutto il giorno li aggrappati a non far altro che mangià quello che la corrente gli porta e a lamentassi della corrente troppo forte e della vita grama da bacherozzo che vivono. Ora capitò che un giorno un bacherozzo un ce la facea più di quella vita grama e s’era rotto le bacopallette e forse perchè era pazzo o forse perchè era un pochino più intraprendente degli altri fatto stà che gli venne in mente un’idea e gli disse agli altri amici bacherozzi: “Ma secondo voi se mi lasciassi andare dal mio filo d’erba che mi succederebbe?”. E gli altri bacherozzi gli risposero tutti terrorizzati: “Nooo!!! Non lo fare è pericolosissimo! E’ già successo che qualcuno per sbaglio abbia perso la presa dal suo filo d’erba ed è stato portato via dalla corrente e non s’è più rivisto! Chissà che fine orribile hanno fatto poveracci! Non lo fare!” Ma il nostro bacherozzo come avrete già intuito o era matto o era un pò più sveglio degli altri, fatto stà che si lasciò andare. E subito la forte corrente lo avvolse, lo portò via e nessuno più lo rivide...........

La storia è finita.


Punto.


Così andò.


E che pensavate che le storie vanno sempre a finì bene?


Questa è la storia.

E’ così.



Per lo meno è così come l’hanno vista i bacherozzi che se ne stanno li sul fondo di quel fiume aggrappati ai loro fili d’erba. Se andate da loro e gli chiedete di raccontarvi la storia del loro amico che un giorno ebbe il coraggio di lasciare il suo filo d’erba a cui era sempre stato aggrappato è questa la storia che vi racconteranno. Il loro amico è stato risucchiato via dalla corrente e non s’è più visto. Punto e addio.Però ogni storia non ha mai solo un modo di essere raccontata. E siccome sono io che ve la sto raccontando e non i bacherozzi aggrappati li in fondo a quel fiume, io vi racconterò di quel giorno che ero seduto su quel masso sulla riva del fiume e guardavo quei bacherozzi sul fondo aggrappati ai fili d’erba. E vi racconterò che ne vidi uno staccarsi dal filo d’erba e essere portato via dalla corrente forte e sbatacchiare un pò qua un pò la sulle pietre del fondo e chiedeva aiuto, lo vedevo dalle bollicine che gli uscivano dalla bocca. Ma io rimasi li a guardarlo senza far nulla. Lo guardai li in difficoltà in balia della corrente. Lo guardai senza muovere un dito. Lo guardai e basta perchè sapevo che di li a qualche metro il fiune creava una grossa pozza di acqua placida, senza corrente. Ed infatti dopo qualche ammaccatura il bacherozzo si trovo nell’acqua calma della pozza. La forte corrente all’improvviso era cessata e lui era libero di muoversi a suo piacimento in tutta l’immensa pozza d’acqua. Non doveva più passare la sua vita aggrappato ad un filo d’erba accontentandosi di mangiare quello che gli portava la corrente e faticando per quel poco ma se ne poteva andare in giro per la pozza a suo piacimento andandosi a cercare il cibo che più gli garbava semza troppa fatica. E poi lo vidi anche trovare nuovi amici. Infatti di li a poco che fu nella pozza d’acqua fece conoscenza con gli altri bacherozzi che prima di lui per errore o per scelta avevano lasciato il filo d’erba a cui erano aggrappati.Da quel giorno la vita del bacherozzo è molto migliorata e sta molto meglio. Lo sò perchè ogni tanto torno a quella pozza d’acqua e scambiare due chiacchiere con quel bacherozzolo e con il tempo siamo diventati amici perchè ci capiamo. La pensiamo allo stesso modo. C’è solo una cosa che ogni tanto rende triste il mio amico bacherozzolo. E’ che ogni tanto quando bighellonando a zonzo nella sua pozza d’acqua si trova a passare li nel punto dove sfocia la forte corrente che l’ha portato li, ripensa ai suo vecchi amici che se ne stanno ancora lassù aggrappati ai fili d’erba e non sanno che basterebbe aver un minimo di coraggio per lasciarsi andare e la loro vita migliorerebbe considerevolmente.Questo lo rende triste e per questo, per far un favore al mio amico, io una volta risalli la corrente e provai a parlare con quei bacherozzi che se ne stavano ancora li attaccati ai fili d’erba. Provai a spiegargli come stavano le cose. A dirgli che si dovevano staccare da li e che più in la era meglio. Ma mi accorsi dopo breve che quei bacherozzi li non mi capivano. Non capivano un’acca di quello che dicevo. E se ne rimanevano li attaccati a combattere contro la corrente. Così dovetti tornare dal mio amico e spiegargli che i bacherozzi che se ne stanno ancora attaccati al filo d’erba e quelli che invece si son lasciati parlno due linque diverse e fra di loro non si capiscono più!"

mercoledì 23 aprile 2008

Chiacchiere tra guerrieri all'ora del the: ...affacciarsi a nuovi mondi!



*suppaman: hai mai sentito parlare della ZONA DI COMFORT?....quando ti ho detto che non avrei visto il film sono rimasta nella mia zona di comfort (ciò che è conosciuto...le reti neurali consolidate). Uscire dalla propria zona di comfort (creare nuove reti neurali) significa percorrere nuove strade, esplorare nuovi mondi, nuovi campi di esperienza. Come si fa ad uscire dalla propria zona di comfort?...si può cominciare da cose semplici, come imboccare una strada diversa da quella che si imbocca ogni mattina per andare al lavoro e quindi vedere altre immagini durante il percorso, a quelle più coraggiose come iscriversi ad un corso che non si è sognato mai di seguire.


Al più presto andrò a noleggiare un film in vidioteca : )

lunedì 21 aprile 2008

Presente

ADESSO
PUOI MIGLIORARE, ANCHE SUBITO. NON LASCIARTI SCORAGGIARE DAI TUOI SBAGLI, DALLE TUE DEBOLEZZE, DAI TUOI DIFETTI.....FANNO PARTE DI TE. ANCHE UN PICCOLO PASSO E' GIA' IMPORTANTE, PERCHE' - DOPO- NE PUO' SEGUIRE UN ALTRO, E POI UN ALTRO ANCORA...MA NON ATTACCARTI AD UN RISULTATO, AD ASPETTATIVE, OBIETTIVI...SI TRATTA DI ILLUSIONI. VIVI, AL MEGLIODI TE, IL MOMENTO PRESENTE. CERCA DI FARE BENE "ADESSO". "PRIMA" E "DOPO" NON CONTANO, SEMPLICEMENTE PERCHE' NON ESISTONO ORA. NON LASCIARTI SVIARE DA CRITICHE ED ADULAZIONI: NON ABBATTERTI, NON RIEMPIRTI DI ORGOGLIO. SEGUI LA VIA DELLE COSE, IN PIENA CONSAPEVOLEZZA DI TE. VIVI OGNI GIORNO COME SE FOSSE L'ULTIMO, SENZA ATTACCARTI A NULLA. SE QUALCOSA TI SPAVENTA, NON FUGGIRE. OSSERVA BENE E DOMANDATI : "COS'E' QUESTO?"
FaGeng Shakya

mercoledì 13 febbraio 2008

Lentamente...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimeno di una splendida felicità" (Martha Medeiros)

martedì 29 gennaio 2008

Ciò che sembra reale e non lo è...

"Gli uomini sono turbati non dalle cose ma dalla visione che hanno di esse."
Fonte: Epitteto

venerdì 18 gennaio 2008

L'antidoto

La conoscenza è vista anche come una sorta di antidoto all'irrazionalità delle emozioni umane. Come dice Ralph Waldo Emerson: "La conoscenza è l'antidoto della paura; Conoscenza, Uso e Ragione, coi loro ausili più elevati. Il bambino su una scala, o un graticolato, o in una vasca da bagno, o con un gatto, è in pericolo quanto il soldato davanti al cannone o a un’imboscata. Ciascuno sormonta le paure non appena comprende precisamente il pericolo e impara i mezzi di resistenza. Ciascuno è soggetto al panico, che è, esattamente, il terrore dell'ignoranza arresa all’immaginazione."